Tutti i numeri di FF13. Il pubblico premia De Angelis per “Il Vizio della Speranza”

Tutti i numeri di FF13. Il pubblico premia De Angelis per “Il Vizio della Speranza”

FESTA del CINEMA – La kermesse capitolina è agli archivi ed è tempo di analisi, numeri e statistiche. Da sottolineare il Premio del Pubblico, che quest’anno va al durissimo film di Edoardo De Angelis, Il Vizio della Speranza, su uno dei lati più oscuri e mai raccontati di Napoli.

Anche la tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma si è conclusa e penso sia importante offrire ai lettori i numeri della manifestazione e qualcosa dell’atmosfera che si è respirata durante l’evento. Prima però è giusto tributare e raccontare il vincitori di questa undicesima edizione che, come da tradizione, equivale a colui che è riuscito a fare breccia negli spettatori della manifestazione capitolina.

Parliamo quindi del vincitore del Premio del Pubblico BNL, che quest’anno va a Il Vizio della Speranza di Edoardo De Angelis, accolto da molteplici standing ovation durante le varie proiezioni all’Auditorium. Un film napoletano, anzi, “napoletanissimo”, che rappresenta una bella iniezione di incoraggiamento per il cinema italiano, spesso snobbato in casa dalle kermesse nostrane.

Il Vizio della Speranza segna il ritorno di De Angelis a Castel Volturno (dopo il bellissimo “Indivisibili”), cittadina campana ostaggio della criminalità e racconta la durissima storia di Maria (Pina Turco, moglie del regista) che per lavoro, accompagna giovani ragazze, spesso prostitute (ma non sempre), a partorire dei bambini per poi rivenderli in nero a coppie agiate senza figli.

de angelis
Pina Turco e Edoardo De Angelis

La pellicola è di una durezza impressionante e non vuole lasciare una morale, né creare una minima empatia con i character raccontati. Nessuna presentazione dei personaggi, nessuna divagazione. La storia delle donne e degli uomini è scritta sul corpo: nelle cicatrici il passato, nei gesti il presente, negli occhi il futuro. Il corpo è lo strumento principale della narrazione perché la sua materia mobile esprime la trasformazione dei personaggi; è veicolo tematico in quanto mostra la bellezza ferita di essere umani in attesa di qualcosa o qualcuno, disperati attaccati a un’ultima speranza; infine, il corpo esprime la volontà dell’anima di sovvertire l’ordine della disperazione, attraverso la resistenza e, al momento giusto, la ribellione. Pensate a un inverno freddo, un tempo in cui tutto attorno a noi sembra morto e accendiamo il fuoco per scaldarci, in attesa che cambi. La terra genera, la terra ospita, la terra lascia prosperare e poi sovrasta il corpo morto; il vento soffia sul fuoco e spinge l’acqua del fiume verso la terra, per ravvivarla. La vita si ostina a lottare contro la morte: l’arco del mondo si trasforma attraverso la nascita, la morte e la rinascita. Tutto ciò che resta immobile muore. Ciò che si muove vive. Per chi ha la forza di resistere, il premio è il miracolo del mondo che nasce.

Insomma, De Angelis è riuscito ancora a tramortire il pubblico; la sensazione, vedendo il film e scrutando tra le reazioni dei vicini in sala, è che dimenticare ciò che si è visto durante la proiezione è davvero difficile per l’asprezza degli avvenimenti mostrati. De Angelis è un grande regista, giovane tra l’altro, in grado di raccontare le difficoltà di Napoli come forse nessuno in questo momento.

I NUMERI DELLA FESTA

FF13 Festa del Cinema di Roma

E dopo aver parlato del Premio del Pubblico, è tempo di tornare alla Festa. Qualche numero: 266 Proiezioni, 91 Film, 31 Retrospettive e Omaggi, 30 Paesi presenti sul campo, 4 Sale Auditorium Parco della Musica, 10 Sale in città e 72 Partner.

L’affluenza del pubblico è aumentata del 6% rispetto alla scorsa edizione, le testate italiane hanno incrementato il numero degli articoli dedicati alla kermesse del 2%, ma il boom vero riguarda la stampa estera, con un aumento dei servizi su media internazionali pari al 13%.

I votanti per il Premio del Pubblico sono stati tantissimi (+ 20%) e secondo le stime, la percentuale maggiore sarebbe formata da donne di tutte l’età (65% contro 35% uomini).

C’è stato inoltre un incremento degli accrediti del 6% e + 13% dei biglietti venduti. La Festa del Cinema ha spopolato anche sui social: + 12% Facebook, + 13% Twitter, + 48% Instagram,+ 30% YouTube Channel.

Insomma, numeri da capogiro dovuti soprattutto alla forte presenza di star americane, da Martin Scorsese  a Cate Blanchett da Michael Moore a Sigourney Weaver.

edoardo de angelis

Ottime anche le proposte cinematografiche, nettamente superiori allo scorso anno; Monda ha cercato di porre la Festa come un aggregatore di concetti destabilizzanti, capaci di minare le certezze assolute su cui si fonda la nostra vita. A differenza del 2017 dove si era puntato maggiormente sui grandi nomi e non sulla qualità, in questa tredicesima edizione abbiamo avvertito una maggior voglia di rischiare e ci è piaciuta tanto. Certo, quando si rischia spesso si sbaglia, ma deve essere questa la dimensione della Festa del Cinema di Roma, su questo non ci piove.

Infine una riflessione. Se questi sono i numeri, e sono perfettamente in linea con il trend degli ultimi anni, perché non spostare la Festa in una location più grande così da evitare file interminabili e terrificanti? La domanda, e se la fanno in tanti, difficilmente avrà una risposta in tempi brevi…

 

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Paolo Riggio

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
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