Orozco, Rivera, Siqueiros a Bologna con la mostra pendiente

Orozco, Rivera, Siqueiros a Bologna con la mostra pendiente

BOLOGNA – Promossa da Genus Bononiae, México La mostra sospesa – Orozco, Rivera, Siqueiros, resterà a Palazzo Fava fino al 18 febbraio 2018 con le 68 sue opere riconosciute patrimonio nazionale messicano.

Il 13 settembre era alle porte e al Museo delle Belle Arti di Santiago del Cile tutto era pronto per l’inaugurazione della mostra Orozco, Rivera, Siqueiros. Pittura messicana. Correva l’anno 1973 e le opere degli artisti simbolo della “scuola messicana di pittura” erano già parte dell’allestimento dell’esposizione di artigianato che, oltre a custodire più di 1.500 libri, raccontava i tre artisti artefici del muralismo messicano. Ciò che accadde l’11 settembre mutò le sorti della mostra; il colpo di stato del generale Augusto Pinochet scosse il paese gettando un velo nero sulla libertà d’espressione e sull’arte dei “Los Tres Grandes”. Il nastro dell’inaugurazione infatti non fu mai tagliato e 27 casse contenenti le opere d’arte furono imbarcate, insieme alla vedova Allende, alle figlie dell’ex Presidente e ad altri esiliati cileni, su un volo diretto in Messico. Le tele, appartenenti alla collezione Alvar Carrillo Gil e Carmen Tejero, sopravvissero alla devastazione giungendo nel paese che per primo si era professato apertamente ostile alla dittatura cilena.

Bologna, 18/10/2017. PRESENTAZIONE ALLA STAMPA DE “LA MOSTRA SOSPESA” A PALAZZO FAVA A BOLOGNA: I MURALISTI MESSICANI OROZCO, RIVERA, SIQUEIROS PER LA PRIMA VOLTA IN EUROPA. Foto Paolo Righi/Meridiana Immagini
Foto Paolo Righi/Meridiana Immagini

L’esposizione pendiente non fu dunque realizzata fino al 2015, anno in cui venne allestita in Cile. Dopo aver inoltre attraversato l’Argentina nel 2016 e il Perù nel 2017, in questi giorni, e fino al 18 febbraio 2018, México “La mostra sospesa” – Orozco, Rivera, Siqueiros può essere visitata per la prima volta in Europa, a Bologna, nella splendida cornice di Palazzo Fava. La mostra rappresenta dunque una rinascita, la prosecuzione nel tempo di un atto rivoluzionario sia per l’incredibile vicenda che l’ha coinvolta, sia per l’universo dei suoi protagonisti riversato su tela. I quadri esposti narrano infatti il Messico, la sua storia, la cultura e le tradizioni che lo resero importante, e rappresentano una sorta di ricco retrobottega dell’arte di José Clemente Orozco, Diego Rivera e David Alfaro Siqueiros, conosciuti soprattutto per le loro opere murali. I tre artisti furono infatti investiti dell’importante incarico di sensibilizzazione delle masse nella riforma culturale che il governo Obregòn volle avviare dopo la rivoluzione del 1910 attraverso i loro murales didascalici di cui numerosi bozzetti preparatori sono presenti nella mostra bolognese.

Bologna, 18/10/2017. PRESENTAZIONE ALLA STAMPA DE “LA MOSTRA SOSPESA” A PALAZZO FAVA A BOLOGNA: I MURALISTI MESSICANI OROZCO, RIVERA, SIQUEIROS PER LA PRIMA VOLTA IN EUROPA. Foto Paolo Righi/Meridiana Immagini
Foto Paolo Righi/Meridiana Immagini

Percorrendo lo spazio dedicato alle tele di Orozco ci si potrà imbattere nel suo inverno metropolitano, fatto di veloci uomini in bombetta, si potrà essere testimoni di atroci combattimenti, di terribili massacri e di lugubri veglie funebri, frutto di guerre e odio; si potrà respirare la caliente atmosfera dei cabaret, tra balli sensuali e risse burrascose, e riconoscere lo spirito blasfemo del pittore che raffigurò un Cristo rivoluzionario che distrugge la sua croce. “Una mascherata drammatica e barbara” di cui il popolo sembra essere l’ignaro protagonista, è questa la storia per il pittore di Ciudad Guzmán; Broadway, Paesaggio urbano e Il Marciapiede sembrano narrare l’esperienza nella Grande Mela di Orozco, il progresso galoppante e l’alienazione che ne stava derivando.

José Clemente Orozco Riña en un cabaret, 1944 Óleo sobre madera Soporte 61.3 x 81.5 cm Marco 93.7 x 114.5 x 3 cm Museo de Arte Carrillo Gil
José Clemente Orozco
Riña en un cabaret, 1944
Óleo sobre madera
Soporte 61.3 x 81.5 cm
Marco 93.7 x 114.5 x 3 cm
Museo de Arte Carrillo Gil

Che l’attività artistica del secondo protagonista di questa mostra, Siqueiros, non possa essere disgiunta dalle sue idee politiche è riscontrabile nelle numerose tele a sfondo rivoltoso come quella preparatoria per il murale del castello di Chapultepec, che ha come soggetto il guerrigliero messicano Zapata, e Caino negli Stati Uniti, dove un episodio biblico viene riletto in un’inedita chiave di lettura contemporanea. Canyon e Paesaggio roccioso con figure rivelano l’attenzione del pittore al paesaggio, che spesso si fonde anche con gli esseri umani, e il pionieristico utilizzo di materiali sintetici ci mostra l’innovazione tecnica insita nella sua pittura.

David Alfaro Siqueiros Caín en los estados unidos, 1947 Piroxilina sobre madera comprimida Obra 77 x 93 cm Museo de Arte Carrillo Gil
David Alfaro Siqueiros
Caín en los estados unidos, 1947
Piroxilina sobre madera comprimida
Obra 77 x 93 cm
Museo de Arte Carrillo Gil

Donna in verde, Maternità, Il riposo del pittore e il ritratto del poeta, artista e critico letterario russo Maximiliano Volonchine sono le tele cubiste esposte a Palazzo Fava del primo Diego Rivera amico di Picasso, Apollinaire e Modigliani il quale poi rivolgerà la sua attenzione all’arte pre-ispanica, considerandola una sua prediletta fonte d’ispirazione. L’ocra della terra, i costumi, la forza lavoro e le tradizioni messicane prendono forma nei restanti lavori in mostra di Rivera; ne La bambina Lupita Cruz a tre anni s’intravede una dolce connessione all’arte di Frida Khalo. Il nastro dipinto nel quale si presenta la piccola all’interno della tela sembra essere tacitamente collegato a quello che la pittrice inserì nel doppio ritratto che la raffigurava insieme al marito.

La niña Lupita Cruz a los 3 años, 1954 Óleo sobre tela 119 x 80 cm Colección particular en comodato, Museo Nacional de Arte
La niña Lupita Cruz a los 3 años, 1954
Óleo sobre tela
119 x 80 cm
Colección particular en comodato, Museo Nacional de Arte

Le quasi 70 opere appartenenti al Museo Carrillo Gil, al Museo Nacional de Arte e al Museo de Veracruz vi aspettano a Bologna per raccontare le vicende di una nazione, la vita di tre grandi artisti e i valori universali di uguaglianza e giustizia di cui le loro opere si fanno manifesto. La mostra pendiente è come la Guernica di Picasso che, per volere del suo autore, non toccò terra spagnola fino alla morte di Francisco Franco e dimostra, ancora una volta, che l’arte può essere potente, veicolare pensiero e farsi portavoce dei popoli in lotta per la libertà.

José Clemente Orozco El invierno, 1932 Óleo sobre tela Soporte 38.6 x 46.4 cm Marco 76.2 x 83.7 x 5.1 cm Museo de Arte Carrillo Gil
José Clemente Orozco
El invierno, 1932
Óleo sobre tela
Soporte 38.6 x 46.4 cm
Marco 76.2 x 83.7 x 5.1 cm
Museo de Arte Carrillo Gil

Per maggiori info sulla mostra, clicca qui.

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Elisabetta Severino

Elisabetta Severino

Instancabile viaggiatrice e inguaribile iperattiva si concede raramente del puro relax e nella frenesia delle sue giornate convulsive da ufficio stampa di due teatri l’otium di cui sente più la mancanza è quello letterario. Rimbaud, Verlaine e Baudelaire sono tre delle tante ragioni che l’hanno spinta diverse volte a trasferirsi oltralpe. È cresciuta in una casa piena di libri e si è convinta che la vita è troppo breve per poterli leggere tutti. Lealtà, giustizia e umiltà sono i valori in cui crede e quando esce di casa la mattina spera di poterci ritornare avendo imparato qualcosa di nuovo. Un’enorme coppa di gelato all’amarena, un bel libro, un concerto di Ludovico Einaudi e un biglietto aereo acquistato la rendono la persona più felice del mondo.
Elisabetta Severino

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