Pablo Picasso, l’artista e le opere: da Roma a Verona

Pablo Picasso, l’artista e le opere: da Roma a Verona

ITALIA – Pablo Picasso: Aprono quasi in contemporanea a Roma e a Verona due mostre dedicate ad una delle figure più importanti e rivoluzionarie dello scenario artistico del XX secolo.

È stata inaugurata il 14 ottobre 2016 nello spazio espositivo del Museo dell’Ara Pacis di Roma, PICASSO IMAGES. Le opere, l’artista, il personaggio, rassegna fotografica composta da 176 scatti provenienti dal ricco fondo del Musée Picasso di Parigi. Il percorso espositivo, articolato in tre sezioni, indaga l’artista in relazione al mezzo fotografico, di cui coglierà la potenziale utilità nel diffondere le proprie opere e la propria immagine. Oltre alle fotografie in mostra anche una selezione di dipinti, sculture, disegni e riproduzioni dell’artista.

Nella prima sezione (1901-1921) si collocano gli scatti che immortalano Picasso come pittore nel suo atelier, tra le sue opere, da vero protagonista dell’arte; poi, dilettandosi personalmente nella fotografia, farà di essa un mezzo di riproduzione delle proprie opere da mostrare ai collezionisti.
La seconda (1932-1962) ripercorre le più proficue collaborazioni: da Brassaï, fotografo di origine ungherese, che immortalò le sue sculture, ancora sconosciute, per la rivista Minotaure, a Dora Maar, che documentò le fasi creative di Guernica, mostrando per la prima volta, attraverso il mezzo fotografico, il processo creativo dell’artista e la metamorfosi dell’opera. Infine, l’incontro con André Villers, giovane fotografo apprendista, da cui scaturì una creazione a quattro mani con la fusione tra il découpage di Picasso e l’interpretazione fotografica del giovane.
L’ultima sezione (1944-1971) porta davanti ai nostri occhi la scelta dell’artista, all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, di posare per riviste internazionali di fronte a celebri nomi come Robert Capa, Robert Doisneau, Henri Cartier- Bresson, Arnold Newman; a questo punto la fotografia non è più solo lo strumento di diffusione delle sue opere ma il mezzo di costruzione della sua personale immagine di artista moderno: sfruttando la diffusione della stampa illustrata, Picasso contribuirà personalmente a far nascere e ad alimentare il mito della sua persona.

Diversa nei contenuti è l’esposizione Picasso. Figure (1906-1971), aperta dal 15 ottobre 2016 presso Palazzo Forti, all’Arena Museo Opera di Verona; qui, attraverso circa 90 opere di pittura, scultura e arti grafiche provenienti dal Musée national Picasso, si ripercorre l’intera esperienza creativa dell’artista, nell’arco temporale che va dal 1906 fino agli anni inizi degli anni Settanta.

Il percorso espositivo, articolato in sei sezioni, permette di comprendere a pieno l’importanza che l’artista attribuiva alla figura umana, mostrando come essa, nel corso di tutta la sua vita, abbia svolto un ruolo fondamentale all’interno della sua riflessione artistica, divenendo quasi un’ossessione.
Si inizia dalla frammentarietà della decostruzione e ricostruzione cubista (1907-1916), forse la più celebre del genio picassiano, a cui appartengono, tra le opere presenti in mostra, Studio per Les Demoiselles d’Avignon e Uomo con mandolino; la pittura non rappresenta più fedelmente la natura da un unico punto di vista ma, attraverso la geometria delle forme, la realtà viene presentata simultaneamente nella sua totalità.
Il soggiorno romano del 1907 con la collaborazione alle scenografie e ai costumi dei Ballets Russes, vedrà la riflessione dell’artista sul tema della figura mediato attraverso l’arte classica italiana; disegni, pastelli e dipinti in cui la linea classicista viene reinventata (1917-1924) in direzione di una plasticità quasi scultorea che supera la frammentarietà incontrata finora.
Il Surrealismo, di cui venne pubblicato il manifesto nel 1924, permette a Picasso (1925-1936) di esplorare inconscio e interiorità dando vita a figure filiformi, acrobati dal movimento libero e deformi personaggi senza corpo oppure metamorfosi chimeriche come quella del Minotauro.
La guerra civile spagnola è legata, come sappiamo, ad una delle più celebri opere di Picasso: Guernica; ma le figure e i ritratti legati agli orrori della guerra (1937-1945) proseguiranno: Donna che piange, in mostra, ispirata al bombardamento di Leida, racchiude in sé gli strazi di tutte le madri per i loro figli, quasi immagine di una nuova Pietà.
Nel Dopoguerra assistiamo al tentativo di ritorno alle origini di Picasso (1945-1953), ricorrendo ad un nuovo primitivismo di stampo bucolico, in cui la linea sinuosa va a tessere i profili delle sue modelle: la Donna-fiore è Françoise Gilot, giovane pittrice, di cui Picasso realizzerà numerosi ritratti su carta velina, destinati alla pietra litografia.
L’ultima sezione (1954-1972) illustra gli ultimi venti anni della vita dell’artista: emerge la riflessione sui grandi maestri, soffermandosi soprattutto su Le donne di Algeri di Delacroix e la Le Déjeuner sur l’herbe di Manet; si ravvisa la propensione a farsi immortalare da celebri fotografi, da solo o in compagnia, calandosi totalmente in quella messa in scena che è l’arte.

PICASSO IMAGES. Le opere, l’artista, il personaggio. A Roma.

Museo dell’Ara Pacis di Roma dal 14 ottobre 2016 al 19 febbraio 2017.
A cura di Violette Andres e Anne de Mondenard; la mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali; ideata da Electa in collaborazione con il Musée national Picasso-Paris e organizzata con Zètema Progetto Cultura.

Picasso. Figure (1906-1971) a Verona.

Palazzo Forti – AMO (museo Fondazione Arena Verona) dal 15 ottobre 2016 al 12 marzo 2017.
A cura di Emilie Bouvard, conservatrice del Musée National Picasso; la mostra è organizzata da Arthemisia Group in collaborazione con il Musée National Picasso – Parigi.

Dora Maar, Pablo Picasso su una scala mentre dipinge Guernica nell’atelier di rue des Grands-Augustins, Parigi, maggio-giugno 1937
Dora Maar, Pablo Picasso su una scala mentre dipinge Guernica nell’atelier di rue des Grands-Augustins, Parigi, maggio-giugno 1937
Pablo Picasso, Femme à la montre
Pablo Picasso, Femme à la montre, Huile sur toile

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Giulia Chellini

Silenziosa scrutatrice, appassionata di arte e restauro; spesso sogno ad occhi aperti il mondo come dovrebbe essere per dimenticare il mondo come è..ed intanto perdo l’autobus. Fotografo dettagli insignificanti, cerco quadrifogli nei prati e parlo con i gatti. Penso che lo scopo della vita sia racchiuso nella parola “scoprire”: luoghi, cose e persone.
Giulia Chellini

2 Responses to "Pablo Picasso, l’artista e le opere: da Roma a Verona"

  1. franco   28 Agosto 2017 at 09:23

    una bella rassegna, io posseggo un dipinto cubismo 1909 chiuso in un covò che ogni tanto vede la luce a casa mia, vorrei e sarebbe bello farlo vedere assieme agli altri quadri di quell’epoca. come si fa ad entrare in contatto con qualche persona, e parlarne? grazie

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    • Fabiola Cinque
      Fabiola Cinque   2 Settembre 2017 at 23:26

      Franco buonasera. Lei non conosce un critico d’arte o collezionista? Ci vuole ovviamente una persona molto, ma molto di fiducia! Anche per questo non reggo pubblico il suo commento. Quando si possiede un valore tale è meglio non divulgarlo troppo.
      Ad ogni modo in che città vive?

      Rispondi

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