Marta Lock presenta, a Verona, Dimenticando Santorini

Marta Lock presenta, a Verona, Dimenticando Santorini

VERONA – Venerdì 16 giugno Marta Lock rinnova l’appuntamento con Dimenticando Santorini. Dopo il lancio nazionale a Milano a cui è seguita la presentazione romana, l’autrice  incontrerà i suoi lettori a Verona, nella Sala Birolli, in pieno centro storico.

Continua il tour nazionale della scrittrice Marta Lock che, dopo le tappe di Milano, Roma, Terni, Cremona e Bologna – ultima in ordine di tempo – arriva a Verona con il romanzo Dimenticando Santorini.
L’evento, organizzato dal presidente dell’Associazione Culturale Ars Mea, Juri Comaglio, che farà da moderatore nel corso della serata, ha ottenuto il patrocinio del Comune di Verona e della Circoscrizione Centro Storico. L’incontro con l’autrice, ternana di nascita e milanese d’adozione, vincitrice di diversi premi letterari e di un Premio alla Cultura, si inserisce all’interno della mostra collettiva internazionale Donna, Libertà ed Essere, dedicata al tema della libertà della donna, che inaugurerà il 10 giugno e terminerà il giorno 18 dello stesso mese.

La Lock ci accompagna, ancora una volta, nel mondo di Jade e Damian, che si incontrano ragazzi su un’isola della Grecia e si amano di un amore incapace di arrendersi alla mediocrità. Le scelte dei loro genitori, degli adulti ai quali non possono disobbedire, li allontanano per oltre vent’anni, frapponendo tra loro mari, continenti e terre emerse. Jade torna a Chicago, insieme alla sua famiglia, poiché il padre Arthur, funzionario della Citibank, è tenuto a ritrasferirsi nella metropoli statunitense dopo gli ultimi due anni trascorsi, invece, presso la filiale greca di Atene. Damian resta a Santorini, su quell’isola bella e magica nella quale è cresciuto e ha conosciuto Jade.
Lei rinuncia al sogno di diventare stilista, inizia a lavorare per un’azienda di telefonia e sposa Cooper, il compagno di scuola serio ed affidabile. Lui diventa un fotografo di fama internazionale, acclamato in tutto il mondo. E quelle loro esistenze già tracciate, incedono apparentemente tranquille, spedite, fino al giorno in cui il destino, che è un gran burlone, spariglia le carte e ridefinisce la partita. Come in un gioco di elastici le cui estremità si tendono nelle direzioni opposte, allontanandosi, e poi di nuovo si avvicinano, molleggiando, Jade e Damian vengono chiamati a correggere la rotta, a raddrizzare il tiro, scrivendo, se possibile, un epilogo diverso alla loro storia.

La scrittrice Marta Lock
La scrittrice Marta Lock

Dimenticando Santorini ha già ricevuto recensioni entusiaste di critica e di pubblico. Parla di distacchi; di lontananze fisiche che poco hanno a che fare con quelle emotive; di conflitti familiari, ai quali troppo spesso permettiamo di definirci come persone, come individui, lasciando che ci condizionino i sogni, le ambizioni, la libertà di scegliere, e di sbagliare, se ne necessario.

Marta Lock
Marta Lock alla presentazione del libro a Roma

L’ultimo romanzo di Marta Lock racconta l’ineluttabilità di certi sentimenti, di quei rapporti umani che sono, semplicemente, destinati ad essere e che trovano il modo di compiersi, incuranti del tempo che passa, dei decenni che non per forza aiutano a dimenticare; indifferenti agli accadimenti della vita che, per sua natura, muove in avanti e, qualche volta, ci vuole incastrati nella logica sfiancante di un rapporto al quale non sentiamo più di appartenere, o di un lavoro in cui non sappiamo riconoscerci, dentro infelicità confezionate a mestiere per sottrarci alle quali siamo chiamati a compiere un atto di coraggio e di ribellione.
Aveva ragione Luigi Pirandello quando scriveva: “E l’amore guardò il tempo e rise, perché sapeva di non averne bisogno. Finse di morire per un giorno, e di rifiorire alla sera, senza leggi da rispettare. Si addormentò in un angolo di cuore per un tempo che non esisteva. Fuggì senza allontanarsi, ritornò senza essere partito, il tempo moriva e lui restava”.

Qui potrete trovare la recensione completa di Dimenticando Santorini

Intanto, vi ricordiamo, ancora una volta, l’appuntamento veronese con Marta, Jade e Damian.

Seguirà buffet-aperitivo offerto al pubblico presente.

VENERDÌ 16 GIUGNO 2017
Sala Birolli
via Macello 17, Verona
ore 18.30

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Antonia Storace

Antonia Storace

Ho dipinto di bianco una delle pareti di camera mia e, simile ad una giunonica tela, le ho affidato un pezzo della mia storia. Ora, sul suo perlaceo candore, una scritta vestita di nero contrasto danza come fosse sospesa nel vuoto: “La scrittura è stata la mia fonte della giovinezza, la mia puttana, il mio amore, la mia scommessa” (C. Bukowski).
Scrivere è il mio verbo all’infinito. Il mio infinito in un verbo: un destino che ti porti addosso, ti abita la pelle e dal quale non puoi fuggire.
Antonia Storace

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