Le icone Made in Italy di Reboani a Bologna

Le icone Made in Italy di Reboani a Bologna

In occasione del 40esimo anniversario di Artefiera, l’Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna ospita fino al 15 febbraio 2016 la mostra di Marcello Reboani “Must Have – Proud to be italian”, curata da Melissa Proietti e patrocinata dal Comune di Bologna.
L’inaugurazione (solo su invito) è prevista per giovedì 29 gennaio dalle 18 alle 21, mentre si potrà visitare l’esposizione liberamente nei giorni successivi. La mostra si svolge nelle sale dello storico Cafè Marinetti: uno spazio naturalmente vocato di arte e cultura, intitolato al fondatore del movimento futurista Filippo Tommaso Marinetti che a Bologna lo aveva eletto come suo quartier generale.

Marcello Reboani, Vespa, 2015
Marcello Reboani, Vespa, 2015

Il progetto “Must Have”, nasce da un’idea di Melissa Proietti nel 2007, e nella prima presentazione mirava a rappresentare in chiave ironica ed eco-pop le icone del consumismo, proponendo uno spunto di riflessione su come un oggetto cult potesse diventare anche oggetto d’arte: la “ Kelly bag” di Hèrmes, il Rolex, il celebre tollino del Campari, l’intramontabile macchina fotografica Nikon, i Levi’s e alcuni medicinali di largo consumo come lo Xanax.

La nuova serie “Must Have – Proud to be italian” con una rassegna di 12 nuove opere, debutta invece nel maggio 2015 in occasione di Expo, a Milano, nella grintosa Terrazza Aperol, luogo d’incontro di un’intramontabile Milano da bere. Questa volta l’artista punta l’attenzione sulla creatività e il design italiano, celebrando oggetti che hanno fatto la storia del Made in Italy, icone di design, creatività, gusto e stile, esportati in tutto il mondo: il vasetto della Nutella e quello con rimandi Art Nouveau di Amarena Fabbri, la Vespa rossa, il tollino dell’ Aperol e ancora il motoscafo Riva, la Ferrari, il celebre logo “ Con Api si Vola !”, la Moka Bialetti e tanti altri altri. Tutti rimandano alla storia dell’industria nazionale, di quello che l’Italia ha esportato nel mondo in termini di creatività ed estetica.

Marcello Reboani, Nutella, 2015, tecnica mista con materiali di recupero, cm. 63x63, ph Giorgio Benni.
Marcello Reboani, Nutella, 2015, tecnica mista con materiali di recupero, cm. 63×63, ph Giorgio Benni.

“Must Have – Proud to be Italian” non è intesa quindi solo come mostra d’arte, ma come augurio e incentivo di ripresa e nuova crescita economica del nostro paese, guardando con fierezza al passato e con fiducia nel futuro. Un messaggio positivo e propositivo, legato al tema ecologico e alla sostenibilità da sempre centro del percorso lavorativo dell’artista romano che ha fortemente voluto questa tappa del progetto a Bologna, città a cui é molto legato e dove lo scorso anno il Comune ha ospitato e patrocinato il progetto “Ladies for Human Rights”, in collaborazione con il Robert F.Kennedy Human Rights Onlus, tenutosi nella suggestiva Sala della Manica lunga di Palazzo d’Accursio .

Marcello Reboani
MUST HAVE – Proud to be italian
Grand Hotel Majestic già Baglioni, via Indipendenza 8, Bologna
dal 29 gennaio al 15 febbraio 2016
Ingresso libero

Sonia Catena

Sonia Catena

Viaggiatrice accanita e affamata di moda, arte e design, mi sposto costantemente sulla penisola italiana dal 2004, anno in cui dopo la maturità decisi di trasferirmi a Rimini e poi a Bologna per  l’Università. Con una laurea in moda e una specialistica in arte contemporanea amo creare delle interconnessioni fra queste discipline per organizzare eventi culturali a Milano. La tesi in semiotica mi ha insegnato a guardare il mondo con un’altra prospettiva e da lì è nato il mio progetto Ridefinire il Gioiello.  Affianco all’attività di curatela quella di addetta stampa, comunicazione e docenza (LABA di Rimini, “Fashion Writing”  IED – Firenze). La mia parola d’ordine? Scoprire sempre qualcosa di nuovo, ridefinire un sistema e rivoluzionarlo. Ho un’insaziabile bisogno di libertà d’espressione e di uscire dai tracciati tradizionali per organizzare costantemente nuovi eventi e progetti. Amo viaggiare di paese in paese e spaziare con la mente, chi mi conosce ha quasi paura quando dico “mi è venuta un’idea!”. Chiusa in ufficio o fare un lavoro di routine mi rende una mina vagante, mi sento una libera professionista sino al midollo, una ricchezza che mi permette di avere continuamente stimoli e idee. Il treno è la mia seconda casa, la prima non lo so ancora se a Milano, Bologna, Rimini, Firenze o Roma. La frase che mi rappresenta? “Le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare piani” dal film Mine Vaganti di Ferzan Özpetek.
Sonia Catena

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