L’eccezionale ritorno di David LaChapelle

L’eccezionale ritorno di David LaChapelle

La città di Roma ospita dal 30 aprile al 13 settembre 2015, una delle più importanti retrospettive interamente dedicata al grande artista e fotografo della cultura americana contemporanea.DLC10

La mostra si compone di oltre 150 opere uniche: alcune del tutto inedite, altre esposte per la prima volta in un museo, un cospicuo numero di mega-formato (oltre 7x2m), una selezione di scatti realizzati prima del 2006 e una rassegna di filmati di backstage dei suoi set fotografici illustrativi del processo di realizzazione e produzione dei suoi lavori.

Questa retrospettiva, organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con lo studio David LaChapelle e la società MADEINART, si è posta l’obiettivo di racchiudere e presentare al pubblico l’intero percorso artistico dell’autore.

Per fare ciò sono state riproposte alcune tra le sue opere celebri, realizzate senza sosta nel decennio che intercorre tra il 1995 e il 2005.

In quegli anni ha ritratto un gran numero di star della politica, della moda, del cinema e della musica.

Hanno posato per lui celebrità del calibro di Angelina Jolie, Madonna, Elizabeth Taylor, Joaquin Phoenix, Michael Jackson, Uma Thurman, Lady Gaga, Nickj Minaj, Rihanna, Hillary Clinton, Lance Armstrong e David Beckham. Tra gli innumerevoli volti noti spiccano Amanda Leporecitate, Pamela Anderson e Courtney Love, indicate dallo stesso LaChapelle come muse ispiratrici.

Su Interview egli stesso ha affermato: “C’è stato un tempo in cui lavoravo per le riviste di moda e c’era libertà perché non ci si aspettava molto da quel genere di foto. Alcuni erano solo scatti di evasione, con una dose di humour, ma poi, quando ho cominciato a esporre nelle gallerie, mi sono reso conto che ci si aspettava di più da queste foto. Così ho voluto avere un dialogo più profondo con la gente che le guardava”. DLC11

Attraverso un impianto di tipo teatrale, produce un’immagine finale che da l’idea di essere un fermo-immagine cinematografico, rendendo indistinguibile il confine tra sogno e realtà.

Denuncia di una società contemporanea, nella quale non è fondamentale essere ma è sufficiente apparire, basata interamente sull’immagine coordinata e sulla sua conseguente ostentazione e spettacolarizzazione.

Con l’avvento dei mass-media raggiunge l’attitudine della finzione integrale che rende difficile, se non impossibile, l’immediata distinzione tra vero/falso, realtà/irrealtà.

“Avevo detto quello che volevo dire”, così l’artista, nel 2006, ha voltato le spalle alla mondanità per ritirarsi su un’isola del Pacifico.

L’anno spartiacque segna una svolta profonda nell’agire artistico di LaChapelle, il quale torna a concepire un lavoro, non commissionato, con lo scopo ultimo di essere destinato esclusivamente a musei/gallerie d’arte e non più a riviste di moda o campagne pubblicitarie.

L’artista si protrae verso altre direzioni estetiche e concettuali, ma qualcosa da dire gli restava.

“Il segnale più evidente del cambiamento è la scomparsa dai lavori seriali della presenza umana: i modelli viventi che in tutti i lavori precedenti (unica eccezione è “The Electric Chair” del 2001, personale interpretazione del celebre lavoro di Andy Warhol) hanno avuto una parte centrale nella composizione del set e nel messaggio incarnato dall’immagine, spariscono. LaChapelle cancella clamorosamente la carne, elemento caratterizzante della sua arte” ha scritto nel saggio introduttivo il curatore della mostra Gianni Mercurio.

La mostra è stata incentrata sulla sua produzione più recente, particolarmente condizionata dalla visita alla Cappella Sistina e ispirata all’affresco Michelangiolesco, da cui è scaturita la serie The Deluge (Il Diluvio).

“Sin da bambino sono stato affascinato da Michelangelo, guardando la sua opera si guarda il mondo. Non è il  mondo dell’arte, è il Mondo, è l’Umanità” scrive laChapelle e concentra la sua attenzione proprio su quest’ultima, costruendo un “set di uomini, donne, giovani, vecchi e bambini si aggrappano ai relitti di un mondo che affonda tra le sue stesse insegne” D.L.C.

Ancora per pochi giorni le mura del Palazzo delle Esposizioni offriranno quest’occasione, avendo constatato la volubilità dell’artista, forse irripetibile. Non fatevela sfuggire.

LaChapelle

Be Sociable, Share!

Michela Pinci

Scorpione, ascendente scorpione. Atea, non credo nei segni del destino, figuriamoci in quelli zodiacali. La vita è un flusso continuo di scelte. Conosco solo due colori: bianco o nero, raro l’uso del grigio. E non mi riferisco alla Juve. Polimodina, molto più fuori che dentro. Ossessionata dagli inizi e dalle fini. Adoro i fogli bianchi, i corpi nudi, le pareti vuote, i silenzi.
Michela Pinci

One Response to "L’eccezionale ritorno di David LaChapelle"

  1. Lamberto Cantoni
    Lamberto Cantoni   11 settembre 2015 at 11:15

    Una mostra di La Chappelle è sempre un evento. Trovo interessantissima la svolta del fotografo verso un dialogo con l’arte più libero rispetto al periodo in cui collaborava con la moda.

    Rispondi

Leave a Reply

Your email address will not be published.