Palazzo Barberini, due mostre: Giovanni da Rimini e Filippo Lippi

Palazzo Barberini, due mostre: Giovanni da Rimini e Filippo Lippi

ROMA – Fino al 18 febbraio 2018 il tradizionale percorso museale di Palazzo Barberini sarà arricchito da due mostre: Giovanni da Rimini. Passato e presente di un’operaAltro Rinascimento. Il giovane Filippo Lippi e la Madonna di Tarquinia.

Ancora una volta nella sede delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma in Palazzo Barberini ci troviamo di fronte a due “piccole” mostre, inserite con coerenza e criterio all’interno del percorso museale; non una novità per questa sede museale che ha offerto molti spunti interessanti nella programmazione dell’ultimo anno, durante il “nuovo corso” intrapreso.

Poche opere, raccolte intorno ad un pezzo della collezione: un approfondimento diretto a quel singolo capolavoro che però permette di conoscere maggiormente il contesto di provenienza, le relazioni, le fonti di ispirazione, quali elementi un artista decide di conservare rispetto al passato e quali vengono completamente rivoluzionati: tutti aspetti fondamentali e necessari alla lettura e interpretazione completa di un’opera d’arte. Dunque, non mostre semplicemente “commerciali” o “di spettacolo”, ma finalizzate alla comprensione profonda della storia dell’arte.

palazzo-barberini-giovanni-da-riminiNella giusta posizione temporale all’interno del percorso espositivo, si apre la sala dedicata a Giovanni da Rimini. Passato e presente di un’opera. Qui, possiamo ammirare la tavola con Storie dei Santi di Giovanni da Rimini, proveniente dalla National Gallery di Londra 

L’opera venne acquistata nel 2015 dal museo grazie al contributo generoso di Ronald S. Lauder. La mostra romana è un’occasione rara di vedere la tavola londinese accanto a quella, molto simile, custodita a Palazzo Barberini, con le Storie di Cristo. Entrambe attribuite a Giovanni da Rimini, sono state considerate per lungo tempo parte di un unico dittico vista la loro somiglianza stilistica e compositiva, ipotizzando un loro legame con l’importante convento eremitano di Sant’Agostino a Rimini.

Non si hanno notizie certe sulla loro storia ma troviamo entrambe nella collezione dei Barberini alla fine del Seicento: idealmente tornano lì dove si incontrarono prima di intraprendere strade diverse: quella oggi a Londra entrò nella collezione Camuccini per essere poi acquistata da Algernon Percy, IV duca di Northumberland ed infine portata in Inghilterra nel 1825. La tavola rimasta in Italia, invece, entrò nella collezione Sciarra e fu acquistata dallo stato italiano nel 1897.

Giovanni da Rimini è un nome poco noto al grande pubblico ma è bene sapere che fu uno dei più precoci e proficui esponenti della pittura riminese del Trecento; un artista che recepì la portata rivoluzionaria del linguaggio di Giotto, con cui ebbe modo di confrontarsi in seguito al suo passaggio in città intorno al 1300. Fu, dunque, parte attiva nel rinnovamento della pittura adriatica; il Crocifisso nella Chiesa di S. Francesco (Mercatello) e gli affreschi del convento di Sant’Agostino a Rimini, mostrano come il pittore comprenda la lezione giottesca a cominciare dalla scansione maestosa dello spazio. 

Accanto a queste due tavole, è esposta quella con Storie della Passione di Cristo (1330-35) realizzata da Giovanni Baronzio e oggi a Palazzo Barberini: è evidente come l’influenza del più anziano Giovanni fosse presente nella successiva generazione di pittori riminesi.

Palazzo BarberiniDa qui, facciamo un salto in avanti; la mostra Altro Rinascimento nasce per celebrare il centenario della scoperta della Madonna di Tarquinia di Filippo Lippi (1406 – 1469). L’opera, datata 1437, venne identificata nel 1917 dallo storico dell’arte Pietro Toesca in una fortunata ricognizione nella chiesa suburbana di Santa Maria in Valverde a Tarquinia ed oggi appartiene alla collezione di Palazzo Barberini.

In quest’occasione è stato selezionato un ristretto ma significativo numero di opere che ci permette di comprendere il decisivo cambiamento che si manifestò all’interno della pittura di Filippo Lippi, materializzatosi proprio in quest’opera.

Punto di partenza di tale progresso fu Masaccio, di cui in mostra il San Paolo (1426) di Pisa; indubbia la vicinanza del Lippi al maestro fiorentino nelle sue esperienze iniziali; grazie al confronto ravvicinato delle opere è possibile osservare come quel rigore prospettico che caratterizzò il linguaggio di Masaccio (e di Brunelleschi), ereditato dal Lippi, venga aggiornato sfociando in una linea che definisce una spazialità tutta nuova e va a plasmare il personale linguaggio del nostro artista.

In questo cambiamento, un ruolo fondamentale va attribuito sicuramente a Donatello, di cui è qui esposto lo Spiritello ceroforo (Parigi), che Filippo Lippi ebbe modo di vedere poichè è evidente la citazione che ne fa, all’interno della sua tavola, nel Bambino che abbraccia la Vergine con slancio impetuoso.

Palazzo BarberiniNell’imponente Annunciazione con donatoridei primi anni del Quattrocento, custodita anch’essa a Palazzo Barberini, Lippi ha condensato gli elementi che definiscono il suo stile personale: una  pittura ornata e gratiosa (C. Landino, 1481) di cui viene spesso celebrata la bellezza soave e sensuale delle sue Madonne, la linea elegante che definisce e racchiude le cromie cangianti.

Nella sala precedente a quella dedicata al pittore e al contesto artistico fiorentino, è esposta la documentazione sull’opera proveniente dall’Archivio Centrale di Stato: la corrispondenza del ritrovamento con annesse foto e le richieste di interventi di restauro.

Palazzo BarberiniAlla scoperta dell’opera seguì, a poca distanza, il ritrovamento in un magazzino del convento di S.Marco a Tarquinia, della cornice originaria di cui allora venne documentato lo stato di conservazione; dunque, quella che vediamo oggi a corredo della tavola, è l’esemplare originale, probabilmente progettata da Lippi stesso.

L’altro piccolo nucleo di oggetti in mostra si sofferma sulla figura del committente, il  cardinale Giovanni Vitelleschi che vediamo ritratto in una xilografia nel volume di Paolo Giovio; accanto ad essi una tavoletta del pittore umbro marchigiano Tommaso da Foligno e un reliquiario argenteo commissionato dal cardinale.

Vi segnaliamo che il biglietto di ingresso alla Galleria Nazionale di arte antica prevede la possibilità di accedere non solo alla sede di Palazzo Barberini ma anche alla Galleria Corsini; inoltre esso è valido dal momento della timbratura per 10 giorni in entrambe le sedi.

Altro Rinascimento. Il giovane Filippo Lippi e la Madonna di Tarquinia, a cura di Enrico Parlato.

Giovanni da Rimini. Passato e presente di un’opera, a cura di Alessandro Cosma.
Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma – Palazzo Barberini 
17 novembre 2017 – 18 febbraio 2018

Palazzo Barberini – Giovanni da Rimini e Filippo Lippi

Palazzo Barberini - Giovanni da Rimini
Palazzo Barberini – Giovanni da Rimini

Palazzo Barberini - Giovanni da Rimini
Palazzo Barberini – Giovanni da Rimini

Palazzo Barberini - Giovanni da Rimini
Palazzo Barberini – Giovanni da Rimini

Palazzo Barberini - Giovanni da Rimini
Palazzo Barberini – Giovanni da Rimini

Palazzo Barberini - Giovanni da Rimini
Palazzo Barberini – Giovanni da Rimini

Palazzo Barberini - Filippi Lippi
Palazzo Barberini – Filippi Lippi

Palazzo Barberini - Filippi Lippi
Palazzo Barberini – Filippi Lippi

Palazzo Barberini - Filippi Lippi
Palazzo Barberini – Filippi Lippi

Palazzo Barberini - Filippi Lippi
Palazzo Barberini – Filippi Lippi

Palazzo Barberini - Filippi Lippi
Palazzo Barberini – Filippi Lippi

Palazzo Barberini - Filippi Lippi
Palazzo Barberini – Filippi Lippi

Palazzo Barberini - Filippi Lippi
Palazzo Barberini – Filippi Lippi

Palazzo Barberini - Filippi Lippi
Palazzo Barberini – Filippi Lippi

Palazzo Barberini - Filippi Lippi
Palazzo Barberini – Filippi Lippi

Palazzo Barberini - Filippi Lippi
Palazzo Barberini – Filippi Lippi

Palazzo Barberini - Filippi Lippi
Palazzo Barberini – Filippi Lippi

Palazzo Barberini - Filippi Lippi
Palazzo Barberini – Filippi Lippi

Palazzo Barberini - Filippi Lippi
Palazzo Barberini – Filippi Lippi

Palazzo Barberini - Filippi Lippi
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Palazzo Barberini - Filippi Lippi
Palazzo Barberini – Filippi Lippi

Palazzo Barberini - Filippi Lippi
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Giulia Chellini

Silenziosa scrutatrice, appassionata di arte e restauro; spesso sogno ad occhi aperti il mondo come dovrebbe essere per dimenticare il mondo come è..ed intanto perdo l’autobus. Fotografo dettagli insignificanti, cerco quadrifogli nei prati e parlo con i gatti. Penso che lo scopo della vita sia racchiuso nella parola “scoprire”: luoghi, cose e persone.
Giulia Chellini

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