A Palazzo Morando un outfit perfetto per ogni occasione

A Palazzo Morando un outfit perfetto per ogni occasione

MILANO – Dal 20 dicembre Palazzo Morando dedica una mostra agli outfit del Novecento, dalla Belle Époque agli anni ’90.  Fra le creazione anche un abito di Armani realizzato per la notte degli Oscar.

Abiti da sposa lunghi o corti, bianchi o blu; paillettes, strass e chiffon per serate di gala. Scarpe e borse in raso, décolleté a cuore o profondi scolli sulla schiena. Ogni dettaglio parla di una precisa donna e della sua vita, fra scelte di gusto ed eventi mondani.

L’esposizione a Palazzo Morando, dal titolo Outfit ‘900, a cura di Gian Luca Bovenzi, Barbara De Dominicis e Ilaria De Palma è composta da oltre venti abiti testimoni inconsapevoli, dalla Belle Époque agli anni ’90, dell’eleganza femminile. L’abito non parla solo di occasioni d’uso o di momenti storici, ma racconta anche il passato e lo stile di chi li ha indossati.

Oufit '900 Palazzo Morando

Memorie e ricordi di mamme, figlie, nonne e nipoti conducono lo spettatore a riscoprire gli eventi speciali per cui questi vestiti sono stati realizzati. Come scrive la curatrice Ilaria De Palma nel catalogo “Fondamentale, per la realizzazione della mostra, è stato (…) il contatto diretto con alcuni donatori, interpellati dal Museo affinché raccontassero le storie della loro famiglia e delle donne che vestirono gli abiti magnifici che ora appartengono a tutti“.

Queste preziose e inedite mise danno vita, dunque, a infinite storie e si legano profondamente alla donna che li ha indossati, come il singolare abito da sposa in velluto blu del 1937 portato da Carla Banfi Fumagalli per il suo matrimonio o il blouson dalle maniche lunghe a chimono di Krizia del 1988 appartenuto alla gallerista Claudia Gianferrari.

Oufit '900 Palazzo Morando

In esposizione troviamo creazioni firmate da sartorie milanesi e stilisti internazionali da Yves Saint-Laurent a Dior, fino a Pucci e Krizia. Eccezionale ospite d’onore, l’abito di Giorgio Armani indossato da Glenn Close per la cerimonia degli Oscar nel 1994.

Un percorso espositivo che consente, altresì, di conoscere le esigenze e il ruolo assunto dalle donne nei vari momenti storici ed economici del XX secolo. Nelle due sezioni, giorno e sera, si alternano fogge dinamiche ad abiti ricchi e vaporosi, linee sottili a forme curve e gonne fiorenti tipiche del New look. Le gambe si liberano o si scoprono, le gonne si accorciano o si allungano, così come le rigide distinzioni fra le diverse occasioni d’uso vengono meno fra gli anni Sessanta e Settanta.

Una curiosità? Due abiti da sera, degli anni Venti, sono stati restaurati nel corso del 2017 ad opera di Tessili Antichi e grazie al sostegno dell’Associazione Dimore Storiche Italiane. In mostra potrete scoprire tutte le fasi che hanno portato al restauro dei capi.

INFO Mostra:
Outfit ‘900
Abiti per le grandi occasioni nella moda di Palazzo Morando
a cura di Gian Luca Bovenzi, Barbara De Dominicis, Ilaria De Palma

20 dicembre 2017 – 4 novembre 2018

Palazzo Morando | Costume Moda Immagine
via Sant’Andrea 6 – primo piano, sale espositive

http://www.civicheraccoltestoriche.mi.it/

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Sonia Catena

Sonia Catena

Viaggiatrice accanita e affamata di moda, arte e design, mi sposto costantemente sulla penisola italiana dal 2004, anno in cui dopo la maturità decisi di trasferirmi a Rimini e poi a Bologna per  l’Università. Con una laurea in moda e una specialistica in arte contemporanea amo creare delle interconnessioni fra queste discipline per organizzare eventi culturali a Milano. La tesi in semiotica mi ha insegnato a guardare il mondo con un’altra prospettiva e da lì è nato il mio progetto Ridefinire il Gioiello.  Affianco all’attività di curatela quella di addetta stampa, comunicazione e docenza (LABA di Rimini, “Fashion Writing”  IED – Firenze). La mia parola d’ordine? Scoprire sempre qualcosa di nuovo, ridefinire un sistema e rivoluzionarlo. Ho un’insaziabile bisogno di libertà d’espressione e di uscire dai tracciati tradizionali per organizzare costantemente nuovi eventi e progetti. Amo viaggiare di paese in paese e spaziare con la mente, chi mi conosce ha quasi paura quando dico “mi è venuta un’idea!”. Chiusa in ufficio o fare un lavoro di routine mi rende una mina vagante, mi sento una libera professionista sino al midollo, una ricchezza che mi permette di avere continuamente stimoli e idee. Il treno è la mia seconda casa, la prima non lo so ancora se a Milano, Bologna, Rimini, Firenze o Roma. La frase che mi rappresenta? “Le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare piani” dal film Mine Vaganti di Ferzan Özpetek.
Sonia Catena

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