Rapunzel e il lato dark della Cuccarini

Rapunzel e il lato dark della Cuccarini

Il musical Rapunzel, in cartellone al teatro Europa Auditorium di Bologna dal 21 al 24 gennaio, vede in scena proprio lei, l’angelo biondo tradizionalmente amato dai bambini trasformarsi in una mora e perfida strega, Madre Gothel, nome che per assonanza ricorda Go to Hell cioè vai all’inferno. E mai nome fu più calzante per il personaggio più carismatico, cattivo, ma anche sensuale che interpreta magistralmente l’amatissima ballerina, presentatrice e show-woman romana.

Lorella Cuccarini, la pioniera del musical in Italia con Grease nel lontano 1997, conquista tutta la famiglia con questo spettacolo interamente italiano con musiche originali,giovani performer preparatissimi e scenografie imponenti.

Lo show è tratto dalla fiaba Raperonzolo dei fratelli Grimm e dal film della Walt Disney Rapunzel, di cui lo spettacolo attinge delle scene pressoché identiche ma sono presenti anche personaggi inediti, come i due fiori parlanti Rosa e Spina, le sole amiche con cui Rapunzel (Alessandra Ferrari) può confidarsi nella torre in cui la zia Gothel la tiene rinchiusa. E poi la guardia reale Segugio che parla in un dialetto quasi incomprensibile e aiuterà il ladro Phil (interpretato da Giulio Maria Corso, che noi di MyWhere abbiamo intervistato http://www.mywhere.it/giulio-maria-corso-protagonista-rapunzel-si-racconta/) a liberare la principessa.

Ma Rapunzel ha anche un amico nello specchio della sua camera/ prigione che riflette la sua coscienza e la spinge verso la libertà. Sul palco, oltre agli interpreti principali, un cast di diciotto performer, che interpretano le canzoni e le partiture di Alessandro Procacci, Davide Magnabosco e Paolo Barillari. Le scenografie sono composte da moltissimi quadri in continuo movimento, con effetti speciali molto originali che permettono ai personaggi di trasformarsi in cartoon e viceversa. Le trecce di Rapunzel sono lunghe otto metri e brillano di migliaia di lucine quando intona le parole dell’incantesimo che fanno rimanere la perfida Madre Gothel sempre giovane. Un altro effetto speciale molto suggestivo nello spettacolo è quello delle lanterne che si elevano dalla platea alla galleria e che fanno vivere un vero sogno magico a occhi aperti. In alcuni punti la favola si fa un po’ parodia e rompe la normale scrittura fiabesca introducendo nel testo riferimenti moderni per strappare un sorriso in più agli spettatori.

Ma il vero punto di forza dello spettacolo sono i numeri musicali, ballati e recitati dalla “più amata dagli italiani”. Lorella Cuccarini è straordinaria e la sua cattiveria si confonde spesso con una sensualità disarmante soprattutto quando si concede un ballo sexy per sedurre dei rozzi popolani in una taverna fasciata in un abito rosso pieno di spacchi che non può non far pensare a Jessica Rabbit,mettendo in mostra il suo fisico ancora perfetto e atletico. La conversione di Madre Gothel nel finale è forse troppo repentina ma in fondo è una fiaba e la Cuccarini è divertente anche con la voce e le movenze da vecchietta.

La sapiente regia delle luci, le scenografie imponenti, i curatissimi costumi e gli inserti video che si alternano tra i vari cambi scena trasformando in cartoon i vari personaggi sono insieme alle originali musiche e alle voci potenti dei protagonisti un cocktail perfetto da gustare a tutte le età.

Mentre si esce del teatro, a spettacolo concluso, non si può fare a meno di canticchiare il motivetto che accompagna l’uscita di scena degli attori e che scandisce il nome della protagonista ricordando anche come movenze il famoso YMCA dei Village People ma che in questo caso si trasforma in «Erre – A – Pi – Punzel», difficile da dimenticare.

Rapunzel

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Sara Di Paola

Fin da quando ero bambina si diceva che in me convivevano due lati opposti: seria e quasi timida a scuola ed estroversa nella vita privata. Questa mia seconda caratteristica l’ho applicata a due attività che potessero esprimere al meglio la mia vena artistica e il mio amore per lo spettacolo: il ballo, ma soprattutto, il teatro che, dopo tanta gavetta, mi ha portato a diventare attrice professionista e mi ha permesso di trasformare un hobby in un secondo lavoro. E se è vero che si comincia un po’ a morire nel momento in cui cala il fuoco di ogni nostra passione, il mio non si è ancora spento e così passo la mia settimana destreggiandomi tra lavoro, amici, fidanzato, ballo e teatro in un incastro perfetto…o quasi!
Sara Di Paola

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