Maurizio Bedin e lo Smart Jewel partecipativo

Maurizio Bedin e lo Smart Jewel partecipativo

BOLOGNA – Maurizio Bedin ed il suo gioiello Smart. Un designer, la sua estetica. L’originalità delle sue idee innovative.

Esistono talenti plasmati da processi educativi/formativi ordinari, indirizzati da strutture istituzionali di diverso grado qualitativo, nelle quali il soggetto creativo entra in relazione con i diversi codici che stabilizzano una determinata forma di attività estetica. Ve ne sono altri, invece, che si confrontano direttamente con le derive dell’esperienza del vivere. Mentre i primi sono programmati per dialogare con gli standard del proprio tempo, i secondi, se il talento è genuino, si presentano come singolarità. In altre parole hanno la propensione ad accentuare, almeno all’inizio di un progetto, la visionarietà del loro approccio alla creatività. Dal mio punto di vista, l’estetica contemporanea ha bisogno di entrambi, anche se bisogna riconoscere che per i secondi, ovvero i visionari, l’avventurarsi nei territori sconosciuti rappresentato dallo spazio di pensiero o immaginazione necessario per far emergere cose mai viste, è un percorso molto più rischioso e solitario.

Maurizio Bedin appartiene al ristretto gruppo di creativi il cui talento è stato scolpito dalla vita. Da perfetto autodidatta ha sviluppato una sensibilità del tutto particolare per gli oggetti che catturano la sua attenzione. Il lavoro della sua immaginazione, distribuito su materia, funzioni e forme, gli consente di configurare una significanza originale ai gioielli che crea. Non avendo scuole di pensiero alle quali appellarsi, come un bricoleur gioca con gli elementi compositivi senza alcun preconcetto, utilizzando come schema orientativo la visione che riconnette l’oggetto alla piccola filosofia portatile che ha maturato nel corso del tempo.

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Il tratto di stile di Maurizio Bedin è riconoscibile dalla leggerezza che li contraddistingue e da una pulsione ludica che l’autore fa di tutto per renderla partecipativa. I suoi gioielli invitano i fortunati possessori ad interagire con essi, a volte per personalizzarne l’aspetto, altre volte per trascinarli fuori dall’area semantica dell’oggetto puramente decorativo stabilendo per esso le micro narrazioni che lo trasformano in un dispositivo discorsivo. Di cosa parlano i gioielli di Maurizio Bedin? Parlano di trasformazioni, di come materiali poveri possono rendere più intelligenti le eventuali pietre preziose utilizzate insieme ad essi; di come lo spirito dei nuovi idola temporis come il digitale (che ha ispirato all’autore l’idea di una collezione) possano riconfigurarsi in qualcosa di più solido e in definitiva umano; ci parlano di un Oriente profondo, molto lontano dalle angosce della globalizzazione (collezione Ching); ci parlano dei miti d’oggi trasfigurati in figurazioni della contemporaneità. Inoltre, in alcuni casi, con rapidissimi gesti possono cambiare di significato: da anelli a bracciali; da bracciali a collane. Insomma, oltre ad essere Smart i gioielli di Maurizio Bedin ci invitano alla proattivitá in molteplici modi. E, dulcis in fundo, risultano anche belli da indossare.

Purtroppo 0ggi, molti di essi risultano essere pezzi unici a disposizione di pochissime persone, perlopiù amici del designer. Per ora Maurizio Bedin ha solo timidamente affrontato il suo coinvolgimento per produzioni di gioielli dedicate al grande pubblico. È curioso come un settore come quello del gioiello Smart, abbia sinora trascurato un designer con idee così innovative.

Per informazioni commerciali sui gioielli di Maurizio Bedin o per contattare il designer inviare e-mail a:  maubedin@gmail.com

Maurizio Bedin and his participatory Smart Jewelry.
A designer. His aesthetics. The originnality of his innovative ideas

There are talented people shaped by ordinary educational and training processes, directed by institutional structures of different levels of quality, in which the creative subject forms a relationship with different codes that establish a determined form of esthetic activity. There are also others that compare directly with experiences derived from living. The former are programmed to communicate with the standards of the times. The latter, if the talent is genuine, are presented as a singularity. In other words, they have the propensity to accentuate, at least at the beginning of a project, the visionary aspect of their approach to creativity. In my opinion, contemporary aesthetics needs both, even if it must be recognized that visionaries, venturing into unknown territory represented by the thinking and imagination necessary to create things never seen before, is a much riskier and lonelier path. Maurizio Bedin belongs to that limited group of creative people whose talent has been sculpted by life.

Completely self-educated, he has developed a particular sensitivity for objects that capture the attention. The work of his imagination, distributed on material, function and form, consents to configuring an original significance to the jewelry he creates. Not having a school of thought to turn to, much like a bricoleur who plays with composition elements without any preconceptions, utilizing as a blueprint the vision that reconnects the object to the portable philosophy that he has matured over time. The style of Maurizio Bedin is recognizable by the lightness that distinguishes his creations and by the playful urge he has to render his jewelry participatory. His jewelry invites the fortunate owners of his work to interact with it, at times to personalize its aspect and at other times to distance it from the semantics of a purely decorative object, establishing the micro-narrations that transform it into a conversational element. What does the jewelry of Maurizio Bedin talk about? It talks about transformation, of how simple materials render the precious stones utilized more intelligent, like the spirit of idola temporis, about digitalization, (that inspired the idea of a collection to the author), reconfiguring the object into something more solid and human. His jewelry speaks to us of a profound Orient, far away from the anguish of globalization (I Ching collection). It speaks to us of today’s myths, transformed into contemporary figures. Furthermore, in some cases, with just a few rapid movements, the jewelry can change its significance: from rings to bracelets, from bracelets to necklaces. In conclusion, the jewelry of Maurizio Bedin, in addition to being Smart, invites us to be proactive in many different ways. And, dulcis in fundo, it is always beautiful to wear.
Today unfortunately, many of the pieces are of a limited edition, available to very few people, more or less friends of Mr. Bedin. For the moment, he is looking into the possibility of making his jewelry available to a larger segment of the public. It is curious that a market sector like that of Smart jewelry, up to now, has overlooked such an innovative designer.

 

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Lamberto Cantoni

Lamberto Cantoni

L’amore per la scrittura probabilmente lo devo a mia madre, eroica sartina di provincia. Non avendo superato l’orrore per forbici e aghi, mi sono ritrovato a lavorare il fantasma delle origini con parole e grammatica. Ho avuto maestri eccezionali dei quali, me ne rendo conto, sono stato un pessimo allievo. Ma non ho mai perso la voglia di mettermi in gioco.
Lamberto Cantoni

56 Responses to "Maurizio Bedin e lo Smart Jewel partecipativo"

  1. Consuelo Calebotta   11 maggio 2017 at 21:42

    Un bell’articolo!
    Ho trovato molto interessanti e innovative le proposte di Maurizio. L’essere umano è in continua trasformazione quindi trovo perfettamente azzeccato il concetto che anche il “gioiello” debba seguire questo processo.Tutto si evolve!

    Rispondi
  2. Roberto Meneghini   12 maggio 2017 at 01:00

    Chi lo conosce sa che Maurizio è un animo leggero. Non frivolo, attenzione. Si potrebbe dire che è “fluido ma non liquido”. Logico quindi che questo tratto marchi le sue creazioni, belle, smart.

    Rispondi
  3. Rachele   12 maggio 2017 at 01:09

    Sarebbe bello dare più spazio e visibilità alle proposte innovative come quelle di Maurizio Bedin, dove l’originalità e la creatività vengono messe in risalto partendo da materiali “poveri”, comuni, decontestualizzati quindi posti al di fuori del loro consueto ambiente e messi in risalto facendone apprezzare anche il loro lato apparentemente nascosto.
    Quando c’è un’idea vincente tutto può diventare una bellissima creazione artistica come i gioielli Smart di Maurizio.
    Complimenti! Spero di vederli presto in molte vetrine!

    Rispondi
  4. Eleonora   12 maggio 2017 at 07:46

    Gioielli non gioielli ma oggetti che esaltano l’intimità della relazione che hanno con chi li sceglie. È una idea molto interessante che il designer sviluppa con grande creatività. È abbastanza strano che tante idee creative non abbiano trovato la strada del mercato.

    Rispondi
    • Sandra   12 maggio 2017 at 07:51

      Forse al designer non importa cercare il mercato subito. Non ho ben capito se i gioielli che crea sono dei prototipi oppure delle piccole produzioni che vende agli amici. Sono d’accordo con Eleonora: è strano che un mondo così vivace come quello del gioiello contemporaneo si lasci sfuggire tanta creatività.

      Rispondi
  5. Antonio Bramclet
    Antonio   12 maggio 2017 at 08:09

    Bedin concepisce gioielli molto puliti e divertenti. Hanno poca zavorra decorativa. Mi fanno pensare a donne raffinate e sicure che non hanno bisogno di assomigliare ad un albero di Natale per esprimere la propria personalità. Poi mi viene da pensare che esprimono qualcosa di gioioso e al tempo stesso di personale. Ho guardato le foto ovviamente è mi è parso di intravedere anche una caratterista unisex. Forse non per tutti; ma molti possono essere indossato anche dagli uomini.

    Rispondi
  6. vincenzo   12 maggio 2017 at 08:34

    Sono gioielli in totale contro tendenza. Ho visto le proposte dei grandi marchi della moda e sono tutte pesantissime: gioielli invadenti, difficili da portare, spettacolari. A tutto ciò Bedin risponde con un gioiello concettuale. Molto interessante come progetto.

    Rispondi
  7. Lucia   13 maggio 2017 at 10:20

    Premetto che i gioielli di Bedin li ho visti solo in foto. Posso solo dire che sembrano il tipo di gioielli che rendono più interessante la persona che li indossa piuttosto che magnificare se stessi.

    Rispondi
  8. francesca   13 maggio 2017 at 16:06

    Ho la fortuna di conoscere personalmente Maurizio Bedin e posseggo alcuni gioielli delle sue varie linee. Li indosso frequentemente ed,essendo un’insegnante del liceo, ho riscontri positivi dai miei alunni che restano colpiti dalla loro singolarità e bellezza e desiderano acquistarli.

    Rispondi
    • Fabiola Cinque
      Fabiola Cinque   13 maggio 2017 at 16:17

      Io invece non conoscevo ne Benin ne i suoi gioielli che sto scoprendo in queste bellissime foto delle varie collezioni. Immagino che indossati vengano ancor più valorizzati. Un’arte da scoprire, e da indossare. La prossima volta che verrò a Bologna non perderò occasione per conoscere Benin di persona e vedere le sue creazioni dal vivo.

      Rispondi
  9. Monni Doglione   13 maggio 2017 at 18:38

    Le creazioni di Maurizio Bedin le conosco e le apprezzo moltissimo principalmente per il “mood” originale e del tutto insolito che esprimono. Mi auguro (e gli auguro) che una creatività così singolare possa presto trovare lo spazio che merita all’interno di un “meccanismo” commerciale che a volte non ha nulla a che vedere con l’arte, la creatività, l’originalità e il piacere di indossare creazioni veramente uniche.
    Cito per l’occasione Francis Ford Coppola: “Un elemento essenziale dell’arte è il rischio. Se non rischi, come potrai creare qualcosa di bello che non è mai stato visto prima?”
    Bravo Maurizio Bedin!

    Rispondi
  10. Vera   14 maggio 2017 at 18:39

    Premetto che non sono una fanatica di gioielli, probabilmente perché i gioielli non mi hanno mai trasmesso emozioni, mi sono sempre risultati indifferenti, ma leggendo l’articolo relativo le creazioni di Bedin, devo ricredermi. Finalmente, posso esprimere un parere più che favorevole sulle creazioni di Bedin, non è il solito gioiello visto e rivisto. Sicuramente spicca per la sua semplicità e sobrietà.Indossarlo esalta la propria personalità .

    Rispondi
  11. Adriano S.   14 maggio 2017 at 18:56

    Leggendo gli altri commenti, non posso non associarmi . Non mi resta che fare a Maurizio i miei complimenti

    Rispondi
  12. Francesco   15 maggio 2017 at 18:51

    Maurizio è una persona geniale. I suoi gioielli rispecchiano la sua grande cultura e talento. Ho avuto la fortuna di esporre in eventi d’ arte e design insieme a lui, e fin da subito la potenza concettuale che infonde nel design del gioiello mi ha colpito.

    Rispondi
  13. Elisabetta   16 maggio 2017 at 11:52

    Conoscendo Maurizio da lungo tempo, non mi sorprende la sua creatività per il divertimento ed il bello. Gioielli geniali e piacevoli.

    Rispondi
  14. Camilla   16 maggio 2017 at 17:17

    Oggetti ordinari trasfigurati e vivi in una nuova luce: i gioielli di Maurizio invitano ad una riflessione quasi filosofica sulla bellezza delle piccole cose, proponendosi come uno sguardo fuori dagli schemi e dai confini concettuali dei gioielli stessi.

    Rispondi
  15. Rossella zanotti   16 maggio 2017 at 22:39

    Trovo le creazioni di Maurizio davvero originali, ho la fortuna di seguire i suoi lavori dall’inizio ed ogni nuova creazione mi emoziona.

    Rispondi
  16. Sandra   17 maggio 2017 at 12:27

    Sono rimasta colpita dalla collezione ispirata alla pasta. È una grande idea che avevo già visto in creazioni di Dolce & Gabbana. Quelle di Bedin mi sembrano più realistiche e convincenti.

    Rispondi
    • Maurizio Bedin   17 maggio 2017 at 14:41

      Grazie Sandra, la collezione Arte Impasta è anteriore di qualche anno a quella di Dolce & Gabbana. Ciao Maurizio

      Rispondi
      • francesca   21 maggio 2017 at 13:06

        Bravo Maurizio, Arte in pasta in ogni caso è un’altra visione: gli orecchini farfalline sembrani che ti sfiorino l’orecchio come una carezza pronte a volare via

        Rispondi
  17. Carlotta   17 maggio 2017 at 15:59

    Bellissimi oggetti.. la linea Ching la trovo speciale. Bravo Maurizio!!
    Complimenti anche per l articolo di Lamberto, parole raffinate e ricercate che esprimono al meglio la tua arte.
    Ho la fortuna di possedere un anello creato da te e lo porto con grande gioia ogni volta.
    Mi auguro, ti auguro, di poter vendere le tue belle creazioni in luoghi adatti al tuo spirito..good luck!!

    Rispondi
  18. Carlos Andrade Hidalgo   17 maggio 2017 at 21:30

    Conosiendo Maurizio Bedin , Nunca he dudado de su gran talento espero poder estqr présenté en su proxima expocicion , le deseo mucho exito y gran triunfo

    Rispondi
  19. Chantal   18 maggio 2017 at 07:42

    Merviglioso, soprendente, mamma mia! I lov’it

    Rispondi
  20. Giacomo   18 maggio 2017 at 13:05

    Di Maurizio conoscevo l’arguzia e l’intelligenza. Bellissima sorpresa vedere anche queste creazioni molto piacevoli ed appaganti per gli occhi!

    Rispondi
  21. paolo vezzoni   19 maggio 2017 at 08:27

    quando ho saputo che Maurizio è un designer di gioielli gli ho subito chiesto di mostrarmi qualche creazione.
    non ho particolari inclinazioni per monili e gioielli e tuttavia mi incuriosiva vedere le creazioni di un amico della cui abilità o passione nessuno mi aveva parlato e che io certamente non sospettavo.
    il monile collezione opto, fotografia n. 59, 61 e 62, è un capolavoro plastico che si compone, si adatta, si svolge e si sovrappone.
    bracciale, pendente, collana e anello : indifferentemente, casualmente e a volte sorprendentemente.
    meccanicamente perfetto, esteticamente raffinato.

    Rispondi
  22. chiara castelli   19 maggio 2017 at 10:59

    conosco Maurizio da sempre e la sua creatività parte da una visione ludica della vita che unita al suo design lieve ottiene ottimi risultati! Bravo Bedo!

    Rispondi
  23. sophia   21 maggio 2017 at 08:41

    Ovviamente da una fotografia non posso concludere gran chė. Ciononostante a me sembra che il gioiello di Maurizio rifletta bene ciò che ci raccontava il prof.Cantoni alle lezioni nel Master dEl gioiello di Arezzo. Parlava del gioiello Frendly come una delle forme attuali del lusso percepito. Confesso che le sue teorie mi avevano affascinato anche se non ci avevo capito praticamente nulla. Guardando il lavoro creativo di Bedin quelle parole ora ho la sensazione di averle comprese.

    Rispondi
  24. dolly   21 maggio 2017 at 13:03

    Maurizio pur conoscendolo da tanto tempo riesce sempre a sorprendermi e a stupirmi con
    le sue creazioni che spesso anticipano i trend della moda.

    Rispondi
  25. karin torrigiani   23 maggio 2017 at 18:30

    Ho seguito questa sua idea prendere forma fin dall’inizio. Non so se sia esattamente un precursore del “lusso percepito” di cui parla Cantoni. So che Maurizio è sempre stato bravissimo a capire i ‘ritmi’ del proprio tempo. E di questo, a volte, ne rideva. Resta il fatto che chi capisce il proprio tempo, spesso, lo precorre.
    Avanti così, Maurizio. Bravò!

    Rispondi
  26. Carla P   24 maggio 2017 at 09:00

    I gioielli di Bedin seducono per la loro trasparenza e semplicità. Le parolone di Cantoni a volte sono incomprensibili. Per esempio cosa c’entra bricoleur? Peró ammetto che le sa usare benissimo.

    Rispondi
  27. Lavinia   24 maggio 2017 at 15:37

    Beautiful jewellry. Original and easily wearable: night or day, party or chill. Great variety and shapes. For all ages and generations. Amazing!

    Rispondi
  28. Rosi   24 maggio 2017 at 21:50

    Conosco Maurizio da tantissimi anni e ho potuto constatare la sua grande creatività, è riuscito a fare cose meravigliose, usando materiali poveri fino a farlo diventare preziosi, molto pop, in un certo senso un processo che richiama Duchamp e Warhol. È bello che questi oggetti finalmente siano visibili a più persone!!

    Rispondi
  29. Filippo   25 maggio 2017 at 08:15

    Sembra un gioiello multi funzione. Trasversale nel senso che può essere femminile ma anche maschile. Più che qualcosa di prezioso, scegliendolo, si indossano delle idee.
    Bedin è molto avanti.

    Rispondi
  30. Laura   26 maggio 2017 at 08:44

    Bravo Maurizio!
    Gioielli originali e facili da portare.
    Luck door mi piace moltissimo, complimenti…..

    Rispondi
  31. Romana   26 maggio 2017 at 19:23

    Conoscevo già la collezione Arte impasta, ma sono rimasta stupita dalle linee nuove, piacevolmente colpita dall’evoluzione del lavoro di Maurizio, che si è ancora affinato! Linee mai leziose, creative e nuove. Una stile che sento vicino, gioielli che mi appartengono. Bel lavoro Maurizio!

    Rispondi
  32. Claudio   29 maggio 2017 at 12:26

    Maurizio Bedin ha veramente talento. Ma mi chiedo: perché fa gioielli solo per amiche e fidanzate? Perché non si decide a lavorare come diocomanda? Tanta creatività non dovrebbe andare sprecata! o copiata! A me sembra uno di quei creativi che si compiacciono tanto della propria capacità di fare, al punto da rifiutarsi aristocraticamente di sviluppare le proprie idee dando ad esse anche una finalità commerciale. Io se avessi il suo talento vorrei che i miei gioielli arrivassero in tutto il mondo.

    Rispondi
  33. Stefano Bonaga   29 maggio 2017 at 13:22

    Gioia del gioiello giocoso

    Gioiello è una parola antonomastica: ciò che è ammirabile in genere trova in questa parola la sua metafora più limpida.
    L’espressione “ecco i miei gioielli” di Cornelia madre dei Gracchi l’abbiamo imparata alle elementari.
    Di ogni oggetto, un’automobile, una lavatrice, un orologio, si dice per indicarne la perfezione che è un gioiello. Ma anche di una azione: un gol che è un gioiello; di un carattere, e via dicendo. Dunque il gioiello incorpora nel suo concetto stesso la bellezza della perfezione: perfezione della forma, del funzionamento, dell’evento.
    Maurizio Bedin, un caro amico, si cimenta con questa perfezione in se dei gioielli manipolando la sua trasformazione in perfezioni plurime.
    La bellezza è da sempre una sfida alla trasformazione: molte forme da una, molti usi da uno.
    Il suo dono, pur piccolo che sia, è un invito alla giocosa libertà ludica di chi lo possiede, che può adattarlo secondo il gusto del momento, secondo le circostanze che mutano, secondo i propri capricci.
    In questo modo il gioiello non è più solo una cosa, ma anche un gioco, ciò che implica una attività gioiosa.
    Ecco dunque il gioiello, come dice la parola, diventare una piccola gioia.

    Rispondi
    • Clara   30 maggio 2017 at 16:17

      Stefano con una prosa che si avvicina alla poesia, per me ha colto l’essenza del gioiello. Purtroppo non ho mai visto dal vivo le creazioni di Bedin. Ha ragione Claudio: uno spreco di creatività!

      Rispondi
      • Giulia   30 maggio 2017 at 16:29

        Clara, Stefano Bonaga è forse il famoso filosofo ex fidanzato della Parietti?

        Rispondi
        • Clara   30 maggio 2017 at 16:34

          Non ci avevo pensato. È possibile. Non sembrano parole scritte da chiunque.

          Rispondi
  34. Michelle Kramer   31 maggio 2017 at 22:43

    The designs of Maurizio Bedin have always been innovative and inspired.
    Whether using a mundane ingredient
    such as pasta and rendering it sophisticated and rarified or, conversely, using precious gemstones in a fresh and playful way – he invites you to think of both the material and the design in a new light.
    In fact, Maurizio asks you to participate in the design process and
    to interpret the end result!
    Bravissimo!
    Michelle Kramer
    New Haven, CT

    Rispondi
  35. Silvia   2 giugno 2017 at 11:45

    Un gioiello non è’ solo una piccola gioia come genialmente ha suggerito il Filosofo ma è’ una piccola gioia domestica una carezza quotidiana un pensiero incentivante un contributo a guardare la bellezza sempre e ovunque una consolazione di sentirsi vivi ed apprezzabili In più con un anima ed un lignaggio domestico ed ecocompatibile,bioaffine Non importa se è’ labile o degradabile Non sono le cose inossidabili a gratificarci la vita. Grazie Bedo per questa estrusione di genialità E continua a trasformare cose fatue e transienti in bellezza

    Rispondi
  36. Cristina   2 giugno 2017 at 16:54

    Maurizio è in tutti i monili che crea con l’arte di inventare tessendo nuove prospettive per chi li indossa .

    Rispondi
  37. Fabrizio Sassoli de Bianchi   4 giugno 2017 at 15:14

    Ho seguito Maurizio fin dai primi passi di alcune sue creazioni ed ho potuto constatare la sua notevole abilita’ nel concretizzare le sue idee/intuizioni.
    I gioielli che ha creato e crea sono decisamente innovativi ed originali. Sono convinto che questi progetti abbiano un potenziale straordinario e quindi debbano essere divulgati il piu’ possibile.
    Spero trovi presto l’azienda o le aziende che capiranno e crederanno in queste fantastiche collezioni!

    Rispondi
  38. Christina Z   5 giugno 2017 at 13:06

    My incredibly artistic and talented family in Bologna, Italy Maurizio Bedin hand makes innovative, beautiful pieces of jewelry. Last time I was in Italy I was SO lucky to get one of the limited edition sets for myself. I always feel special looking at the pieces when I wear them. :)
    Please view his collections (some are even made of pasta!! Can you tell which ones?) and feel free to share…
    So thrilled for this article, and hope to share the art our family values very much. If you want to purchase something e-mail maubedin@gmail.com to confirm it’s availability.
    Grazie mille!

    Rispondi
  39. Stefania Faraone   6 giugno 2017 at 20:38

    Veramente bravo.!Il tuo lavoro lo trovo molto interessante ,vanguardista e di buon gusto.Amo le collane della collezione Composer e della collezione Huit, in particolare i bracciali che li trovo di un minimalismo glamouroso!

    Rispondi
  40. alessandra razzaboni   9 giugno 2017 at 11:51

    Era da un po che aspettavo nuove creazioni di Maurizio ed eccole nate… gioielli originalità e unicità esplosiva. Indossandoli si notano subito diventano protagonisti assoluti del tuo outfit…E non c’è volta che non mi chiedano informazioni sull’ acquisto …Colpo d occhio assicurato! Complimenti Maurizio!!!

    Rispondi
  41. Angela Malfitano   11 giugno 2017 at 13:04

    ho letto tutto il bellissimo articolo di Cantoni sulle opere di Maurizio. Sono assolutamente d’accordo con ciò che scrive. Maurizio è un artista. Un visionario quindi, che sa vedere l’Oltre: lo avvicina con coraggio e con coraggio gioca, da vero artista, con la materia, le forme, la Storia e le culture. Impazzisco per Composer, lo vedo appoggiato a un prosperoso petto di donna della Belle Époque, mi perdo nel desiderio di possedere I Ching, e Mix 15, geniale e perfetto, e brucio per aprire una mia Luck Door……love and Thanks…

    Rispondi
  42. Luca   14 giugno 2017 at 16:42

    Mi sono follemente innamorato della Luck Door … anche da Uomo è perfetto.
    Il composit è geniale per le coppie … abbinandoli numero o colore !
    Grande Mauri … ci sentiamo per la Luck Door :))

    Rispondi
  43. Pietro Buscaroli   16 giugno 2017 at 09:41

    Ogni creazione di Maurizio è un mix affascinante di estetica, creatività, ingegno, e divertimento!
    Questo mix, è il risultato e proviene da una capacità osservativa e un punto di vista sulle cose, invidiabile e soprattutto fuori dal comune.
    I gioielli sono una piccola ma bellissima parte di quello che conosco di Maurizio, c’è tantissimo altro che viene ideato, tutto con una caratteristica comune: la cura dei particolari incredibile. Oltre ad essere una mente molto raffinata, Maurizio è un maestro di buona vita. Complimenti a Maurizio per le sue creazioni e a Lamberto per l’articolo.

    Rispondi
  44. Niven   16 giugno 2017 at 13:44

    Just seeing these jewellery pieces, you can see the ingenuity, and creativity. Its a very new and unique way of making jewellery and the details really show the effort

    Rispondi
  45. Ava   16 giugno 2017 at 15:33

    What wonderful designs! Very creative and inspiring!

    Rispondi
  46. Romina   17 giugno 2017 at 18:23

    Gioielli interessanti e molto particolari. Peccato non poterli vedere dal vivo e comprare. Molto spiritosa la pasta gioiello.

    Rispondi
  47. Angela&Aimone   16 luglio 2017 at 20:00

    Conosciamo Maurizio da tempo: siamo amici. Io perché giocava bene a pallacanestro (qualche secolo fa), Angela possiede già un suo gioiello. Il Bedo è un vulcano attivo che, in continuazione, esprime nuove idee ed elabora nuove intuizioni. Questa della creazione dei gioielli le supera tutte e dimostra, oltre ad un’approfondita capacità manuale, una sensibilità vera, un autentico amore per il bello ed una gioiosa leggerezza delle forme (gli 8 e la pasta!)

    Rispondi
  48. Romana   21 luglio 2017 at 10:54

    Grande Maurizio, mi commuovo sempre davanti alla creatività, e tu sei un vero creativo!!!
    Bravo!!!!

    Rispondi
  49. Elise   26 luglio 2017 at 12:39

    Beautiful !! All jewelry are beautiful and I like more necklace and bracelet with round colour gold
    The shape of jewelry are simple and it is this simplicity that makes the jewel can be worn by everyone.

    Rispondi

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