Louis Vuitton, il racconto del costume di scena

Una esposizione nello Spazio Etoile Louis Vuitton di Roma per la storia del costume.

Anche il brand del lusso per eccellenza volge uno sguardo alla sua storia e tradizione, nella mostra presentata “A Tale of Costumes”, negli spazi culturali della Maison in Italia: l’Espace Louis Vuitton a Venezia e lo Spazio Etoile Louis Vuitton a Roma a piazza in Lucina.

Siamo stati all’inaugurazione che ha visto presenti tanto jet set. L’esposizione è un progetto artistico che coinvolge, per la prima volta i molteplici significati del costume come mezzo di espressione nella società nel passato, nell’arte contemporanea e nel cinema.

E’ il caso di ricordare che lo Spazio Etoile è nato nella struttura di un antico cinema, precisamente fu costruito nel 1907 dando vita al primo cinema della città di Roma, con il nome di “Lux et Umbra”. Poi ha subito diversi restyling, fino all’ultimo dell’architetto Peter Marino, preservando però sempre il connubio tra il cinema e la maison. Su questo fil rounge prosegue il dialogo nelle due città. Nell’Espace Louis Vuitton a Venezia sono esposte le creazioni degli studenti della scuola di costume del Centro Sperimentale di Cinematografia, che hanno lavorato sotto la supervisione del costumista Maurizio Millenotti. È un dialogo fra generazioni e sguardi distanti che raccontano, attraverso tre abiti, le storie di epoche, di persone e di luoghi diversi nella cornice della Serenissima. Il Settecento, protagonista con l’abito Andrienne di Palazzo Mocenigo restaurato grazie alla partnership tra Louis Vuitton e la Fondazione MUVE, faccia a faccia con l’arte contemporanea nell’opera dell’artista cinese Movana Chen.

Mentre il nuovo programma cinematografico dello Spazio Etoile Louis Vuitton a Roma, curato da Laura Delli Colli con il contributo della Sartoria Tirelli, rende omaggio alla storia del costume sartoriale nel cinema con un racconto appassionato del passato, presente e futuro della grande scuola dei costumisti italiani: da Piero Tosi, Gabriella Pescucci, Maurizio Millenotti fino ad arrivare a Carlo Poggioli, Alessandro Lai e Massimo Cantini Parrini.

Il programma ha preso il via con un filmato dedicato alla storia e all’artigianato unico al mondo della Sartoria Tirelli, realizzato con la regia di Leonardo d’Agostini, per proseguire con immagini e interviste tratte da documentari, come come Handmade Cinema (2012) scritto da Laura Delli Colli e Guido Torlonia che ne è anche regista e prodotto da Luchino Visconti di Modrone, L’Abito e il volto (2008) e Piero Tosi, 1690 l’inizio di un secolo (2013) entrambi realizzati da Francesco Costabile e prodotti dal Centro Sperimentale di Cinematografia. Testimonianze, immagini e sequenze, anche di backstage, sono tratte dai film Magnifica Presenza (Ferzan Özpetek – 2012), Reality (Matteo Garrone – 2012), Il Racconto dei racconti (Matteo Garrone – 2015) e Youth – La Giovinezza (Paolo Sorrentino – 2015).

Qui a Roma, per la sola serata inaugurale, abbiamo potuto assistere all’esposizione degli abiti sartoriali creati per il grande cinema dalla Sartoria Tirelli. Costumi che appartengono al sogno ed alla memoria collettiva diventati protagonisti indiscussi della rassegna dello Spazio Etoile.

Il tutto è stato creato grazie anche alla collaborazione degli artisti del costume italiano che hanno aperto i propri archivi, hanno raccontato aneddoti legati alla propria esperienza nell’aver contribuito al successo di film riconosciuti a livello internazionale ed entrati nell’immaginario generale come iconici e senza tempo. Per citarne solo alcuni possiamo pensare ai costumi creati per Il Gattopardo da Piero Tosi, da sempre considerato un Maestro dai nuovi talenti, o all’arte di Gabriella Pescucci (L’età dell’innocenza, C’era una volta in America), o agli abiti di Maurizio Millenotti per Fellini, Tornatore, Zeffirelli… D agli Accademy Awards per essere una guida per le nuove generazioni, attravero la preziosa esperienza di Carlo Poggioli (che ha firmato l’ultimo Romeo e Giulietta) o la creatività di Alessandro Lai, molto amato da Ferzan Özpetek, fino all’artigianato unico dell’ultimo enfant prodige: Massimo Cantini Parrini, il più giovane di tutti, professionalmente ‘figlio’ di una grande scuola che continua, autore dei costumi che hanno conquistato gli occhi e il cuore degli spettatore ne Il racconto dei racconti di Matteo Garrone.

Una serata dedicata allo shopping si è così convertita in un viaggio nell’arte della moda.

A TALE OF COSTUMES

10 novembre 2015 – 31 marzo 2016

Spazio Etoile Louis Vuitton

Piazza San Lorenzo in Lucina, 41 Roma

 

Louis Vuitton, il racconto del costume di scena

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Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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