La masa madre. Dario Tamiazzo e Ettore Nigro portano a teatro la resistenza alimentare

La masa madre. Dario Tamiazzo e Ettore Nigro portano a teatro la resistenza alimentare

ROMA – L’Associazione Un Altro Teatro di Napoli presenta, dal 25 al 28 ottobre allo Spazio 18b, La masa madre, fortunato spettacolo creato dall’attore Dario Tamiazzo e dal regista Ettore Nigro. Al centro della pièce, in cui è previsto un momento di dibattito critico con il pubblico, la difesa della tradizione alimentare locale vista con gli occhi dei fornai argentini.

Il palcoscenico dello Spazio 18b, con l’innovativa sala teatrale polifunzionale diretta da Jacopo Bezzi e Massimo Roberto Beato, si prepara ad accogliere La masa madre, spettacolo etico, biologico, lievitato naturalmente nato, dall’intuizione dell’attore Dario Tamiazzo che, durante la sua permanenza a Buenos Aires, ha studiato e approfondito il mondo dei fornai porteños e l’uso della pasta madre (’o criscito, lo chiamano i napoletani), lievito naturale che si tramanda di generazione in generazione nelle famiglie dei fornai. Il testo ha poi raggiunto la sua forma definitiva a Napoli con Ettore Nigro che ne ha firmato la regia.

Uno spettacolo fortunato che ha girato il mondo e continua a
farlo: da Napoli a Padova fino all’Expo di Milano, da Parigi a Witten a Madrid, da Zurigo a Caracas fino al Festival internazionale di Bogotà.
La masa madre è la storia di Sante, un ragazzo che vuole diventare fornaio perché ha un sogno: fare il pane per tutti. E così lotta per mantenere viva la pasta madre, che ha ereditato dal nonno fornaio. Parte alla volta di Buenos Aires dove inizia a lavorare in un panificio, lotta insieme ai compagni per salvaguardare la naturalezza del pane e distribuirlo a tutti, segnando in tal modo la storia politica e gastronomica dell’Argentina. Il filone enogastronomico non è certamente una novità nel teatro italiano ed europeo, che ne ha messo in luce gli aspetti più socialmente impegnati accanto a quelli più comici in un largo numero di produzioni. Eppure il genere sembra bel lontano dal dimostrarsi saturo, come abbiamo recentemente avuto modo di raccontarvi nello spassosissimo Pasticcieri. Io e mio fratello Roberto. Di tutt’altra pasta, ma non meno interessante, si preannuncia La masa madre, un inno alla resistenza alimentare, contro l’industrializzazione selvaggia dei processi di produzione e consumo che porta alla perdita delle tradizioni gastronomiche, contro la manipolazione dei cibi e dell’essere umano. Un lavoro che mira a rendere consapevole gli spettatori nella scelta degli alimenti sviluppando senso critico. Lo spettacolo nella sua struttura prevede, al termine della messinscena, un dibattito col pubblico, che ovunque – da Nord a Sud, in Italia e all’estero – ha riscosso un enorme successo.
La masa madre è stato scelto da Legambiente e Coldiretti della Regione Veneto per la lotta contro il biocidio e da Expo Milano 2016 – Padiglione Kip International School- come esempio di sviluppo all’interno della tematica Nutrire il Pianeta.

Trailer

INFO:
Dal 25 al 28 ottobre: dal giovedì al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
durata spettacolo 45 minuti
SPAZIO 18 B Via Rosa Raimondi Garibaldi 18B (zona Garbatella)

BIGLIETTI:
Ticketing by ToptixRibes
Intero € 15,00 | Ridotto € 12,00 | Giovedì promo € 10,00 tessera associativa semestrale € 3,00 Abbonamento unico libero nominale a 5 spettacoli € 45,00

CONTATTI:
Tel: 06 92594210 / 3341978135; e-mail: biglietteria@spazio18b.com; sito web: www.spazio18b.com

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Stefano Maria Pantano

Stefano Maria Pantano

Et unum facere et aliud non omittere! Ricordo con affetto queste parole, che uno dei miei più cari maestri di prima gioventù amava ripetermi. Non sempre però riesco a mettere in pratica il prezioso precetto dei padri latini, essendo io alla perenne ricerca di un equilibrio e di una pace mai trovata. Mi dibatto tra vari interessi che vanno dallo studio al teatro (visto e recitato), dallo sport alla scrittura cercando la mia stella. Fisicamente a metà fra l’atleta e il topo da biblioteca, ma sempre più tendente verso il secondo, la mia eterna preoccupazione è che quello che faccio sia fatto degnamente, secondo un’espressione orientale che mi sta molto a cuore: kung fu (“lavoro molto duro praticato con abilità e sacrificio”).
Stefano Maria Pantano

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