Milano fashion week: la tendenza è sconvolgere la moda

Milano fashion week: la tendenza è sconvolgere la moda

MILANO – Cambiamento, rottura degli schemi. Collezione che vanno oltre ogni omologazione. Una rottura che però tiene conto delle proprio stile da cui poter evolversi. Ecco come noi abbiamo visto questa edizione della Milano Fashion Week. Tenutasi nella capitale della moda dal 20 al 26 febbraio.

64 sfilate. I più grandi stilisti della moda italiana e internazionale. Una settimana per presentare le collezioni femminili Autunno Inverno 2018 2019. Ma la Milano fashion week è molto altro. Dal 21 al 26 febbraio  a catalizzare l’attenzione di media, it girls e fashion editor non sono solo stati  i colori, i tessuti e le stampe presentate dai stilisti.

Ma quello che è emerso molto di più è una voglia di cambiamento. Di una vera rottura degli schemi, contro ogni omologazione del settore fashion. Ponendosi una semplice domanda: ma la moda dove sta andando? Si parla di cambiamento e di evoluzione. Alcuni brand vogliono rompere gli schemi scioccando il pubblico. Altri partono dalle loro origini, per soffermarsi sul concetto contemporaneo della moda e per portare una loro e individuale evoluzione.

E’ passata ormai già alla storia la sala chirurgica di Gucci. Modelle come creature ibride. Teste mozzate e mini draghi indossati come fossero accessori. Un simbolo dell’assemblaggio e della ricostruzione di vari materiali e tessuti, donandogli una nuova identità per Alessandro Michele, direttore creativo della maison italiana.

milano fashion week

Più che una sfilata è stato un vero show. Tutto viene visto con cinismo, ma allo stesso tempo tutto può essere uno stimolo. Di ispirazione per la nuova generazione dei Millennials. Destinatario indiscusso della Milano fashion Week.

Millennials, come creature ibride anche per MoschinoHostess anni ‘50 dalla pelle blu, verde, gialla, in tailleur e cappellini bon ton. Una provocazione alle notizie false che si propagano sui social che ci fa diventare tutti dei marziani come il film di  Tim Burton di Mars Attacks.

Ormai su Instagram impazzano le foto di influencer che ripropongono le modelle di Gucci. Ha fatto il giro dei social la foto di Gigi Hadid con il cane in braccio per la sfilata di Tod’s. Ma a Milano i venti-trentenni vengono presi di mira come specchietto per benestanti allodole cinquantenni affinché si (tra)vestano da giovani. I cosiddetti Pivotal. 

milano fashion week

Il duo Dolce & Gabbana, non essendo nel calendario ufficiale della Camera della Moda, fanno ben tre sfilate a sorpresa. Il loro must è FASHION SINNER, FASHION EDEN, FASHION IS BEAUTY, SANTA MODA.

Devozione alla moda è il loro messaggio. Amplificato dalla scenografia con la scritta FASHION DEVOTION, al centro di una parete decorata come l’altare di una chiesa con statue di angeli e raggi d’oro, da cui sono usciti uno dopo l’altro una fila di droni a sorreggere alcuni nuovi modelli di borse Dolce & Gabbana.

La vera tendenza della Milano fashion Week sta anche nella scenografia delle sfilate.

Ma veniamo al dunque. Quali capi indosseremo per il prossimo inverno?

I primi di sicuro sono i capispalla. Dalla capsule di piumini di Moncler che si è affidato alla mano di Pierpaolo Piccioli, alla direzione creativa di Valentino per reinventare il proprio heritage. La romana Fendi chiama Fila per dare al suo brand il giusto mix eclettico tra lusso e activewear.

Il colore che primeggia è sicuro il nero. Da sempre questo colore-non colore è adatto per ogni occasione. Ermanno Scervino lo abbina al pizzo, Fendi alle maxi cappe.

Dopo il nero, molto usato è il denim, riutilizzato da Blumarine come un tessuto sartoriale, arricchendolo con inserti in pelliccia tono su tono.

blumarine

Prada, Versace e Max Mara utilizzano motivi scozzesi, stampe a quadri, check.

In versione preppy e multicolor per Versace Prada lo rende (quasi) fluo. Max Mara lo interpreta in chiave gipsy-grunge, su gonnelloni abbinati a t-shirt stampate.

Per qualsiasi situazione è il long dress.  Salvatore Ferragamo li crea sia per il giorno che per  la sera. In monospalla per Roberto Cavalli ed Ermanno Scervino. 

Noi ci siamo fatti una certa idea di quello che indosseremo e voi cosa preferite?

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Annamaria Gargani

Annamaria Gargani

“Non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente curioso”. Questa frase dello scienziato Albert Einstein racchiude tutta la mia personalità. La curiosità nei confronti della vita mi ha spinto a scegliere il giornalismo e la comunicazione come modo di raccontare ciò che i miei occhi vedono e le mia mente assimila come spugna. Napoletana di nascita, vivo la vita giorno per giorno, cercando sempre nuovi stimoli sia da me stessa e sia dalle persone che incontro sul mio cammino. D’altronde la vita è un cammino siamo tutti un po’pellegrini.
Annamaria Gargani

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