Le passioni visive di Marino Marini a Venezia

VENEZIA – Nei raccolti, accoglienti e rinnovati spazi dedicati alle esposizioni temporanee della Collezione Peggy Guggenheim a Venezia si è inaugurata la mostra Marino Marini, Passioni visive.

Stanza 1, in primo piano Ambito di Andrea del Verrocchio, Busto di giovane (Piero di Lorenzo de’ Medici), Ultimo quarto XV sec. Terracotta dipinta
Stanza 1, in primo piano Ambito di Andrea del Verrocchio, Busto di giovane (Piero di Lorenzo de’ Medici), Ultimo quarto XV sec. Terracotta dipinta

Un’esposizione magistrale di opere, anche di notevoli dimensioni, che acquistano nuova luce grazie ad un allestimento che recupera un’inedita dimensione domestica del lavoro dell’artista pistoiese.  Un rapporto sollecitato anche da una serie di confronti che i curatori – Flavio Fergonzi e Barbara Cinelli con la collaborazione di Chiara Fabi – hanno proposto con l’esposizione in ogni sala di opere appartenenti anche ad altri autori.

Stanza 2, Arturo Martini, Tobiolo, 1933, Bronzo
Stanza 2, Arturo Martini, Tobiolo, 1933, Bronzo
Stanza 2, Marino Marini, Nuotatore, 1932, Legno
Stanza 2, Marino Marini, Nuotatore, 1932, Legno

È una ginnastica per il visitatore sollecitato a capire e raffrontare le invenzioni plastiche di uno dei più importanti scultori del Novecento rispetto alle sue “passioni”, al suo arco di riferimenti e al linguaggio della scultura antica e contemporanea.

Stanza 2, Marino Marini, Pugile, 1935, Legno
Stanza 2, Marino Marini, Pugile, 1935, Legno
Stanza 3, in primo piano Marino Marini, Icaro, 1933, Legno; sullo sfondo Marino Marini Miracolo, 1955, Legno policromo
Stanza 3, in primo piano Marino Marini, Icaro, 1933, Legno; sullo sfondo Marino Marini Miracolo, 1955, Legno policromo

Marino Marini è stato uno scultore ricco di tecniche – dal legno alla cera, dal marmo alla pietra, dalla terracotta alla ceramica, dal gesso al bronzo – e di iconografia, riuscendo a cogliere riferimenti  appartenenti ad epoche diverse fattore che l’esposizione riesce pienamente a dimostrare.

Stanza 3, Marino Marini, Il pellegrino (San Giacomo a cavallo), 1939, Gesso
Stanza 3, Marino Marini, Il pellegrino (San Giacomo a cavallo), 1939, Gesso

In mostra sono ben documentati vari passaggi dell’indagine e della ricerca artistica di Marini, come lo studio sui corpi – con un percorso che parte dalla “durezza” del corpo maschile per arrivare all’espansione dei volumi che solo il nudo femminile riesce ad esprimere. È il raggiungimento della poesia quello che l’artista riesce a generare, anche con la sapiente gestione di volute sgrammaticature che spesso guardano alla lontananza suggerita dalle opere antiche.

Stanza 8, Marino Marini, Cavaliere, 1945, Bronzo
Stanza 8, Marino Marini, Cavaliere, 1945, Bronzo
Stanza 8, Marino Marini, Cavaliere, 1947, Gesso originale policromo
Stanza 8, Marino Marini, Cavaliere, 1947, Gesso originale policromo
Stanza 8, Marino Marini, Cavaliere, 1952, Bronzo
Stanza 8, Marino Marini, Cavaliere, 1952, Bronzo

Tra tutte le note positive – non ultima l’accurata quanto fisicamente impegnativa movimentazione delle opere con la ricerca della giusta posizione, ce n’è una stonata. È la disposizione delle didascalie, non sempre in esplicito e diretto rapporto alle sculture esposte.

Stanza 9, Marino Marini, Giocoliere, 1944, Bronzo policromo
Stanza 9, Marino Marini, Giocoliere, 1944, Bronzo policromo
Stanza 10, Marino Marini, Ritratto della signora Vitali, 1937–38, Pietra
Stanza 10, Marino Marini, Ritratto della signora Vitali, 1937–38, Pietra

Marino Marini. Passioni visive
27 gennaio all’1 maggio, 2018
Collezione Peggy Guggenheim
Dorsoduro 701, 30123 Venezia | Tel. 041.2405.404/415
Tutti i giorni alle 15.30 vengono offerte visite guidate gratuite alla mostra, previo acquisto del biglietto d’ingresso al museo.

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Roberto Zanon

Già prima della laurea in architettura, mi sono occupato del progetto dei prodotti fino a farlo diventare una professione. Poi con gli anni ho iniziato ad insegnare la progettazione tridimensionale – anche in giro per il mondo –  ed ora è questa la mia attività principale. Sono fortunato; all’Accademia di Belle Arti di Venezia tengo il corso di Design e questo mi permette di sviluppare assieme agli studenti i progetti che realmente mi interessano. Negli ultimi anni ho conseguito un diploma in oreficeria e un Phd in design. Da molti anni collaboro con diverse riviste occupandomi di allestimento e di design.
Roberto Zanon

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