Accadde oggi: a proposito di Liz Taylor

Accadde oggi: a proposito di Liz Taylor

MONDO – Liz Taylor ci lasciava oggi di 5 anni fa. Ricordiamola così.

L’attrice dai profondi occhi blu-viola, e dai capelli folti e neri, amava essere ricordata con il suo vero nome Elizabeth Rosemond Taylor, nacque ad Hampstead, in Inghilterra, il 27 febbraio 1932. Liz Taylor contribuì ad essere una delle più affermate attrici del suo tempo, e l’American Film Institute l’ha inserita al 7°posto tra le più grandi star della storia del cinema. Ha varcato ogni genere cinematografico, cimentandosi sempre con assoluta eleganza, fascino e grande sensualità, spaziando dalla commedia, a ruoli drammatici, giungendo poi a grandi Kolossal. Molte furono le pellicole prodotte dalla MGM (Metro Goldwin Mayer) che la adottò subito come musa di ispirazione per gran parte dei suoi lavori. Il periodo giovanile fu caratterizzato dal suo splendido visino ed un cane fedele in Torna a casa Lessie del 1943, l’anno dopo, stavolta sotto la direzione della 20 th Century Fox , arriva la grande fortuna con il Gran Premio con Clarence Brown e la solarità di Mickey Rooney, ebbe un enorme successo 4.000.000 di dollari e la giovane Liz guadagnò lo status di enfant prodige. Nonostante la sua giovane età, Liz Taylor si inserì bene nell’entourage di Hollywood e fu contesa dalle altre case di produzione cinematografiche.
Spinta probabilmente dalla mancanza di una normale adolescenza, decise di abbandonare la carriera intrapresa di attrice, ma a spingerla e a continuare, fu caparbiamente la madre che gli intimò a chiare lettere : Tu hai una responsabilità Elizabeth, non soltanto con questa famiglia, ma con il paese e con il mondo intero. Dichiarazione esagerata forse, ma del resto sono gli anni del secondo dopoguerra, anni in cui le famiglie facevano sentire la loro autorità, speranzosi di regalare ai loro figli una vita migliore, ed in questo caso Liz Taylor riuscì ad ottenere tutto dalla vita, nel ’48 fu l’attrice più pagata al mondo con un salario di 1.000 dollari a settimana e nel ’49 il Time così scriveva di lei: un gioiello di grande valore, un vero zaffiro, una stella.
Seguirono altri successi: Il coraggio di Lessie (1946), Piccole donne (1949), Il padre della sposa (1950), Papà diventa nonno (1951), Castelli di sabbia (1965) dove conobbe il suo primo amor Richard Burton; Sono anni della nuova Hollywood, anni in cui iniziano grosse produzioni cinematografiche, con sperimentazioni alla Griffith, ovvero arrivano i grandi Kolossal. Ed anche alla bella Liz Taylor fu proposto un film seppur un cameo in Quo Vadis (1951) interpretava una prigioniera cristiana dentro l’arena, ma il suo kolossal da protagonista arriva solamente nel 1960 con Cleopatra, dopo aver vinto anche un Oscar, ma il film fu un vero flop commerciale.
Il film targato Fox partì con il piede sbagliato. Liz Taylor stava sul set italiano raramente, causa una malattia misteriosa (forse dovuta all’abuso di alcol e droghe) che non le permise di lavorare, mettendo in difficoltà tutto il cast del film. Di fronte alla richiesta dell’attrice di spostare il set a Londra, dove lei viveva, il regista Rouben Mamoulian si licenziò, seguito da Peter Finch e Stephen Boyd che non potevano stare dietro i capricci dell’attrice. Rimasero solo Rex Harrison e l’affascinante attore inglese Richard Burton che fu la sua lunga fiamma, in molti, cominciarono a pensare che forse erano meglio le prime scelte di quel film: Joan Collins e Audrey Hepburn, anche se nessuna delle due sostituì l’attrice dagli occhi verdi. Sono anni turbolenti per l’attrice: la depressione e 8 burrascosi matrimoni andati male.
Tra gli anni ’60 e i primi anni ’70 la coppia Taylor-Burton fa scintille sullo schermo in una serie di film decisamente riusciti, come La bisbetica domata (1967) di Franco Zeffirelli, La scogliera dei desideri, (1968)di Joseph Losey, Divorzia lui, divorzia lei, (1973) di Waris Hussein. Ma l’attrice continua a mietere successi anche da sola, regalando mirabili interpretazioni, come quella della moglie fedifraga di un maggiore dell’esercito segretamente omosessuale nel suggestivo Riflessi in un occhio d’oro (1967) di John Huston; o ancora della prostituta che dopo aver perso la figlia, accetta la proposta di una nevrotica ragazza ricca di fingersi sua madre nell’ambiguo Cerimonia segreta (1968) di Joseph Losey; e della ballerina sposata per interessi che vorrebbe legarsi a un giovane giocatore d’azzardo nel doloroso L’unico gioco in città (1970) di George Stevens. Da questo momento in poi, partecipa a pellicole di scarso valore artistico. Sul finire del decennio fa scalpore il suo matrimonio (1976-82) con il politico John W. Warner, senatore della Virginia.
Gli anni ’80 incominciano a segnare il declino non solo artistico ma anche fisico, la sua silhouette si fa più tondeggiante e la parte debordante e salace della sua personalità ha ormai preso il sopravvento su quella più raffinata e sensuale, ma Liz Taylor dimostra di essere l’indomita e generosa donna di sempre, impegnandosi in prima persona per la creazione di una fondazione per la cura dell’AIDS. Contemporaneamente però continua col vizio per gli alcolici (appreso da Burton) e con l’eccessivo uso di farmaci. Nel 1984 viene ricoverata in una clinica per disintossicarsi, e ne esce sobria e con un nuovo marito, il carpentiere Larry Fortensky. Questa bizzarra unione non può non far scalpore, e durerà solo poco tempo (1991-96).
Negli ultimi anni di vita Elizabeth Taylor ha continuato la sua campagna di sensibilizzazione in favore dell’AIDS, e a raccogliere fondi per finanziare la ricerca, senza smettere di giocare con la sua immagine di ex-icona del sesso e di diva dello schermo, e con il fascino, la dolcezza e l’umorismo a cui ha sempre abituato il suo pubblico.
Da tempo malata di cuore Liz Taylor muore il 23 marzo 2011 presso il Cedars Sinai Medical Center di Los Angeles (California, USA), all’età di 79 anni.

Come sapete abbiamo incontrato più volte la sua sosia ufficiale, italianissima: Marina Castelnuovo! Quindi se avete voglia di approfondire ecco qui esaudita ogni curiosità:

 

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Redazione

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