Napoleone e il Cinema: un connubio da Guinness dei Primati

Napoleone e il Cinema: un connubio da Guinness dei Primati

ACCADDE OGGI – Il 15 agosto di 200 anni fa nasceva Napoleone Bonaparte. Analizziamo il rapporto tra il più grande generale della storia e la Settima Arte. Napoleone, ha frequentato il grande e piccolo schermo innumerevoli volte (700 apparizioni al cinema e 350 in tv) senza contare tutti i progetti (maestosi) poi non concretizzati, come quelli di Charlie Chaplin e Stanley Kubrick. Ecco come vogliamo augurargli buon compleanno!

Basta pensare per un attimo a Napoleone Bonaparte per aprire nella nostra mente un mondo di visioni e di memorie incredibili! Chi non conosce le sue vittorie, le sue strategie visionarie in battaglia, i suoi amori, le sue sconfitte e le sue controversie? E chi non rimembra l’aspetto esteriore del più grande conquistatore e condottiero dell’era moderna? Quella piccola, o addirittura bassa statura (una diceria spregiativa inglese a quanto pare, era alto 1.68 m, 3 cm in più della media francese) quella testa tonda e simmetrica, quel pallore ulivigno delle guance, quella fronte prominente e quegli occhi impenetrabili e luminosi allo stesso tempo… Insomma, l’immagine di Napoleone è universalmente nota nel suo insieme, un’immagine nella quale i più grandi pittori si sono tanto compiaciuti nel ritrarlo. E poi i libri di storia, le opere teatrali e liriche, i testi satirici e udite, udite… il cinema!

Sfogliando il libro del Guinness dei Primati, possiamo scoprire che Napoleone Bonaparte è il personaggio storico che più di ogni altro ha frequentato il grande e il piccolo schermo. Qualche numero per farvi capire meglio: 700 apparizioni al cinema, 350 in tv con produzioni francesi, americane, inglesi e italiane disposte a tutto pur di accaparrarsi un film sul grande stratega. I grandi registi ad averlo ritratto sono tantissimi e sono tanti anche quelli, grandissimi, ad aver assaporato un progetto cinematografico legato a Napoleone, ma che poi, hanno dovuto rinunciarvici. Qualche nome illustre? Stanley Kubrick, che progettò per 30 anni un kolossal dedicato all’epopea di Bonaparte (scelse inizialmente Marlon Brando per impersonificarlo, poi cambiò idea e puntò tutto su un giovane Jack Nicholson fresco fresco di interpretazione da urlo in Easy Rider) ma poi vi rinunciò per differenze di vedute con le varie produzioni in trattativa; e ancora Charlie Chaplin, determinatissimo negli anni 40′ a girare un film satirico sul grande condottiero, ma che poi non potè rinunciare all’idea ridicolizzare Hitler nel meraviglioso Il Grande Dittatore.

Insomma, la figura di Napoleone, ha sempre affascinato i principali direttori d’orchestra della Settima Arte e come dargli torto? La storia del più grande generale dell’era moderna è un mix perfetto per un film da Oscar. C’è tutto, dall’avventura al colpo di scena, dall’amore alla caduta, dagli aspetti comici a quelli tragici, dal riscatto al finale strappalacrime.

CINEMA, I MIGLIORI FILM DEDICATI ALLA FIGURA DI NAPOLEONE

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“Bonaparte valica il Gran San Bernardo”, dipinto di Jacques-Louis David

Iniziamo il nostro excursus tra le tante, tantissime apparizioni di Bonaparte al cinema e in tv. Napoleone, come tutte le grandi figure evocative e forse nel suo caso ancora di più, è stato ritratto davvero in ogni modo. E’ stato raccontato come stratega, come imperatore, come amante, come buono, come cattivo, in maniera caricaturale, come dittatore, uomo forte, come sconfitto e come vincitore.

Napoléon di Abel Gance: le avventure del giovane Bonaparte in un film precursore

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Albert Dieudonné nei panni di Napoleone nel film di Abel Gance

Il primo ad aver narrato le sue avventure fu Abel Gance nel film francese Napoléon (1927) che racconta del periodo giovanile dell’Imperatore dalla scuola militare di Brienne fino alla Campagna d’Italia del 1796. Napoléon contiene immagini iconiche della straordinaria storia di Bonaparte, ritratte con tecniche di ripresa ultramoderne per gli anni 20′, tra cui la battaglia di palle di neve tra i giovani allievi della scuola, il viaggio turbolento di Napoleone dalla Corsica alla Francia in giovane età caratterizzato da una tremenda tempesta e l’arrivo della Grande Armée in Italia.

La pellicola, sebbene contenga alcune rappresentazioni memorabili, non ottenne un grande successo commerciale (7 ore di girato). A dargli giustizia fu Francis Ford Coppola nel 1981, che negli anni 80′ rimontò e restaurò il film modernizzandone tempi, colori e effetti sonori.

Maria Walewska di Clarence Brown: il Napoleone romantico raccontato da Clarence Brown

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Greta Garbo e Charles Boyer

Il lato romantico e amoroso del generale Bonaparte ha offerto negli ultimi 100 anni tantissimi spunti ai registi più importanti del mondo. Non possiamo non ricordare la pellicola del 37′ Maria Walewska di Clarence Brown, che racconta la relazione tra il generale e la contessa polacca Waleska, una relazione divenuta famosa per la passione irrefrenabile che la contraddistinse.

A vestire i panni di Napoleone il grande Charles Boyer, ma la vera star del film è Greta Garbo nei panni proprio della Waleska. Nella pellicola, Napoleone Bonaparte cerca in tutti i modi di conquistare la contessa, sposata ad un uomo molto più vecchio di lei. La donna resiste ma per il bene della patria deve cedere. Il marito le concede l’annullamento mentre Napoleone divorzia da Josephine, la coppia potrebbe quindi unirsi senza altri impedimenti ma lui annuncia di voler sposare l’arciduchessa Maria Luisa d’Austria per ragioni politiche. Per Napoleone nulla cambierà nel rapporto con Maria ma la donna decide di lasciarlo ugualmente e parte senza rivelargli che attende un figlio da lui.

Désirée di Henry Kostner: Marlon Brando e le nomination all’Oscar

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Jean Simmons e Marlon Brando

Napoleone + Cinema = incassi. Hollywood, nei primi anni 50′, riporta in auge il personaggio di Bonaparte con una sontuosa rivisitazione cinematografica di Désirée, bestseller di Annemarie Selinko sulla prima fidanzata di Napoleone. A vestire i panni del grande condottiero, il più grande attore del mondo, Marlon Brando diretto da Henry Koster. C’è un problema però. Brando è irrequieto, non gli piace la versione di Kostner di Bonaparte: “Troppo caricaturale – dice – troppo grottesco, io Napoleone lo voglio fare a modo mio”. Tra l’attore 2 volte premio Oscar e il regista tedesco non c’è feeling. Brando accetta il ruolo, ma è preoccupato perché sì, i film su Napoleone sono sempre stati dei grandi successi, ma mai nessuno è riuscito a dominare una parte così ingombrante e tutti gli attori che l’hanno impersonificato sono stati spesso criticati. Kostner dopo un po’ si stufa, lascia carta bianca a Brando che però non carbura più di tanto, e si concentra su Jean Simmons che nei panni di Désiré sfodera una grandissima performance attoriale che le vale una candidatura agli Oscar del 54′.

N io e Napoleone di Paolo Virzì (2007)

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Monica Bellucci (Baronessa Emilia) Daniel Auteuil (Napoleone) e Elio Germano (Martino Pepucci)

C’è anche una produzione italiana tra i migliori film dedicati alle vicende di Bonaparte. Il titolo in questione è N. Io e Napoleone, trasposizione cinematografica (con qualche libertà) firmata Paolo Virzì dell’omonimo romanzo di Ernesto Ferrero. Con Daniel Auteil nei panni di Napoleone, Elio Germano e Monica Bellucci, la pellicola pone al centro della narrazione il rapporto di odio misto a fascinazione tra l’Imperatore e il suo nuovo bibliotecario e scrivano elbano Martino Papucci. Martino inizialmente vorrebbe uccidere Bonaparte per rendere giustizi ai giovani morti in tutta Europa a causa della sua brama di potere ma alla fine, rimane troppo affascinato e colpito dalla personalità complessa dell’Imperatore.

Waterloo (1970) di Sergej Bondarcuk, tutto sulla grande sconfitta di Napoleone

Rod Steiger nei panni di Napoleone e Christopher Plummer nei panni del Duca di Wellington
Rod Steiger nei panni di Napoleone e Christopher Plummer nei panni del Duca di Wellington

La pellicola è ambientata durante il periodo dei cento giorni che, dopo il rientro in Francia di Napoleone, seguito alla sua abdicazione ed al suo breve esilio all’Isola d’Elba, ebbe termine con la sua sconfitta nella battaglia di Waterloo. Il film, nel ricostruire fedelmente gli ambienti e le tecniche militari del tempo, presenta alcuni aspetti che meritano attenzione, come ad esempio il ritratto dei personaggi, in particolare di Napoleone e di Wellington, la raffigurazione dei due modelli di esercito che si affrontano sul campo di battaglia, le tecniche militari, il modo con il quale i generali osservano le manovre e decidono le strategie, e le grandiose scene della battaglia.

Il film ottenne un ottimo successo al botteghino ma fu pesantemente criticato in Francia per una serie di errori storici presenti nella pellicola.

NAPOLEONE IN TV

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Christian Clavier

Il più grande caso televisivo legato alla figura di Napoleone è sicuramente Napoléon del 2002, un prodotto gigantesco che ha viste coinvolte produzioni americane, italiane, francesi e inglesi. La fiction racconta con grande minuziosità gli aspetti epici del generale, dalle battaglie alle conquiste, con un attenzione particolare anche agli aspetti privati e familiari. Napoleone è un uomo solo, che sentì tanto profondamente il peso e il senso della storia da sacrificare l’amore per Joséphine che non poteva dargli un erede su cui fondare una nuova dinastia.

Sarà proprio il loro tormentato rapporto uno dei punti cruciali del film, insieme alla passione per la giovane contessa polacca Maria Walewska e il matrimonio “politico” con l’arciduchessa austriaca Maria Luisa d’Asburgo-Lorena.

Il cast poi è incredibile, con nomi del calibro di Gerard Depardieu (Joseph Fouché), John Malkovic (Tayllerand) Anouk Aimée (Letizia Bonaparte) Claudio Amendola (Murat) e Ennio Fantastichini nei panni di Giuseppe Bonaparte. Ad interpretare i due grandi protagonisti, vale a dire Napoleone e Josephine, troviamo Christian Clavier e Isabella Rossellini.

Isabella Rossellini nei panni di Josephine Bonaparte in Napoléon
Isabella Rossellini nei panni di Josephine Bonaparte in Napoléon

E’ facile capire i motivi per cui Napoleone ha sempre avuto, nel corso della storia del cinema, un ruolo così pregnante. La sua è un’avventura perfetta per il grande schermo e resta sempre attuale. Anche oggi, nonostante sia stato raccontato in tutte le salse, si potrebbe fare un film che sottolinei le origini di questo grande personaggio. Napoleone era uno straniero in Francia, e come tanti stranieri fu deriso, guardato con ostilità, odiato, mal sopportato. Se fosse vissuto oggi, magari sarebbe stato rispedito in Corsica da profugo. Invece no, Napoleone, con tutte le contraddizioni che ne hanno caratterizzato l’ascesa e la caduta, trasformò le sue sofferenze giovanili in strumenti potenti per accrescere la sua ambizione e la sua capacità politica, strumenti che gli permisero di conquistare mezza Europa.

In conclusione, la nostra consueta gallery dedicata ai protagonisti dei nostri articoli. Per ricordare scherzosamente Napoleone, in occasione del 5 maggio, ecco una carrellata di vignette satiriche del tempo dedicate a Bonaparte.

La Satira al tempo di Napoleone

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Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

3 Responses to "Napoleone e il Cinema: un connubio da Guinness dei Primati"

  1. Lamberto Cantoni
    Lamberto   6 Maggio 2019 at 09:21

    Articolo intelligente e prezioso per chi ama il cinema. Se fossi stato al posto di Kubrick, diciamo negli anni ottanta, e avessi avuto carta bianca per fare un film su Napoleone alla Kubrick, avrei fatto un provino ad Al Pacino. Secondo me poteva funzionare.

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  2. Stefano Maria Pantano
    Stefano Maria Pantano   6 Maggio 2019 at 10:51

    Sono sorpreso di ritrovare citato il film di Abel Gance, che scoprii ai tempi dell’università durante lo studio della storia e critica del cinema. Mi colpì di questo film muto l’uso della fotografia che divide la storia in vere e proprie sezioni tematiche. Non sapevo del restauro ad opera di Coppola. Non mi stupisce il comportamento di Brando sul set, che era notoriamente sopra le righe quasi in ogni occasione, senza nulla togliere al gigantesco talento. Ricordo il giudizio che ne diede Sophia Loren in un’intervista, confermando quello che sull’attore si è sempre detto.
    Condivido poi il discorso sul Napoleone reietto in patria. È un fatto che si percepisce distintamente a Parigi, dell’indifferenza dei cittadini verso il luogo della sua tomba.

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  3. Fabiola Cinque
    Fabiola Cinque   6 Maggio 2019 at 11:02

    Io ho sempre amato il personaggio e, nonostante non sia io un’appassionata di libri storici, ho letto sue biografie, di cui una in particolare l’ho ritenuta una “guida di management”. Ad ogni modo non posso trattenermi dal ridere al pensiero di questo fantastico film, N. Io e Napoleone, di Paolo Virzì con il meraviglioso Daniel Auteil nei panni di Napoleone! Perfetto! Se vi capita vedetelo, è geniale!

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