Premio Francigena: parole in cammino per la Betti Editrice

Premio Francigena: parole in cammino per la Betti Editrice

TOSCANA – C’è ancora tempo per partecipare al Premio Francigena: Intanto parto… Racconti e parole in cammino è il titolo del secondo concorso letterario promosso dalla Betti Editrice Siena in collaborazione con la Regione Toscana e l’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF).

Dopo il grande successo dell’edizione Premio Francigena 2017, la Betti Editrice propone un nuovo concorso letterario, quest’anno dedicato solo ai racconti: con una maggiore attenzione ai giovani, è stata introdotta una specifica categoria under 25.

Viaggio, cammino e scoperta, la Francigena è divenuta sinonimo di tutto questo. Il Premio Francigena è dedicato a racconti inediti di autori, esordienti e non, che, attraverso le proprie parole, riescano a superare il classico diario di viaggio e siano in grado di intrecciare realtà e invenzione lungo questo millenario itinerario di scoperta. Storie di ieri o di oggi che, lungo il cammino percorso, fisico o metaforico, possano raccontare lo splendido territorio attraversato dalla via Francigena e coinvolgerci nelle vicende dei protagonisti pellegrini.

Il premio Francigena è realizzato con il contributo dei Comuni capofila della Via Francigena in Toscana (Pontremoli, Lucca, Fucecchio e Siena) che partecipano in rappresentanza dei trentanove Comuni toscani della Via Francigena e in collaborazione con le amministrazioni di Pontremoli e Monteriggioni; inoltre è presente il contributo dell’Istituto di Cultura Italiana di Cracovia, del Lions Club e di associazioni del territorio, tra cui Associazione Toscana delle Vie Francigene.

Così Luca Betti della Betti Editrice ha ricordato che «Nei testi dei partecipanti alla scorsa edizione, abbiamo trovato tante storie di vita, diari di viaggio di moderni pellegrini, ma anche figure reali e immaginarie che, insieme ai luoghi, costituiscono l’essenza dei cammini».

Mentre nell’edizione 2018 del Premio Francigena, la casa editrice senese vuole «far conoscere queste storie in contesti sempre più ampi, ma anche raccontare in maniera diversa territori meno conosciuti, arricchendo l’immaginario che li contraddistingue».

I temi del viaggio lento e della Via Francigena stanno acquistando uno spazio sempre maggiore all’interno del panorama culturale e turistico italiano. La storica e celebre via che dal nord dell’Europa permetteva di raggiungere la città eterna ha origini antichissime; battuta da mercanti, eserciti e pellegrini, acquistò un ruolo fondamentale quando aumentò l’interesse verso i pellegrinaggi in direzione dei luoghi santi della Cristianità, GerusalemmeSantiago de Compostela e Roma.

Premio Francigena Betti Editrice Siena Fu allora che la Francigena divenne uno snodo centrale: dal nord Europa era percorsa per raggiungere Roma e, nel caso si volesse proseguire, oltrepassata la meta romana, l’Appia del Sud permetteva di arrivare a Brindisi, per imbarcarsi verso la Terra Santa.

Dall’Italia, invece, ci si muoveva verso nord, battendo la Francigena per poi muoversi verso i porti francesi o il Moncenisio, con l’obiettivo di immettersi sulla Via Tolosana che conduceva alla Spagna in direzione Santiago.

É grazie al diario di un illustre pellegrino, Sigerico (X secolo)che possiamo ricostruire l’antico percorso della Francigena: dopo aver ricevuto la nomina di arcivescovo di Canterbury da Papa Giovanni XV, Sigerico tornò in patria annotando lungo il suo percorso le 80 mansioni in cui si fermò a pernottare. L’attuale itinerario culturale europeo ricalca il suo percorso ed è lungo 1800 km, articolati in 79 tappe attraverso 4 paesi (Inghilterra, Francia, Svizzera, Italia).

La Regione Toscana, da oltre un decennio, persegue importanti iniziative per la valorizzazione e la promozione del tratto della via Francigena. Con i suoi 380 km, attraversa 39 Comuni per 15 tappe complessive che, con una media di 25 km al giorno, possono essere percorse in circa due settimane.

L’attenzione verso la segnaletica, gli interventi di messa in sicurezza, la copertura wi-fi e la presenza capillare nel territorio di un’ampia offerta ricettiva, fanno della Toscana una delle regioni più all’avanguardia nel progetto Francigena in Italia.

La volontà della Betti Editrice di promuovere la via Francigena e la Toscana nasce dall’interesse di unire il rispetto della storia e delle tradizioni alla curiosità per l’innovazione e i linguaggi contemporanei. Da sempre l’obiettivo è stato promuovere il territorio, la storia; prima con la saggistica legata all’area senese, a cui si è aggiunto un ampio catalogo di monografie di artisti, saggi di filosofia e storia contemporanea sempre con uno sguardo attento al territorio toscano, a tematiche nazionali ma al tempo stesso non dimenticando i bambini.

Negli ultimi anni è cresciuta la presenza della narrativa: nella collana Strade Bianche, la Betti Editrice raccoglie romanzi e racconti che narrano la splendida Regione Toscana, continuando a perseguire quel legame stretto con il territorio e la ricerca di inconsueti punti di vista attraverso cui scoprirlo.

Il pellegrinaggio è stato ampiamente recuperato negli ultimi decenni e rivalutato in chiave moderna. Il cammino ha abbandonato le vesti spirituali con cui nasceva e, così laicizzato, si è trasformato in una vera e propria metafora di vita.

Non camminiamo solo per riempirci gli occhi di bellezza, natura e di quei suggestivi paesaggi che sicuramente incontreremo o per raggiungere borghi intrisi di arte e storia. Il cammino assume un significato particolare, diventa un momento di riflessione, di abbandono dei ritmi frenetici quotidiani: in quei momenti non si può sfuggire nè al contatto con la natura, nè al silenzio di un itinerario spesso solitario e per questo ancor più significativo.

Non abbiamo distrazioni se non l’immergerci completamente in quello che ci circonda; genuino e rigenerante, il cammino ci mette di fronte a noi stessi: stavolta non ci sarà il tran-tran urbano e intossicante a nascondere i pensieri e a silenziare il nostro essere.

Ascoltarsi è una sfida personale, è quel volersi mettere alla prova che prima o poi ognuno di noi sperimenta nella propria vita.

E così questo desiderio ha raggiunto anche Elio e Vera, pellegrini moderni e protagonisti del racconto di Matteo Minerva, premiano nell’edizione 2017 del Premio Francigena. Il racconto dal titolo “Senza perdersi mai” è stato pubblicato nella raccolta  Sulle orme dei pellegrini – Racconti e parole lungo la Via Francigena, volume in cui sono confluiti i testi dei vincitori.

Perchè hai scelto di partecipare ad un concorso letterario Premio Francigena?

Ho scelto di partecipare a questo concorso perché le sensazioni che regala il viaggiare sono qualcosa di unico ed è bello e difficile riuscire a esprimerle in un racconto.
Con l’Associazione RomaVerso mi occupo di promozione del territorio romano e quindi anche dell’ultimo tratto della via Francigena.
Premio Francigena Betti Editrice Siena Il progetto della Betti Editrice di Siena mi è subito sembrato uno strumento potente per far crescere l’interesse verso questo cammino attraverso quanto di più intenso riesce a ispirare.

La Francigena è inoltre un grande patrimonio europeo e il tratto italiano a livello paesaggistico, storico e artistico regala tappe meravigliose. Credo che concorsi come questi siano destinati a crescere ed estendersi legando sempre più le esperienze di camminatori, appassionati e neofiti.

Vivendo a Roma, ho avuto la fortuna di accompagnare  alcuni pellegrini fino a San Pietro e di vedere più volte la gioia che si prova nell’aver portato a termine il proprio obiettivo mentre con la Toscana, e in particolare con Siena ho un legame affettivo molto stretto per ragioni personali; la Francigena lega materialmente e metaforicamente questi due luoghi per me così importanti.

Ho quindi pensato alle bellissime sensazioni provate in prima persona camminando sulla via Francigena e a quelle viste di riflesso negli altri camminatori. Gli spunti narrativi che tutte queste esperienze mi offrivano erano davvero tanti e così mi sono detto che incanalarli in una storia mi avrebbe aiutato a metterli a fuoco e condividerli con quante più persone possibili.

Come nasce il tuo racconto?

Premio Francigena Betti Editrice Siena

E’ nato intorno a due temi: il cammino come sfida e il cammino come viaggio nel tempo. Il viaggio è sempre un momento di crescita, una prova piccola e grande da superare.

Di per sé il viaggio è già una forma di narrazione, basti pensare all’Odissea in cui una cosa è strettamente connessa con l’altra.Il senso della sfida con se stessi (non agonistica ma autoformativa) è un tema che ritorna più volte nelle testimonianze dei pellegrini con cui mi è capitato di parlare.

Per i miei protagonisti, Vera ed Elio la prova può apparire semplice. Si tratta di portare a termine un’unica tappa, forse una delle più belle a livello paesaggistico della Toscana, quella tra Monteriggioni e Siena.

Il cammino può essere metafora di viaggio interiore. Esprime anche questo il tuo racconto?

Sì, Elio e Vera sono anziani e questo viaggio non significa solo spostarsi nello spazio ma anche nel tempo perché lungo quei sentieri si sono conosciuti da giovani e da allora non si sono più lasciati.
Ultimare quel percorso significa innanzitutto accettare di combattere contro gli acciacchi e un po’ di pigrizia sopraggiunti con gli anni. Se inizialmente può sembrare che la sfida sia semplicemente questa, si scopre in realtà che ne esiste una ben più ardua.

Ed è proprio il grande affiatamento che Vera ed Elio hanno maturato camminando insieme tante volte, a far trovare loro la forza di affrontare insieme quella sfida che schiaccerebbe le gambe anche ai camminatori più forti.

Non dico altro per non rovinare la sorpresa a chi voglia leggere il mio e gli altri racconti della silloge “Sulle orme dei pellegrini”.

 

CONCORSO LETTERARIO VIA FRANCIGENA
Scadenza 15 ottobre 2018
Qui il bando completo da leggere per partecipare.
Per informazioni: premiofrancigena@betti.it – Tel. +39 351 8353373.

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Giulia Chellini

Giulia Chellini

Silenziosa scrutatrice, appassionata di arte e restauro; spesso sogno ad occhi aperti il mondo come dovrebbe essere per dimenticare il mondo come è..ed intanto perdo l’autobus. Fotografo dettagli insignificanti, cerco quadrifogli nei prati e parlo con i gatti. Penso che lo scopo della vita sia racchiuso nella parola “scoprire”: luoghi, cose e persone.
Giulia Chellini

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