Picasso Images all’Ara Pacis mostra l’inedito Picasso fotografo

Picasso Images all’Ara Pacis mostra l’inedito Picasso fotografo

ROMA – Picasso Images. Fino al 19 febbraio 2017 è possibile visitare la rassegna fotografica composta da circa duecento scatti provenienti dal ricco fondo del Musée national Picasso di Parigi, che detiene la più ricca collezione al mondo di opere dell’artista spagnolo; le fotografie, prevalentemente in bianco e nero, si susseguono nell’efficiente e già nota essenzialità dello spazio espositivo del Museo dell’Ara Pacis di Roma.

Il percorso di Picasso Images. Le opere, l’artista, il personaggio è articolato in tre sezioni che scandiscono le fasi di utilizzo del mezzo fotografico da parte di Picasso: dai primi approcci funzionali alla sua produzione artistica (1901-1921), si procede verso importanti collaborazioni (1932-1962) tramite le quali Picasso maturerà una maggiore consapevolezza delle potenzialità della fotografia, veicolo di divulgazione non più solo delle sue opere bensì anche della sua figura (1944-1971).9____Robert_Capa____International_Center_of_PhotographyMagnum_Photos-2836-800-600-80
I primi scatti, tra i quali i pochi a colori esposti di Roberto Otero, mettono da subito in evidenza il duplice binario su cui si muoverà l’intera mostra: l’alternanza tra il Picasso-artista, qui ripreso accanto al quadro L’homme au chapeau, e il Picasso-uomo, immortalato in spiaggia a Cannes mentre prende il sole con un cappello di paglia.
Trasversale, infatti, in tutto il percorso espositivo è la volontà, comune a quasi tutti i fotografi che lo scelsero come soggetto, di offrire un suo ritratto non unicamente come artista ma anche e soprattutto come uomo: spesso di fronte a queste foto, per quanto possibile, ci dimentichiamo del suo essere pittore, poiché, spoglio da questa sua pesante identità, lo ritroviamo nella familiarità della sua casa, mentre siede sul fondo del suo letto (Edward Quinn), al mare mentre bacia dolcemente il figlio (Robert Capa), sulla spiaggia seguendo Françoise Gilot con un ombrellone (Robert Capa) oppure al ristorante insieme agli amici, in costume alla corrida con i figli (Renè Burri), o ancora, immortalato in festa, mentre suona una tromba in strada a Vallauris (Luc Fournol). Piccoli momenti di quotidianità, talvolta banale, resi celebri ed eterni. Familiarità e intimità che, oltre a svelare la componente umana dell’artista, mostrano il tipo di rapporto che egli costruì con i fotografi con cui entrò a contatto.

La prima collaborazione importante che incontriamo nel percorso è quella con Brassaï (1899-1984), fotografo di origine ungherese; egli si concentra principalmente sulla figura di Picasso-artista, proponendo scatti che immortalano i suoi ateliers, da quello di Boisgeloup, dalla cui porta aperta e sorvegliata da un cane si intravedono le sculture in gesso a quello presso rue La Boétie o l’atelier di rue des Grands-Augustins.
Le stesse sculture in gesso custodite presso Boigelaup, Tete de femme (1931) e Buste de femme (1931), sono immortalate in singoli scatti che, attraverso un intenso chiaroscuro, sembrano animarle; in mostra anche i disegni dell’artista relativi a queste opere.
Le fotografie di Brassaï degli strumenti utilizzati dal pittore rientrano nella volontà di caratterizzare Picasso nel suo lavoro: tele bianche, tavolozza e pennelli che poggiano su un tavolino precario o un pavimento macchiato di colore, sicuramente vissuto.

Al 1935 risale l’incontro con la fotografa professionista Dora Maar (1907-1997) ed i due divennero amanti; particolarmente rilevante è la presenza in mostra degli scatti dedicati a Guernica realizzati nel maggio-giugno del 1937: la celebre opera, divisa a metà, è riprodotta in fotografie che registrano la progressione temporale del quadro, per un totale di otto scatti che ben evidenziano la complessità della metamorfosi dell’opera; a partire dal solo tracciato lineare progressivamente le tonalità nere, grigie e bianche si impongono nella composizione, gli scuri riempiono la tela fino all’annerimento progressivo che raggiunge il massimo della sua drammaticità ad opera conclusa; nelle successive foto compare anche Picasso, intento a lavorare: davanti a Guernica, dipingendo su una scala, prima ripreso da un punto di vista ravvicinato, poi da lontano, in una visione totale che coglie l’artista insieme all’opera, risultato del processo creativo precedentemente immortalato.

La collaborazione con il giovane fotografo André Villers (1930-2016) è forse la più creativa, artisticamente parlando, poiché porterà alla realizzazione di suggestive creazioni artistiche a quattro mani.
Inizialmente fotografo nel suo atelier, Villers diverrà ben presto protagonista, insieme a Picasso, di un connubio tra impressioni fotografiche e découpage.
Sagome scontornate vengono sovrapposte a scorci fotografici tradizionali in cui, sfruttando la trasparenza e la sovrapposizione dei materiali, si raggiungeranno risultati inediti: interponendo tra la carta fotosensibile e la sorgente luminosa svariati materiali come fogliami, piume o segatura, si ottengono particolari trame riempitive, giocando così con l’espressività del negativo/positivo.
In un’ulteriore sperimentazione, da alcune lastre fotografiche impressionate in nero, Picasso raschiò via l’emulsione permettendo così la ripresa fotografica di ciò che è oltre la lastra, attraverso quella trasparenza.

Probabilmente l’assidua frequentazione con fotografi, divenuti poi suoi amici, farà maturare in Picasso una sempre maggiore consapevolezza nei confronti del mezzo fotografico, non più solo veicolo di diffusione funzionale alla produzione artistica ma ormai strumento in grado di divulgare la sua immagine, come artista ma soprattutto come uomo, di fatto contribuendo a creare e rendere immortale quell’aura mitica che ancora oggi lo contraddistingue
Particolari le fotografie di Gjon Mili che ritrae più volte Picasso intento in veri e propri disegni spaziali: con l’ausilio di una penna luminosa, l’artista traccia i contorni di un toro e di un centauro. In una stanza buia, affinché la pellicola possa rimanere impressionata dalla traccia luminosa, viene immortalata l’azione dell’artista che proietta nello spazio l’immagine costruitasi nella sua mente.
Avviandoci verso la fine del percorso, troviamo tre foto di Brassaï con un ingrandimento delle mani di Picasso: quasi a ricordarci che è attraverso di esse che la genialità creativa del Picasso-artista si unisce alla sensibilità del Picasso-uomo in un connubio inseparabile che si concretizza nelle sue opere d’arte.

Picasso Images. Le opere, l’artista, il personaggio. A cura di Violette Andres e Anne de Mondenard.
14 ottobre 2016 – 19 febbraio 2017
Per maggiori informazioni consultare il sito del Museo dell’Ara Pacis

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Giulia Chellini

Giulia Chellini

Silenziosa scrutatrice, appassionata di arte e restauro; spesso sogno ad occhi aperti il mondo come dovrebbe essere per dimenticare il mondo come è..ed intanto perdo l’autobus. Fotografo dettagli insignificanti, cerco quadrifogli nei prati e parlo con i gatti. Penso che lo scopo della vita sia racchiuso nella parola “scoprire”: luoghi, cose e persone.
Giulia Chellini

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