Logico Tour

Logico Tour

Cesare è finalmente arrivato nella sua città, quella città che gli regala sempre emozioni incredibili e dove si è svolta la 4 tappa del suo Logico Tour. Ma soprattutto “uno dei concerti più belli in questa vita” per sua stessa ammissione in un recente tweet.
Il luogo è l’Unipol Arena, stipata da 13.000 cuori, che attendono impazienti le prime note di Logico #1, primo singolo e brano di apertura ormai conosciutissimo anche come sottofondo di una pubblicità di gelati che ci ha accompagnato per l’intera estate. Ma che non ha stancato di essere ascoltata per il suo sound ricercato e che ha dimostrato nuovamente un’ulteriore maturazione di Cremonini come compositore.
Ne sono passati di anni, ben 18 da quando con i suoi Lunapop descriveva le scorrazate sui colli bolognesi insieme alla sua 50 Special. Ma che, come sempre, non smette di infiammare l’intera Arena quando a metà del concerto introduce il pezzo dichiarando, abbracciato all’amico di sempre e bassista Ballo, che non si può avere “Vent’anni per sempre” (come ammette in un altro brano del suo ultimo album) ma che certe canzoni invece lo fanno. E allora via che si prosegue con la festa: tutti a saltare, tutti in piedi a cantare il suo inno generazionale.
E in una serata così importante per Bologna non poteva mancare all’appuntamento il nuovo simbolo calcistico di questa città così legata alla musica e allo sport. Pochi minuti prima dell’inizio, infatti, fa la sua comparsa sulla tribuna “Lucio Dalla” il personaggio del momento da poco diventato Presidente del Bologna F.C.: Joe Tacopina. Cesare, tifosissimo della squadra della sua città, non può esimersi dal salutarlo durante il concerto e dall’incitarlo a farci tornare di nuovo a vivere quelle domeniche come si deve che “da quando Baggio non gioca più” non sono più le stesse, come canta in Marmellata #25. E il Dall’Arino, quello che è diventato per una notte l’Unipol Arena per definizione dello stesso Cremonini, risponde all’incitazione intonando “Tacopina portaci in Europa” proprio come allo stadio di domenica. Cesare a questo punto improvvisa un veloce striptease e cambiandosi la maglia indossa quella regalata da Tacopina poco prima dell’inizio dello show, quella del suo Bologna col numero 10.
Immancabile come a ogni concerto un altro dei suoi compagni di vita, il pianoforte. Quel pianoforte che suo padre (presente in tribuna insieme alla madre) lo invitava a suonare alla sera quando rientrava dal lavoro e che mai avrebbe pensato potesse diventare parte del suo lavoro. E qui inizia la parte più intima del concerto, dove messa da parte per un attimo la sua band di 8 elementi, canta insieme al pubblico le sue canzoni più romantiche e profonde tra cui “Io e Anna”, omaggio a Lucio Dalla e continuazione della storia tra la Anna che teneva per mano Marco in una celebre canzone del cantautore scomparso.
Non c’è tempo, però, per commuoversi perché un secondo dopo la sua band rientra sul palco per un finale scoppiettante e molto rock, tra luci psichedeliche e chitarre imbracciate dallo stesso Cremonini mentre buttiamo giù un altro bicchierino di “Greygoose”.
Che dire, quella Bologna che lo “ha sempre accompagnato e continua a farlo” in giro per l’Italia e che lo “protegge” mentre si offre agli altri, stasera ha proprio dato a Cesare quel che è di Cesare.

Logico Tour

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Michela Bellinazzi

Bolognese fin nel midollo (come testimonia la mia “S”) ma di sangue ferrarese, lotto da sempre per far andare d’accordo queste due parti di me, che mi fanno adorare i tortelloni con la zucca ma che non si sentono a casa finché non vedono San Luca. Durante questa guerra “non” scrivo di moda, ma butto pensieri e considerazioni su un foglio di word e trascorro il mio tempo libero sfogliando Vogue, Glamour, Elle o curiosando tra blog di moda (Ferragni & Co.), cercando ispirazioni e novità per la prossima stagione. Per poi trovarmi a uscire in jeans e maglietta la maggior parte delle volte. Perché come diceva Coco “la moda è fatta per diventare fuori moda”!
Michela Bellinazzi

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