Marco Bolognesi alla Bienal de Curitiba 2017

Marco Bolognesi alla Bienal de Curitiba 2017

BRASILE – Dal 30 Settembre 2017 al 25 Febbraio 2018 si terrà la Bienal de Curitiba 2017, il più grande evento di arte contemporanea che si svolge in America Latina, realizzato dal Ministero della Cultura del Brasile (MinC), dal Governo dello Stato e dal Municipio di Curitiba.

A Marco Bolognesi il compito di rappresentare l’arte ed il talento italiani, con la mostra Sendai city: the Truth. Scelto dal curatore Massimo Scaringella, il progetto dell’artista è ispirato al rapporto tra verità e conflitto presso la prestigiosa sede del Museu Oscar Niemeyer – MON, visitabile fino al 25 febbraio 2018.

La Bienal de Curitiba 2017 è intitolata “Antipodi – Eccesso d’immagine” e, muovendo dalla dicotomia tra la Diversità e gli Opposti , si propone di raccontare come essi costituiscano “non solo un limite tra i mezzi di espressione artistica ma anche sì un limite tra le culture. Limiti che mai sono definitivi e rappresentano incroci di andata e ritorno, incontri plurali e sinergie create da confronti di punti di vista distinti, lontani, anche contro gli altri. Secondo Deleuze: la trasversalità attua unendo le differenze” dice Ticio Escobar.

Bienal de Curitiba
“Sendai city: the Truth” di Marco Bolognesi.

Marco Bolognesi ha ideato, per la sua partecipazione alla Bienal de Curitiba, una stanza installativa, che vedrà esposta per prima volta la serie fotografica “Techno Mutant” (2017), realizzata dall’ artista per parlare dello scenario conflittuale del mondo contemporaneo.

Partendo dal concetto di verità the truth, come si legge nel titolo della mostra – Bolognesi spiega: “La nostra cultura mostra lo sguardo della verità come la risposta ai fatti contemporanei della guerra, del terrorismo, soprattutto dello scontro costante tra occidente e medio oriente, che non è solo uno scontro tra religioni, ma molto di più”. Secondo l’artista, il mondo che conosciamo strumentalizza il conflitto, utilizzandolo come mezzo per mantenere il controllo della realtà, una realtà che non esiste ed è solo percezione. La verità, in quest’ottica, diventa un punto di vista.

Il colore nero, protagonista delle fotografie (100×70 cm), annulla i confini tra lo spazio e il soggetto in un conflitto crescente, sicché l’individuo, per sopravvivere, è costretto a mutare. Per farlo, l’artista riprende gli elementi della sua ricerca e lavora sulle modelle con oggetti riciclati: “Ho cercato di lavorare con le pistole ad acqua, quali forme innocue e giocose che rimandando in maniera ludica alla guerra, e con elementi di uso comune come tubi o scatole da elettricisti, facili da trovare in tutte le case delle città del mondo” racconta Bolognesi.

L’artista ha decontestualizzato gli oggetti ed il soggetto, creando una serie di esseri oscuri dal sapore fantascientifico e in piena mutazione. Il cambiamento è necessario per reggere il peso del conflitto; la sopravvivenza, secondo Bolognesi, e dunque la vita stessa, ci obbligano a mutare fino a perdere ciò che eravamo.

Non è un caso che i nomi delle fotografie, esposte alla Bienal de Curitiba, s’ispirino a quelli delle stelle, affinché sia possibile ricordare le normali origini di questi esseri che, allo stesso tempo, divengono il paradigma di un corpo che sfugge, si fonde e si confonde con lo spazio attorno, ovvero la città. Lo sguardo delle foto mostrerà allo spettatore di Curitiba il malessere della società contemporanea in conflitto, in un universo dove il luogo si annulla col corpo e scompare nel nero.

Accanto a Marco Bolognesi, alla Bienal de Curitiba 2017, il curatore Massimo Scaringella ha selezionato un ventaglio diversificato di artisti da inserire nel suo spazio curatoriale, prevedendo un omaggio a Davide Boriani (fondatore dello storico gruppo T), i finlandesi Tuomo Rosenlund&Johanna Pohjanviria  e Hannu Palosuo, lo statunitense Stevens Waughn, l’israeliano Shay Frish e l’ivoriano Joachim K. Silue, tra gli altri.

Bienal de Curitiba
“Sendai city: the Truth” di Marco Bolognesi

NOTE BIOGRAFICHE:

Marco Bolognesi, bolognese di origine ed europeo transculturale di fatto, ha vissuto tra Roma, Londra e Vienna, per poi stabilirsi recentemente a Bologna. Fin dall’inizio della sua carriera, ha incentrato lo sviluppo della sua ricerca artistica sulla creazione di un mondo parallelo futuribile e fantastico che prende vita grazie all’utilizzo di tecniche miste: dalla fotografia al disegno passando per video e installazioni.

Trasferitosi a Londra, nel 2002 vince The Artist in Residence Award all’Istituto Culturale Italiano, grazie al quale l’anno successivo realizza la mostra “Woodland”, un progetto espositivo incentrato sulla tematica degli organismi geneticamente modificati, che vede la collaborazione di grandi stilisti come Giorgio Armani, Vivienne Westwood, Dolce&Gabbana e molti altri.

Nel 2006 fonda a Londra la sua factory, la Bomar Edition e inizia una collaborazione artistica con la gallerista americana Cynthia Corbett; in Italia invece lavora con la Galleria Carini e Donatini di San Giovanni Valdarno, con Paolo Nanni e con la Galleria Contemporanea di Pescara. Nel 2008 il suo cortometraggio “Black Hole”, incentrato sul tema dell’ibridazione e dei cyborgs, vince l’Indie Short Film Competition in Florida e nello stesso anno il curatore Lorenzo Canova lo inserisce all’interno della Collezione Farnesina Experimenta.

Nel 2009, inizia una lunga collaborazione con la gallerista anglo cinese Olyvia Kwok presso la Olivia Fine Art Gallery di Londra e pubblica con Einaudi “Protocollo”, una graphic novel cyberpunk nata a quattro mani con lo scrittore Carlo Lucarelli.

Nel 2012 la manifestazione Fotografia Europea presenta “Humanescape”, progetto artistico curato da Walter Guadagnini, e nel 2014 il curatore Sandro Parmiggiani lo seleziona per la mostra organizzata dalla Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia per la celebrazione dell’anniversario di nascita di Ludovico Ariosto, per la quale Bolognesi realizza una rivisitazione in chiave cyberpunk di alcuni personaggi dell’Orlando Furioso. Nello stesso anno, collaborando con il critico e curatore Valerio Dehò, inizia il multiarticolato progetto “Sendai City” – che si sviluppa in tre mostre personali tra la fine del 2014 e la prima metà del 2015 presso il Kunst Meran, Abc a Bologna e il PAN di Napoli – in cui è presentato l’universo visivo e narrativo creato da Bolognesi, un mondo in continuo work in progress che trae ispirazione dalla cultura post-punk e dalla fantascienza sociale.

Sempre nel 2015 il curatore Massimo Scaringella lo seleziona per il padiglione Perspectivas Italianas della Bienal del Fin del Mundo in Cile e in Argentina e l’anno successivo espone alla Plastik Factory di Pechino, in occasione della Biennale Italia-Cina. Alle soglie del 2017 approda a Bologna per dar vita a un nuovo spazio, la Bomar Studio Srl, votata alla produzione e distribuzione di videoarte, documentari e cinema sperimentale in genere, e partecipa alla collettiva Our Place in Space a Palazzo Cavalli Franchetti (Venezia), a cura di Antonella Nota e Anna Caterina Bellati, in collaborazione con ESA -European Space Agency e NASA, con l’opera opera Mock-up. Nel mese di maggio il cortometraggio “Blue Unnatural” viene ospitato al Future Film Festival di Bologna e all’Ibrida Festival di Forlì.

Massimo Scaringella è curatore indipendente di arte contemporanea e organizzatore di eventi culturali. Durante oltre trenta anni di attività in Italia e all’estero ha presentato moltissimi artisti italiani e stranieri, curando e collaborando in oltre 250 mostre di arte contemporanea in 40 paesi. In continuo contatto con diverse realtà e culture locali, ha creato un ponte d’intercambio tra l’arte italiana e il resto del mondo, in particolare con l’America Latina, dove è stato Direttore Artistico della 4º edizione della Biennale del Fin del Mondo 2014/2015. Direttore e fondatore di ars maxjer contemporanea – progetti culturali d’avanguardia, nel 2017 è stato nominato curatore del Padiglione Nazionale della Costa d’Avorio nella 57° Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. 

INFORMAZIONI UTILI

Nome: Sendai City: the Truth

Dove: Bienal de Curitiba 2017

Spazio espositivo presso il MONMuseu Oscar Niemeyer

A cura di: Massimo Scaringella

Date: dal 30 SETTEMBRE 2017 AL 25 FEBBRAIO 2018

Sito ufficiale: http://bienaldecuritiba.com.br/

Altri nostri speciali ed articoli sul Brasile con eventi organizzati in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura.

 

 

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Antonia Storace

Antonia Storace

Ho dipinto di bianco una delle pareti di camera mia e, simile ad una giunonica tela, le ho affidato un pezzo della mia storia. Ora, sul suo perlaceo candore, una scritta vestita di nero contrasto danza come fosse sospesa nel vuoto: “La scrittura è stata la mia fonte della giovinezza, la mia puttana, il mio amore, la mia scommessa” (C. Bukowski).
Scrivere è il mio verbo all’infinito. Il mio infinito in un verbo: un destino che ti porti addosso, ti abita la pelle e dal quale non puoi fuggire.
Antonia Storace

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