Maggio inizia con le Invasioni Digitali e con Open House

Maggio inizia con le Invasioni Digitali e con Open House

ROMA – Iniziamo il mese con due appuntamenti all’insegna della cultura e della scoperta di luoghi insoliti, sconosciuti o solitamente non accessibili al pubblico. Il 6 e 7 torna Open House, l’evento che permette di visitare gratuitamente tantissimi edifici della capitale; mentre dal 21 Aprile sono in corso le Invasioni Digitali che, fino al 7 Maggio, prevedono a Roma e in molte altre città di Italia, vere e proprie invasioni pacifiche in musei e luoghi della cultura.

Come accade dal 2012, Open House permetterà di visitare edifici della città di Roma con peculiarità artistiche ed architettoniche, con uno sguardo soprattutto verso il moderno e il contemporaneo. In programma molte aperture tra cui Accademie, Studi di artisti, Case museo, Biblioteche; si aggiungono tantissimi altri luoghi in cui spesso transitiamo senza conoscerne la storia oppure edifici adibiti a particolari funzioni e per questo non aperti alla fruizione pubblica. Un’ottima occasione questo weekend per scoprirli; per l’elenco completo consultate il sito di Open House, molte visite sono accessibili liberamente in base all’ordine di arrivo, altre sono organizzate con turni a cui è necessario registrarsi.

Da qualche giorno hanno avuto inizio le Invasioni Digitali, registrando il loro solito successo: armati di macchina fotografica o smartphone, gli invasori sono soliti radunarsi in un museo, un sito archeologico o in qualsiasi luogo della cultura prescelto con l’obiettivo di diffondere scatti ed immagini di angoli di bellezza o particolari luoghi densi di storia rimasta però sconosciuta ai più. L’obiettivo è quello di far conoscere attraverso il web il nostro patrimonio culturale, storico, artistico nelle sue molteplici sfaccettature. L’hashtag ufficiale per seguire gli eventi su tutti i social è #invasionidigitali; a Roma è prevista più di un’invasione: il 6 Maggio saranno coinvolte la Biblioteca Nazionale Centrale, il Museo Casal de’ Pazzi e il Parco dell’ex Manicomio di S. Maria della Pietà; il 7 maggio sono invece programmate le invasioni del Museo della Civiltà Romana e del Museo delle Terme di Diocleziano.

Scorrendo l’elenco degli eventi programmati, l’attenzione è caduta sull’invasione organizzata dell’Associazione Culturale Roma Slow Tour, in collaborazione con RomaVerso: verrà invaso quello che fu il più grande manicomio d’Europa, il S. Maria della Pietà. Situato sulla collina di Monte Mario, con più di 40 edifici tra padiglioni per i malati e strutture di servizio, all’interno di un vero e proprio parco ampio 130 ettari, all’interno del quale si dirama una rete stradale di oltre 7 km; insomma, un vero e proprio “villaggio dei matti”, in cui era molto facile entrare ma praticamente impossibile uscire. Il Tour (maggiori dettagli sull’evento al link) ricostruirà la storia del manicomio, dalla sua fondazione nel XVI secolo al centro di Roma fino al suo spostamento: sostando di fronte a padiglioni dismessi o riconvertiti, verrà illustrata quella che era l’organizzazione dell’intero complesso, dalle modalità di ingresso al processo di istituzionalizzazione che di fatto determinava l’annullamento dell’individuo. Coloro che venivano internati perdevano ogni contatto con la realtà esterna, vivendo in un luogo che, privo di una vera progettualità terapeutica, non farà altro che svuotarli emotivamente. Con notevole ritardo, intorno agli anni Sessanta, si registreranno i primi cambiamenti nell’assetto manicomiale, a cui seguiranno i tentativi di applicazione della legge Basaglia (n.180 del 1978) fino alla sua chiusura nel 1999. Un luogo di Roma denso di storia e sofferenza, da molti non conosciuto, un luogo di cui è necessaria tenere viva la memoria e, sarebbe auspicabile, una sua rinascita come spazio aperto alla popolazione e alla cultura.

Due iniziative importanti, poiché l’Arte e la Storia diventano conoscenza solo quando sono condivisi; il web e la comunicazione digitale sono ormai diventati i mezzi di diffusione più immediati ed incisivi a cui ricorrere per diffondere, conoscere e tutelare qualcosa che appartiene a tutti noi.

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Giulia Chellini

Silenziosa scrutatrice, appassionata di arte e restauro; spesso sogno ad occhi aperti il mondo come dovrebbe essere per dimenticare il mondo come è..ed intanto perdo l’autobus. Fotografo dettagli insignificanti, cerco quadrifogli nei prati e parlo con i gatti. Penso che lo scopo della vita sia racchiuso nella parola “scoprire”: luoghi, cose e persone.
Giulia Chellini

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