Le bellezze di Varese e la sua bella a Villa Liz

Le bellezze di Varese e la sua bella a Villa Liz

VARESE – Un weekend nel Bed and breakfast Villa Liz della sosia ufficiale di Liz Taylor: Marina Castelnuovo. Paesaggio di quiete, verde e montagne per godersi le bellezze di Varese discorrendo di una Hollywood dimenticata.

Scegliere una meta originale nella meravigliosa Italia non è facile. Devo essere sincera, in Lombardia giro poco, così mi sono ripromessa di visitare più luoghi e città di cui si sente parlare più per business che per turismo.

Ma come il mio collega ci ha mostrato una Bergamo inedita così io vorrei portarvi per le strade di Varese in un bel weekend invernale.
Ero passata per la città, nodo strategico anche per la scorsa expo, o per le varie aziende che risiedono qui, sempre per proseguire ed alloggiare poi a Milano. Ma mi sono ricordata di aver incontrato una persona splendida, mesi fa, che mi parlava con entusiasmo della sua città, e dato che aveva avviato un’attività turistica ho deciso così di unire l’utile al dilettevole ed andarla a trovare.
Sto parlando della sosia ufficiale di Liz Taylor: Marina CastelnuovoEra una giornata dei primi giorni dell’anno, non fredda ed anche un po soleggiata. Le bellissime montagne che circondano la città leggermente innevate.
Dato che arrivavo in treno ci incontriamo alla stazione di Varese, dove mi viene a prendere per portarmi al suo Bed and breakfast Villa Liz.
Mi coinvolge subito con un’affettuosa accoglienza. Il suo look è sempre quello della grande diva e vederla di giorno con il boa di struzzo rosa e gli occhi blu che le brillano mi mette una grande allegria.
La villa dove mi ospiterà è a sua immagine e somiglianza. Un po’ hollywoodiana, pur rimanendo semplice, un po’ vintage.

Villa Liz Marina Castelnuovo

La posizione è invidiabile: su una collina che guarda i monti innevati che avevo ammirato prima dal treno, il verde di un giardino curato con grandi alberi, una terrazza da dove si accede al portone d’ingresso. Qui si entra subito in un luogo caldo di legno e luci soffuse. Dal corridoio si passa nell’accogliente salone arredato con grandi sofà dove regnano sovrani innumerevoli cuscini. L’alto soffitto ad architravi rende lo spazio ancora più caldo illuminandosi con la luce del fuoco del camino.
Marina mi accompagna nella mia stanza. Ho il privilegio di sceglierla dopo avermele fatte visitare tutte e tre, compresa la bella suite. Ovvia la mia scelta….  ma sinceramente trovo che ogni spazio sia accogliente.
Più tardi, appena rinfrescata con una doccia e cambiata, mi accompagna nel caveau dove custodisce tutti gli abiti “di scena” realizzati dalle varie sartorie sui modelli che appartenevano alla grande diva.
Si scopre un mondo: fatto di pizzi, ricami, fruscianti sete, vertiginose scollature (per evidenziare il meraviglioso décolleté che accomunava sia Liz che Marina), con gonne a ruota dei colori e fantasie più varie. Per ogni look è abbinato anche un gioiello, anch’esso riprodotto fedelmente sulle tracce di quelli posseduti dalla Taylor per una linea di bigiotteria prodotta proprio da Marina.
Le chiedo di indossarne qualcuno mentre voglio far fare alla nostra fotografa qualche scatto nei vari scorci del B&B di Villa Liz.
C’è un sapore unico qui. Ci si dimentica del tempo. È un continuo flashback tra i calendari e le foto della sosia di Liz con le più grandi star, ed il sapore di casa grazie alla sua magica accoglienza e proverbiale simpatia.

Ma il mio scopo principale questa volta è visitare la città giardino quindi iniziamo il giro turistico di questa località di circa 80.000 abitanti, bagnata dal fiume Olona. Qui erroneammente, mi fa notare Marina, il turismo non è contemplato, invece merita! Questa è una città di cultura industriale e mercantile, nota per i suoi spazi verdi ben tenuti e disseminati, Varese (Vallium exitus = luogo di uscita dalle valli) che merita di essere visitata per la basilica di S. Vittore costruita nel 1580 su un progetto di Pellegrino Tibaldi (suo il ciborio dell’altare maggiore del Duomo di Milano).

Molto interessante è anche il suo municipio, Palazzo Estense, che contiene una pinacoteca, e si apre sugli eleganti Giardini Estensi, dove è possibile visitare un interessante museo della preistoria di questo territorio. Marina mi ricorda che la provincia di Varese confina a nord e a est con la Svizzera (Canton Ticino), a est con la provincia di Como. E  forse per questo tutti la attraversano soltanto senza soffermarsi. In effetti è un peccato, anche perché da qui si possono visitare i dintorni del Varesotto, tra cui da non perdere sono il Campo dei Fiori e il Sacro Monte, a soli 6 km dal centro, con la sua via Sacra e le sue 12 cappelle seicentesche dove sono rimasta affascinata dagli affreschi dei vari artisti lombardi (Morazzone, Legnanino e Girardi) fino ad uno più recente di Renato Guttuso (Fuga in Egitto).

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La cornice verde, intervallata anche da belle ville e palazzi, ci accompagna nel nostro giro che facciamo chiacchierando animatamente e commentando tutto quello che ci circonda. Ci spingiamo fino al lago di Varese (in realtà poco distante da Villa Liz), e l’incanto del paesaggio ci restituisce scorci di quel paesaggio prealpino che aveva nel passato fatto di Varese un luogo di villeggiatura delle più importanti famiglie milanesi. Infatti è da ricordare che Stendhal, dalla via Sacra, nel suo Diario del viaggio in Brianza, descriveva così questa parte d’Italia tra Piemonte e Svizzera: “Un fazzoletto verde costellato di laghi e incorniciato dalle Prealpi e dalle prime propaggini dell’arco alpino”.

Tutte le foto di Marina Castelnuovo hanno il copyright Robin T Photography All rights reserved Use by Permission

Varese

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Fabiola Cinque

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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