L’arte subacquea di Blub in mostra al MANN

L’arte subacquea di Blub in mostra al MANN

NAPOLI – È stata inaugurata oggi al MANN – il Museo Archeologico Nazionale di Napoli – la mostra L’arte sa nuotare di Blub. L’artista, la cui identità rimane una curiosa incognita, enuclea personaggi celebri dall’archetipo del contesto nativo, reale o immaginifico, e li cala in una “scenografia acquatica”, facendo indossare loro maschera e boccaglio. Perché se è vero che la bellezza salverà il mondo, ilarità ed allegria le daranno certamente una mano.

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L’arte sa nuotare. La mostra di Blub al MANN

Blub e La ragazza con l’orecchino di perla. Blub e Carlo III, il re illuminato. Blub e Totò, ma anche Blub e Gesù Cristo. Blub e Vivaldi. Blub e la Venere di Botticelli. Blub e i grandi nomi dell’arte, della storia, della musica e della cinematografia, dipinti come fossero sott’acqua, con una maschera per immersioni sopra il naso e tante bollicine tutte intorno. Lo scorso aprile, col buio compiacente della notte, lo street artist ha fatto incursione nei vicoli del centro storico di Napoli, riabilitando gli angoli sviliti, erosi dal tempo e dall’incuria, e impiegandoli come tele murarie, così che potessero assurgere a dignità d’arte. Oggi, il suo genio visionario trova spazio al MANN, nella Sala del Plastico di Pompei: la personale, curata da Carla Bru e Maria Paternosto, è aperta al pubblico fino al 31 agosto 2019.

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L’arte sa nuotare. La mostra di Blub al MANN

“Nonostante ci si possa trovare in un mare di difficoltà, nella vita abbiamo sempre le risorse per imparare a nuotare. L’arte è una di queste risorse. L’acqua è il mio elemento. Dall’acqua nasce la vita, è il lato nascosto della materia.  Quando sei immerso, l’istante si ferma e non c’è peso, mentre i pensieri fluiscono in una dimensione sospesa. Per questo, ripropongo personaggi che hanno trasmesso un esempio di grandezza in grado di sopravvivere ancora oggi, proprio sotto l’acqua, senza tempo” ha commentato l’artista, di cui nessuno conosce il vero nome. E nemmeno il volto.

La sua storia comincia sei anni fa, nell’estate del 2013, a Cadaqués, in Catalogna, nel punto più orientale della Costa Brava. Lì, nella baia del borgo di Portlligat, c’è la casa-museo di Salvador Dalì, che tanto amava quel paesino di mare e pescatori. Venezia, Roma, Ravenna, Lucca, Pisa, Mantova, Barcellona, Amsterdam, Stoccolma, Lisbona e Rio de Janeiro, ma anche i piccoli centri italiani come Monteriggioni ed Alghero, Cremona e San Gimignano, Lecce e Livorno: sono alcune delle tappe del viaggio creativo di Blub, al quale, nel 2017, persino Vanity Fair dedicò una copertina. 

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L’arte sa nuotare. La mostra di Blub al MANN

Il MANN è il posto in cui i marmi di Antonio Canova incontrano l’arte contemporanea e subacquea di Blub, La Pace dialoga con Saffo e Dedalo con Le Tre Grazie. Napoli – che appena qualche tempo fa ospitava la creatività urbana di INWARD – è la città in cui l’impossibile amputa il disfattismo del suo prefisso, rendendo normalissimo l’inconsueto. Il sangue doppio di questa terra è una benedizione, la natura bicuspide un moltiplicatore di bellezza.

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L’arte sa nuotare. La mostra di Blub al MANN

L’arte sa nuotare fa parte del percorso espositivo Verso Thalassa, la grande mostra sui temi del mare, del mito e dell’archeologia prevista al MANN a partire dal prossimo dicembre. A tal proposito, il Direttore Paolo Giulierini – che stamattina, in sede di inaugurazione, si è scherzosamente prestato a indossare l’equipaggiamento sottomarino delle opere – ha dichiarato: “Verso Thalassa non potevamo che incontrare Blub. Progettando la nostra grande mostra sull’archeologia subacquea abbiamo incrociato, per le strade di Napoli, il segno distintivo di questo artista misterioso, celebre per i bellissimi ritratti di personaggi illustri in maschera da sub. È successo lo scorso aprile quando, in una notte, Blub ha voluto disseminare i suoi dipinti anche nella nostra città, sempre con rispetto e attenzione, puntando alla riqualificazione degli angoli degradati e dando, ad esempio, nuova vita a vecchi sportelli di metallo. Il suo messaggio ci ha conquistato per spontaneità e semplicità: #Lartesanuotare recita l’hashtag che ha scelto, e noi aggiungiamo che ‘per l’arte si nuota’, ad esempio, verso la scoperta e la valorizzazione dei reperti del Mediterraneo riemersi dall’antichità, quelli che racconteremo nella nostra mostra Thalassa nel prossimo autunno. E così, dopo essere stati conquistati da uno straordinario Carlo di Borbone marino, abbiamo chiesto a Blub una produzione speciale sulle opere iconiche del MANN. A tutti il divertimento della scoperta nella Sala del Plastico di Pompei”. 

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Paolo Giulierini, Direttore del MANN

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Antonia Storace

Ho dipinto di bianco una delle pareti di camera mia e, simile ad una giunonica tela, le ho affidato un pezzo della mia storia. Ora, sul suo perlaceo candore, una scritta vestita di nero contrasto danza come fosse sospesa nel vuoto: “La scrittura è stata la mia fonte della giovinezza, la mia puttana, il mio amore, la mia scommessa” (C. Bukowski).
Scrivere è il mio verbo all’infinito. Il mio infinito in un verbo: un destino che ti porti addosso, ti abita la pelle e dal quale non puoi fuggire.
Antonia Storace

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