Allegria del colore ed energia internazionale anticrisi a Pitti Uomo

Allegria del colore ed energia internazionale anticrisi a Pitti Uomo

di Fabiola Cinque

foto di Daniele Di Giorgio

Prima di andare alle sfilate milanesi, abbiamo trascorso tre giorni alla kermesse del Pitti Uomo che ci ha impresso una grande energia positiva rendendoci partecipi della crescita dei compratori stranieri, che con la loro partecipazione, e ponendo l’attenzione sulla moda italiana, incrementa un traino dai mercati esteri.

L’ottantreesima edizione di Pitti Uomo è stata come sempre una manifestazione internazionale che ha coinvolto tutto il mondo della moda, e l’internazionalità dei buyer, della stampa, dei brand esposti ci ha fatto completamente dimenticare la depressione della crisi italiana.

Girando vorticosamente tra tutti gli stand, gli eventi, le conferenze, sia interne alla struttura della Fortezza da Basso che nelle prestigiose location della città, ci siamo lasciati coinvolgere dalla prepotente creatività, stimolati dai vari brand e dai nuovi trends esposti.

Pantone

La gioia, l’allegria del colore ci ha contagiati. Non si poteva non partire dalla casa madre che ha inventato il colore, e per prima ha registrato tutte le sue modalità: la Pantone, che ci ha suggerito quali saranno le le tonalità regine della primavera alle porte. Opteremo certamente per colori freschi, solari e naturali.

E per l’inno al colore, ma anche alla tradizione, alla storia ed alla ricerca, ma soprattutto all’amore spasmodico che proviamo per i cappelli, abbiamo fatto una sosta d’obbligo allo stand della Borsalino.

Borsalino
Camper

A ruota seguiamo lo stand della Camper che ci conferma in raggi di bastoni colorati la tendenza dei colori solari.

Fino a fare un tuffo nella creatività di Lapo Elkann che con il suo marchio Italia Independent crea una join tra i suoi occhiali ed il costume Malibu prodotto da Bear.

Italia Indipendent

Anche il new designer Andrea Pompilio (Pompilio sfilava un anno fa a Pitti Uomo come New Performer dopo aver vinto l’edizione 2011 del concorso Who is on next), quest’anno ci ha divertito nei tagli e colori clown, nelle sperimentazioni estrose ed ironiche per un target assolutamente internazionale e non convenzionale ed estremamente young.

Poi siamo andati all’estremo opposto con la collezione di Erik Bjerkesjo, originario di un piccolo paese fuori Stoccolma, anch’egli vincitore di Who is on next Uomo 2012, che nella prestigiosa location di Villa Favard ci ha conquistato con l’assoluta prevalenza del bianco e nero. La sua moda optical e l’attenzione ai tessuti tecnologici che si sovrappongono in varie costruzioni geometriche hanno sfilato indossata da 35 modelli in una suggestiva e tortuosa passerella tra le stanze della villa, il tutto accompagnato da un rullio di tamburi di sottofondo che incrementa il contrasto passato/futuro.

The Musician

Dal giovane scandinavo siamo poi passati alla celebrazione dei cinquant’anni di Ben Sherman e del suo stile britannico. Ben Sherman trae la sua ispirazione dai minatori e dalle comunità minerarie inglesi degli anni ’50, creando un total look destinato all’uso e alla funzione, rinfrescato da una tavolozza di colori moderna e reso contemporaneo dalla costruzione sartoriale, con grande vestibilità e attenzione ai dettagli.

Ben Sherman

Così, sempre alla ricerca del colore, siamo passati all’alta moda per ritrovare lo storico marchio dell’alta sartoria napoletana, Kiton, brand leader che emerge con i suoi tessuti ed i suoi tagli, impreziositi abitualmente da accostamenti vivaci fatti da colori capresi e mediterranei. Qui veniamo sorpresi da una regressione al classico dei Gessati e Principe di Galles in una palette colori in cui si impongono le variazioni di grigi e le scale di blu.

Da qui siamo andati a visitare un altro brand che appartiene alla casa madre Kiton, ritrovando l’eleganza essenziale rivolta al gusto del bello di Sartorio. Questo brand pone attenzione al dettaglio artigianale volendo rinnovare lo stile e i tagli del passato in particolare degli anni 50 e 60 rivisitando i tessuti ed i colori. Molta attenzione viene data al “peso” dei filati e della calzature. E’ tutt’altra personalità quella che indossa Massimo Piombo. Designer prima del storico brand Piombo, ora con la sua linea ed una nuova interpretazione di moda, in una collezione opera d’arte per un uomo dandy ricco di personalità. E’ un dandy un po’ estroso che non vuole rimanere inosservato nella sua moda. Qui i tessuti ricercati come le lane italiane e le sete francesi, costruiscono giacche uniche dalle forme eccentriche perfettamente indossabili e libere interpretazioni della dinner jacket in varianti di colori, di lane e di velluti insoliti per una nuova visione di informal smoking.

Piombo

Per l’alta moda uomo non possiamo non citare la sfilata di Ermanno Scervino nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, dove i riflettori esaltavano i dettagli dei meravigliosi affreschi del Vasari ed il “Genio della Vittoria” di Michelangelo. L’uomo e la donna hanno sfilato a coppie sulla passerella in due collezioni in grande armonia, ma di una rigorosa classicità che forse si allontana un po’ dal glam sensuale dello stilista. E’ stata una bellissima sfilata ma priva di sorprese, forse logicamente suggestionata dall’imponenza della storia che ci circonda nella magnificenza di questi saloni. Qui Scervino ha avuto la grandissima possibilità di riscattare la storicità e l’antico splendore dell’Italia, mentre il suo concittadino Ferragamo aveva sfilato nel prestigiosissimo gota museale del Louvre in Francia ma non nella sua città Firenze.

Rimanendo nel casual ci ha fatto molto piacere il grande ritorno del Denim 9.2 di Carlo Chionna per un po’ assente dalla scena per aver intrapreso una difficile battaglia di salvaguardia del Made in Italy, vinta con il riconoscimento dall’associazione madeinitaly.org e con l’inserimento in ogni pantalone di uno speciale microchip che diviene carta d’identità contenente all’interno la registrazione di tutta la sua storia. La sua collezione sperimentale che presenta al Pitti, fonde creatività ed artigianalità, ricerca e manualità, tradizione ed avanguardia. La collezione è di 8 capi, 4 dedicati all’uomo e 4 per la donna, pezzi unici di respiro internazionale dall’anima rock. Il denim è il punto di partenza, il tessuto sul quale si concentra la sperimentazione che si esprime nella realizzazione di capi inimitabili ad alto tasso artistico ed all’insegna della qualità assoluta.

9.2 di Carlo Chionna

In conclusione siamo stati al Pitti Woman all’interno dell’area speciale dedicata alla Danimarca per vedere le proposte delle tendenze femminili ed abbiamo intervistato Michael Kristensen, uno dei massimi conoscitori della moda scandinava, tra i fondatori del Danish Fashion Institute e del concorso per giovani talenti. Stiefel ci ha raccontato del progetto che a “ombrello” racchiude i giovani designer scandinavi per riscattarli dall’immagine nota del minimal black e convertirli in uno spirito selvaggio e libero nei suoi colori. E’ la prima volta che sono qui in fiera e vogliono sfruttare questa grande opportunità che il Pitti, finestra sul mondo del fashion business, gli ha offerto. La lavorazione delle pelli e delle pellicce, tra l’altro dna della storia professionale di Stiefel, ci sorprende in intarsi negli accessori, in giacche e paltò dove esplodono con energia e colore, fino a sorprenderci dinanzi ad una giacca di volpe rasata tinta a tavolozza. Qui ci rendiamo conto che la volontà di una creatività wild parte dal desiderio di reinventare con il design un elemento, come la pelliccia, che rappresenterà il new fashion attraverso il new design.
Sì! La voglio! Animalisti non odiatemi ma per questa pelliccetta fucsia potrei fare pazzie.

Stiefel

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

2 Responses to "Allegria del colore ed energia internazionale anticrisi a Pitti Uomo"

  1. Lamberto Cantoni
    Lamberto   15 Gennaio 2013 at 23:39

    Acc…mi sono perso la moda scandinava. Grazie Fabiola per averla ricordata. Comunque ci avrei scommesso che l’uscita dal minimalismo estremo dei designer nordici sarebbe avvenuto con un’esplosione di colori folli. La pelliccia fucsia e’ da sballo.

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  2. Lamberto Cantoni
    Lamberto   16 Gennaio 2013 at 11:24

    si la la moda scandinava era great! e le pellicce assolutamente full color saranno il next trend!

    Rispondi

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