Premio Emilbanca-SetUp

Premio Emilbanca-SetUp

L’opera Lumaca di Alessandra Maio è stata consegnata a Marco Gattuso, coordinatore dei giovani di Emilbanca Bologna da Simona Gavioli, presidente di SetUp Art Fair e sarà esposta da novembre a gennaio all’interno della Filiale Emilbanca in Piazza Maggiore (BO). Grazie a una lente di ingrandimento posta vicino all’opera, sarà possibile leggere “Chi va piano va sano e va lontano” il testo scritto con una Bic e che crea la figura della lumaca.

Emilbanca ha fortemente voluto affiancarsi alla terza edizione di SetUp Art Fair. Banca e Arte, due realtà affini per spirito innovativo e sensibilità, hanno deciso di stabilire una sinergia puntando sui giovani talenti: i giovani di Emilbanca e i giovani di SetUp per realizzare un progetto che riunisce le due realtà.

Foto Emilbanca -SetUp
EMILBANCA organizzerà durante la Fiera, un Concorso con una giuria popolare che decreterà, nelle giornate di giovedì 23 e venerdì 24 gennaio 2015, tramite la votazione su apposita cartolina rilasciata all’ingresso, il vincitore del “Premio Emilbanca-Setup”.

All’artista vincitore verrà consegnato un riconoscimento durante la serata delle premiazioni e gli verrà data la possibilità di allestire una mostra personale all’interno della Filiale Emilbanca presente in via Mazzini (BO).

Tutti i visitatori, avranno tempo fino a domenica per esprimere il proprio giudizio sulle opere presenti a SetUp Art Fair. Le cartoline compilate e riposte nelle urne dislocate all’interno della fiera permetteranno a un votante di aggiudicarsi, tramite estrazione nella giornata di domenica, l’opera acquisita dall’Istituto di Credito, dell’artista Alessandra Maio.

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La curatrice Maria Letizia Tega dice di Alessandra Maio: “Il lavoro di Alessandra Maio è legato indissolubilmente alla parola e al suo segno grafico. L’inchiostro su carta usato nelle sue opere fissa il legame che la nostra società intrattiene con il linguaggio, fine e principio del mondo intellegibile. Perché se è vero che assistiamo a una costante ascesa e supremazia dell’immagine sulla parola, è altrettanto vero che le immagini rimandano sempre e continuamente a un significato, senza il quale sono soltanto un segno. I soggetti di Alessandra sono “animali” semantici che vivono della loro definizione letterale, la loro ossatura è costituita di parole in rapporto tra loro, ripetute all’infinito, da significato si tramutano in puro segno, in un continuo gioco di scatole cinesi. Il gioco riesce a coinvolgerci a più livelli: i supporti scelti per i suoi mantra sono residui della nostra infanzia, quaderni, cartoline, fogli quadrettati e cartoncini, risvegliano sensazioni sopite e accendono l’entusiasmo del piccolo esploratore che è in noi, mentre divertiti impugniamo la lente d’ingrandimento (sempre presente accanto alle opere di Maio) per scoprire che, quello che, all’apparenza, sembrava soltanto un animale, è molto di più”.

Redazione

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