La vecchia Prato. Tra antiche mura il gusto innovativo della storia e della tradizione s’incontrano

La vecchia Prato. Tra antiche mura il gusto innovativo della storia e della tradizione s’incontrano

PRATO – Prima parte dell’itinerario enogastronomico partendo dalla vecchia Prato, tra innovazione e tradizione. Premesso che in Toscana si mangia bene ovunque, in questa occasione vorrei portarvi in giro alla scoperta di un’inedita Prato, dove andare a mangiare fuori è sì un problema: ma per l’imbarazzo della scelta!

Quante volte vi è capitato di voler mangiare fuori con amici o chi volete voi e non sapere dove andare? Potrebbe sembrare una questione banale ma spesso non è così perché la scelta implica differenze di gusti, di logistica, di esigenze del momento e anche di… “portafoglio”! Parlando di Prato in senso “mangereccio” vengono subito in mente i “cantuccini” (i biscotti chiamati “tozzetti” da Roma in giù tanto per capirsi) e, per i più informati, la mortadella! Ma Prato non è solo questo e vanta rinomati ristoranti per la cucina tradizionale sia pratese che toscana in generale. Negli ultimi anni, inoltre, l’offerta ristorativa ha fatto un salto in avanti con l’apertura di nuovi locali che propongono gourmet particolari, anche d’ispirazione fuori confine. Che dire, ce n’è per tutti i palati, in base all’esigenza o sfizio del momento.

Se cercate la qualità e la genuinità al 100% restando nel solco della tradizione, il must è sicuramente Baghino: situato a pochi passi dal Duomo in una tranquilla via del centro, è il più storico dei ristoranti di Prato visto che è gestito dallo stesso ramo famigliare dal 1870! Solo qui potrete gustare i famosi sedani ripieni secondo l’originale (e tutt’altro che semplice) ricetta, ed ovviamente la bistecca alla fiorentina. Il piatto del sedano alla pratese è un’antica ricetta che richiede 48 ore di lavorazione, e Baghino è l’unico a proporlo nella sua variante più ricca ed elaborata.

E’ davvero un piacere degustarla nell’accogliente atmosfera vecchio stile dove tra mobili della nonna, tovagline di carta, pavimenti in cotto e graziose applique in ferro battuto, eleganza e informalità vanno di pari passo. Mangiare equivale a vivere l’esperienza di assaporare la vecchia Prato, con un salto nel passato attraverso ricette antiche e moderne della tradizione toscana.

Ristorante Da Baghino

Insomma il fascino della vecchia Prato continua se vi dirigete verso piazza del Comune. Qui, a pochissima distanza, si trova un’altra icona della ristorazione pratese in senso storico: il Caffè dei Frari delle Logge, comunemente chiamato Caffè delle Logge. A dispetto del nome, non si tratta solo di una sosta da bar o di un tè pomeridiano, anzi! Infatti ha un lunghissimo orario di apertura (8-02), così dalla colazione con pasticceria di produzione propria al brunch internazionale, passando per il pranzo (veloci ma espresso e curato) fino all’apericena si può trascorrere tutto l’arco della giornata immergendosi nella suggestiva location d’epoca. Sul solco dei migliori locali europei, si viene accolti da un’atmosfera di inizio secolo parigino dove nobili sedute, specchi anticati e boiserie la fanno da padrone. La gestione dei i Frari, già nota in città per l’omonimo wine bar di grande successo, ha riportato gli antichi locali ai fasti di un tempo dove poter vivere un’esperienza a tutto tondo.

Frari Caffè delle Logge

Continuiamo il nostro itinerario rimanendo su corso Mazzoni, al n.19 c’è invece un nuovo wine bar in stile cantinetta vintage, Le Barrique dove “in tinta” con il locale, potrete gustare “variopinti”  taglieri accompagnati da ottimi vini.

Il locale mi colpisce subito per la location, visto che si trova nel cuore del centro storico di Prato, sul Corso, la via più antica della città, tra l’imponente piazza del duomo e l’elegante piazza del comune. La struttura poi è bellissima. È un’antica bomboniera medioevale, arricchita da volte, colonne, porte segrete originali del tempo e arredata con il classico rustico toscano. Le Barrique ha le sembianze di una cantinetta, proprio come quelle dove il vino viene affinato. Appena entrata, riesco subito a farmi una chiacchierata con la proprietaria Simona Marinai, che mi racconta praticamente tutto sulla storia di Le Barrique. Nato nel 2004, il locale cresce e si sviluppa senza una vera e propria etichetta a rappresentarlo e nel corso degli anni è riuscito a diventare una cosa sola con la città di Prato. Gli orari sono l’ideale (è aperto tutti i giorni dalle 12 alle 0:30) e la sensazione, una volta all’interno del locale, è quella di essere a casa, grazie anche a un servizio molto cordiale e disponibile. Non posso naturalmente non parlarvi dell’aspetto enogastronomico: la cucina propone piatti tipici e tradizionali con ricette antiche e particolari, il tutto accompagnato logicamente, dai vini selezionati dai giovani sommelier e dai cocktail del barman.

Tutto buonissimo ve lo garantisco! Le Barrique è un posto ideale per staccare la spina e godersi un po’ la vita della vecchia Prato.

Le Barrique

E per qualche info su un bel giro turistico attraverso l’arte dell’antica città di Prato qui trovate il nostro racconto scritto durante la visita della mostra Legati da una cintola  – L’Assunta di Bernardo Daddi e l’identità di una Città – che vi ricordiamo terminerà il prossimo 14 gennaio 2018. 

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Giuliana D'Urso

Giuliana D’Urso

Romana di nascita e toscana di adozione, dopo 21 anni vissuti tra Firenze, Sesto Fiorentino e Prato, ormai non so più neanche quale accento prevale!  Sebbene sia cresciuta in una famiglia di artisti – mio nonno era pittore e mosaicista di professione e mio padre e mia zia lo erano per diletto – dell’arte mi sono interessata più all’aspetto teorico che pratico, laureandomi in Lettere con indirizzo storico-artistico. Fortuna volle che avessi  studiato  anche l’inglese, grazie al quale, di fatto,  riesco  a mantenermi, poiché con Giotto, Raffaello e compagnia bella si campa ben poco in Italia, specialmente se vuoi insegnare. Da brava gemelli sono molto curiosa e vorrei fare 3000 cose, e sempre da brava gemelli ne inizio diverse ma ne porto a conclusione solo alcune.  C’è comunque una cosa che non lascio mai a metà: i dolci!!! Soprattutto quelli con la panna…
Giuliana D'Urso

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