Metafisica dell’Amore. Tre giorni di eros senza confini al Brancaccino

Dal 28 al 30 Dicembre 2016 in scena al Teatro Brancaccino "Metafisica dell'amore", una storia di sentimento a tutto tondo dove grande protagonista è la donna, con il suo peculiare sentire. Grande aspettativa per questa pièce firmata da Giovanna Donini e dalla Compagnia "Le Brugole", già aggiudicatasi il Premio Scintille 2011

ROMA – Un titolo più prossimo a richiamare alla mente la ponderosa filosofia di Schopenahuer che le atmosfere di una commedia teatrale, quello dello spettacolo in scena da domani al 30 Dicembre 2016 al Teatro Brancaccino e inserito nella seconda edizione della rassegna “Spazio del racconto”. Metafisica dell’amore, pièce presentata dalla Compagnia Le Brugole e scritta da Giovanna Donini, tenta di indagare l’incomprensibile sentimento cantato da poeti di ogni epoca e refrattario a qualunque forma di analisi che ne fornisca i termini cartesianamente chiari e distinti. Protagoniste sono le donne, da sempre incarnazione più iconica del terribile dardo di Cupido, che si fanno con ogni probabilità alfieri di una libertà di sentimenti senza confini, né distinzione di sesso, di razza, di lingue o di religione.

Metafisica dell'amoreLo spettacolo si pone nel solco dei tentativi di riflessione, attraverso l’ironia, sugli effetti potenti del sentimento d’amore e sulle problematiche che lo riguardano ancora oggi, nell’epoca in cui sembrano essere caduti tutti i tabù, ma, secondo molti, non tutte le forme di discriminazione.

Nel 2011 Metafisica dell’Amore si è infatti aggiudicato il premio Scintille 2011

per aver affrontato un tema scottante come quello dell’omosessualità femminile con un linguaggio fresco, ironico e divertito. Lo spettacolo, anche grazie alla qualità delle interpreti riesce a coinvolgere il pubblico miscelando momenti di comicità con altri di grande intensità e profondità senza mai cedere nell’autocommiserazione.

Entrambe poco più che trentenni, le due protagoniste della scena, Roberta Lidia De Stefano e Annagaia Marchioro, sono fondatrici, ancora nel 2011, della Compagnia Le Brugole insieme all’autrice Giovanna Donini, e vantano un background di tutto rispetto che tiene alte le aspettative.

La prima, attrice diplomata alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi”, ha affiancato al percorso teatrale quello musicale, dedicandosi al canto e suonando vari strumenti tra cui il pianoforte. Attualmente lavora stabilmente con il teatro Tieffe Menotti di Milano ed è da poco entrata a far parte di ERT (Emilia Romagna Teatro), grazie allo spettacolo “Ifigenia in Aulide” di Marco Plini.

Laureata in filosofia, la seconda è anch’essa diplomata come attrice alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano. Parallelamente all’esperienza di cabaret a Zelig, continua a lavorare in teatro, con registi quali Andreè Ruth Shammah, Mimmo Sorrentino, Federico Grazzini e altri. Nel 2014 ha diretto la sua prima regia per Aslico. Al cinema ha lavorato invece con Olivier Assayas nel film Apres Mai, presentato in concorso alla mostra del cinema di Venezia, mentre in televisione è approdata con vari pezzi comici del duo Le Brugole e da Crozza come attrice.

Non da meno è il curriculum di Giovanna Donini. Classe 1973 e con un passato da giornalista per numerose testate regionali ha fondato a Torino nel 2011 il trio comico Le Spaventapassere. Oggi è un’autrice televisiva e lavora a Zelig dal 2006, oltre a firmare gli spettacoli di Teresa Mannino. Nel 2008 ha lavorato per radio 105 alla conduzione di Marco Galli. Attualmente è anche responsabile della redazione on line della Smemoranda.

Da simili premesse non c’è che da aspettarsi tutti gli ingredienti per una piena riconferma del successo da parte di un lavoro che si ripromette e ci promette di evitare le sterili polemiche al centro delle cronache di circa un anno fa e che si ripetono puntualmente per stigmatizzare con la onnipervasiva categoria di “omofobia” non solo la discriminazione e la violenza fisica e morale perpetrata contro gli omosessuali, deplorevole e come tale giustamente da condannare, ma per silenziare chiunque la pensi diversamente rispetto a una certa logica di pensiero unico oggi dominante e motivata da fattori ben altri dall’amore universale.

A prestissimo per la recensione.

BRANCACCINO

Via Mecenate 2, Roma – www.teatrobrancaccio.it

Biglietto: 15,50 €

BOTTEGHINO DEL TEATRO BRANCACCIO Via Merulana, 244 | tel 06 80687231 | botteghino@teatrobrancaccio.it

UFFICIO PROMOZIONE tel 06 80687232 | promozione@teatrobrancaccio.it

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Stefano Maria Pantano

Et unum facere et aliud non omittere! Ricordo con affetto queste parole, che uno dei miei più cari maestri di prima gioventù amava ripetermi. Non sempre però riesco a mettere in pratica il prezioso precetto dei padri latini, essendo io alla perenne ricerca di un equilibrio e di una pace mai trovata. Mi dibatto tra vari interessi che vanno dallo studio al teatro (visto e recitato), dallo sport alla scrittura cercando la mia stella. Fisicamente a metà fra l’atleta e il topo da biblioteca, ma sempre più tendente verso il secondo, la mia eterna preoccupazione è che quello che faccio sia fatto degnamente, secondo un’espressione orientale che mi sta molto a cuore: kung fu (“lavoro molto duro praticato con abilità e sacrificio”).
Stefano Maria Pantano

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