Nuove regole per la moda che cambia a Milano Moda Donna

Nuove regole per la moda che cambia a Milano Moda Donna

MILANO – Vengono dettate nuove regole fashion per le collezioni primavera/estate 2017 a Milano Moda Donna. Tendenze e cambiamento attraverso le sfilate di Milano Moda Donna dove N° 21, firmato Alessandro Dell’Acqua, e la collezione di Cristiano Burani dettano nuove regole.

N° 21 si sa, va sempre contro le regole, ma questa volta Alessandro Dell’Acqua ha destrutturalizzato, scomposto e ricomposto per creare una nuova femminilità.

Non c’è solo trasgressione ma volontà di costruire tendenza attraverso nuove formule compositive. «Le regole si possono cambiare quando si conoscono alla perfezione…».  E così Dell’Acqua parte dal desiderio di dar vita ad una personalità di donna dai forti contrasti, e li riprende anche nei materiali e nei tessuti della collezione. La donna N° 21 è sbarazzina e sfrontata, con dei risvolti iper-femminili artefice di un gioco di ruolo che si confonde tra la donna e l’adolescente, senza età ma con stile. La sovrapposizione di elementi è stratiforme proprio come la costruzione delle culture contemporanee.

Nuove regole per la moda IMG_1355Abbiamo chiesto a Dell’Acqua da dove nascono queste nuove regole e cosa vuole evidenziare in questa collezione N° 21 primavera/estate 2017   «Nasce da un desiderio di continuità e da una volontà di rinnovamento. Ho voluto riappropriarmi del racconto sulla femminilità con cui ho sempre pensato alla mia moda per la donna, ma avevo anche bisogno di rompere delle regole che ritengo siano consumate dal tempo. Ricordi, rimandi, sovrapposizioni, sensazioni mescolate e contaminate che creano “un’azione di disturbo” necessaria per rinnovare quei canoni femminili usurati dal tempo».

Quindi le sovrapposizioni di immagini partono dal disegnare un’altra tipologia di donna rispetto alle precedenti collezioni? «No! ma attraverso sovrapposizioni di riferimenti ottengo una femminilità più all’avanguardia, proiettata al cambiamento».

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Il direttore creativo Alessandro Dell’Acqua durante le interviste
Il direttore creativo Alessandro Dell’Acqua durante le interviste

Quindi un gioco di contrasto che parte dalle sovrapposizioni di significati. Canoni in evoluzione e simbolismi che convivono per creare significati coerenti con il tempo in cui nascono. Per ottenere, continua Dell’Acqua, «degli elementi di fastidio in una femminilità classica disturbata da elementi di rottura. Sono queste per me le nuove regole fashion da seguire». Effetti di contaminazioni tra il glamour e lo sport che creano immagini eccentriche il cui stare fuori dal centro rappresenta una possibilità in più regalata dall’abito a chi lo indossa.

C’è malizia e sensualità in questa collezione. Era questo l’obiettivo? «Volevo dare a questa donna una possibilità di trasgressione con la quale costruire un presente in cui la perversione diventa un gioco glamour, innocente ma determinante», dichiara il direttore creativo Alessandro Dell’Acqua.

Ecco allora che la donna N° 21 indossa gonne ed abiti ottenuti da sovrapposizioni di foulard con le stampe folk tipiche dell’Est Europa. Qui le tasche applicate, ricamate in filo, diventano protagoniste tra una mezza gonna plissettata e ricamata di paillettes, abbinate con maglie scuba chiuse da zip con applicazioni di pon pon e passamaneria. Gonne a tubo in chiffon e organza ricamate con le paillettes e chiuse ai lati da zip bordate di tessuto tecnico. Anorak con interno di tulle e tasconi applicati in mikado fronteggiano i bomber in pizzo macramè con tasconi applicati in duchesse. Abiti in macramè inquinati dall’aspetto tecnico della rete a maglia larga. Abiti in popeline o in crêpe de Chine che restano lineari finché non interviene il movimento di una ruche applicata.

Anche le scarpe dettano nuove regole con sovrapposizioni. Sandali con tacco alto, con la punta sottile, chiuse da un fiocco catarifrangente, mettono in evidenza suole tecniche o running. L’accessorio è un altro elemento di rottura: grandi zaini in macramé si alternano a piccole borse in tessuto ricamato, chiuse da macro fiocchi e sorrette da manici e tracolle di corda tecnica. E’ questa la collezione N° 21: tutto e contrario di tutto, contrasto e rottura delle regole.

Nuove regole per la moda
Lo stilista Cristiano Burani

Un esplosione di colori e sregolatezza anche nei tagli e negli abbinamenti la collezione Cristiano Burani. Qui impera un’energica composizione e scomposizione delle forme per un look underground. Il gioco dei volumi però rispetta la femminilità sfacciatamente contemporanea nel dolce mix tra capi casual, pelle optical e dettagli glamour. Cristiano Burani lo definisce “Understated luxury” grazie alla commistione della ricerca e la preziosità dei tessuti (sua prerogativa stilistica) ben miscelati con elementi ad alta tecnologia. “Libertà di combinazione” è il claim di un Cristiano Burani che perde, rispetto alle ultime collezioni presentate, l’androginia ed il valore sartoriale dell’uomo che è stato sempre così forte in lui (e che mi piaceva tanto!) per andare verso la scoperta di un nuovo look quotidiano dall’allure sportivo.

Cristiano Burani 2

Se si ha invece bisogno di certezze, sempre uguale a se stessa è la collezione di Luisa Beccaria. Romantica e preziosa ma inspiegabilmente fuori contesto benchè di grande impatto. Continuo a chiedermi perchè non decida di sfilare all’alta moda ed abbandonare il pret a porter…

Chi in questo caso rivede il classicismo ed il romanticismo che contraddistinguevano le collezioni precedenti è invece Alberta Ferretti che sorprende (forse un pò troppo) con un nuovo styling, opera di Carine Roitfeld. Difficile trovare la coerenza di brand  in una collezione che apre e confonde un dialogo tra maschile e femminile,  e dove l’artigianalità delle lavorazioni (suo topic), dai ricami manuali ad i preziosi intarsi, vengono soppiantati da una palette di colori decisi rivisitati in un mix (talvolta) azzardati. Le linee dei kimono di seta sfilano qui coperti da giacche maschili e severe sopprimendo quella femminilità che connota l’abito storicamente più romantico. Il gioco dei volumi anche qui destabilizza, passando  da long dress passionali ad accessori maschili che qui leggiamo solo come provocazione. Ma almeno ritroviamo la mano stilistica di Alberta Ferretti quando riaffiora la lingerie a vista o esplode in abiti di chiffon e ricami floreali, troppo poco.

Insomma credo che non sia obbligatorio infrangere le regole fashion per creare nuove regole stilistiche a tutti i costi. Trovo sia più importante mantenere il mood della griffe anche con atti rivoluzionari nella costruzione del look.

nuove regole IMG_1350 IMG_1352 IMG_1354Comunque durante Milano Moda Donna, se non si ha la possibilità di assistere alle sfilate, è comunque divertente girare per la città impazzita con insediamento di comunità di fotografi davanti a blogger vestite original.

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Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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