Recensione La Favorita, la sottile ironia di un dramma crudele e Reale

Recensione La Favorita, la sottile ironia di un dramma crudele e Reale

ROMA – A poche ore dall’uscita al cinema, ecco la nostra recensione del film di Yorgos Lanthimos, impreziosita dal parere di Antonio Capranica, giornalista corrispondente da Londra per il TG1, tra i massimi esperti di royal family e delle dinamiche di corte

Chi l’ha detto che solo gli uomini bramano il potere? Nel 18′ secolo, Mentre il Regno Unito è in guerra con la Francia, le cugine Abigail Masham (Emma Stone) e Sarah Churchill (Rachel Weisz) sfruttano la situazione politica per diventare la favorita della Regina Anna. Ben presto, gli equilibri di potere tra le tre donne finiranno per influenzare anche i rapporti tra la sovrana e la corte. La Favorita è un film attesissimo (in sala dal 24 gennaio), c’è chi vuole vederlo per non perdersi un’altra grande performance del Premio Oscar Emma Stone (La La Land) e chi per poter capire se Yorgos Lanthimos (The Lobster) è un grande regista o un grande bluff. Si perché finora il cineasta greco ha letteralmente diviso la critica e i fan. C’è chi lo definisce originale e innovativo, chi invece lo attacca per il suo stile grottesco che spesso sfocia nella distopia seriale.

Bene, noi di MyWhere lo avevamo già visto all’ultima Mostra del Cinema di Venezia e qualche giorno fa, per farci un’idea ancora più chiara (e con Lanthimos di mezzo fa sempre bene), siamo andati all’anteprima ufficiale de La Favorita, che ha visto, oltre alla proiezione del film, anche la sapiente spiegazione di Antonio Capranica, giornalista e celebre corrispondente da Londra per il TG1.

LA FAVORITA – RECENSIONE

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Rachel Weisz e Olivia Colman

Nonostante La Favorita affronti tematiche profondamente drammatiche, ho capito sin da subito che il film di Lanthimos avrebbe trattato gli argomenti con l’arma della tragicommedia, una tragicommedia deliziata ed esaltata dalle esibizioni audaci delle sue tre stelle femminili, Olivia Colman, Emma Stone e Rachel Weisz, ciascuna di loro portatrici di un bagaglio inquietante fatto di sferzate di lussuria, intrighi e inganni feroci.

La Colman è la Regina Anna, una regina in sovrappeso e tremendamente depressa, fragile e tormentata da pensieri suicidi. E’ una reggente spesso inconsapevole, incurante, che si affida al consiglio della sua amica (e amante) Lady Sarah Churchill (parente di Winston) interpretata da Rachel Weisz che le massaggia le gambe ricoperte da piaghe e da strati di grasso e soprattutto svolge il ruolo di sua consigliera fidata, prendendo quasi sempre le decisioni più pesanti del reame.

Lo status quo viene però incrinato dall’arrivo di Abigail (Emma Stone) cugina squattrinata di Sarah alla ricerca di un posto nel mondo, o meglio alla ricerca di una posizione di potere all’interno del reame. Scatta le gelosia, infiammata dalla confessione della Regina Anna a Sarah, che durante un colloquio tra le due le sussurra scherzando: Mi piace quando mette la sua lingua dentro di me” riferito ad Abigail, provocando così l’ira della stessa Sarah.

Da lì in poi è tutto un susseguirsi di intrighi lussuriosi, inganni corrosivi e raggiri, tutti al femminile, tutti pieni di femminilità.

LO STILE DI LANTHIMOS

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Emma Stone e Lanthimos durante le lavorazioni del film

Seppur ambientato in un’epoca ormai lontana, La Favorita è un film crudelmente e deliziosamente contemporaneo, attraversato da un senso di assurdità modernista che Lanthimos riesce splendidamente a narrare. Come ci riesce? Con i suoi obiettivi grandangolari che utilizza per piegare gli angoli del mondo, dando la sensazione di vivere un sogno che però in parte, o soprattutto, è anche incubo. Le inquadrature di Lanthimos, così angoscianti, differenti e disturbanti, offrono una visione particolarissima della vita di palazzo, una realtà ermeticamente sigillata e scollegata dal tempo e dal luogo.

Scrutando il regno di Anna mi è sembrato quasi di essere in Alice nel Paese delle Meraviglie, perché Lanthimos ce lo fa vedere come se stessimo sbirciando dalla serratura, o meglio dalla tana del Bianconiglio.

LA FAVORITA – CONSIDERAZIONI FINALI

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Emma Stone in una scena del film

Che dire di più? Ho trovato La Favorita un film dall’inarrivabile stranezza, almeno per quanto riguarda quest’ultima stagione cinematografica, una stranezza come detto esaltata dalle performance delle attrici. La Colman (la migliore dell 3 non in assoluto ma in questo film a parer mio) è semplicemente superba nei panni della monarca Anna, un mix di sregolatezza, infantilità e di dolore. Sarah invece è l’incarnazione della risolutezza, una presenza impavida che tiene chiusi i suoi nemici, pronta a farli fuori in qualsiasi momento. Anche la Stone nei panni di Abigail è eccellente, si presenta con aspetto apparentemente innocente ma nasconde in realtà una determinazione feroce e una capacità di tessere trame davvero spaventosa.

Lo consiglio ai più cinici. E’ un film di costume molto crudele, perfido e inquietante, su donne crudeli e perfide fino al midollo o quasi. Chi come me, ama lo humour inglese, uno humour perfettamente incastonato nelle vicende spietate delle donne di corte, andrà fuori di testa.

La regia poi, che piaccia o no, è perfettamente incline allo stile di Lanthimos, disturbante, inquietante, sconcertante e destabilizzante ma allo stesso tempo ironica e brillante. Negli ultimi decenni abbiamo avuto prima Carax, poi Von Trier, poi ancora Kitano e per un breve periodo Refn. Adesso tocca proprio a Yorgos Lanthimos (se volete fare i cosmopoliti si pronuncia giorgosh lantimosh”).

LA FAVORITA SECONDO ANTONIO CAPRANICA

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Antonio Capranica durante la sua spiegazione delle vicende di corte durante il regno della Regina Anna

In attesa dell’arrivo al cinema del pluripremiato La Favorita, in sala dal 24 gennaio diretto da Yorgos Lanthimos, il giornalista e celebre corrispondente da Londra Antonio Caprarica è stato il protagonista dell’esclusivo royal event dedicato al film.

Tra i massimi esperti di royal family e delle dinamiche di corte, Caprarica ha imparato in oltre trent’anni di lavoro cosa significa far parte di una famiglia reale, quello che si nasconde nelle impenetrabili stanze di Palazzo ed il senso della rigida educazione imposta ai famosi eredi.

Proprio il giornalista ha introdotto la proiezione raccontando aneddoti legati all’etichetta e al vestiario, svelando gli svaghi, i passatempi e ripercorrendo gli intrighi che storicamente hanno sconvolto la corte d’Inghilterra, spostandosi nel tempo, dal regno della Regina Anna a quello di Elisabetta II, ormai divenuta personaggio iconico.

I selezionati ospiti che hanno preso parte all’evento, tra cui Giulia Valentina, Stefano Guerrera, Emma De Longis e le K4U, hanno avuto la possibilità di immergersi nell’atmosfera reale resa inedita dal british tea corner, in cui hanno assaporato una vasta gamma di gusti e miscele per un momento di relax tra chiacchiere e pasticcini. A loro è stato inoltre dedicato un set che riproponeva la sala del trono ed in cui era possibile ottenere un inedito ritratto con indosso una riproduzione della celebre corona reale e il mantello di velluto bordato di ermellino.

La Favorita è un film straordinario, mette in luce in modo straordinario il nesso tra le vicende e le passioni private delle persone più vicine alla regina e la grande storia, ovvero la sorte dell’intero Paese ha raccontato Antonio Caprarica -. La Regina Anna era una donna di grande fragilità, proprio com’è nel film, ed era così anche nella realtà storica: una donna fragile che ha avuto il compito di sovrintendere alla nascita dell’Impero Inglese. Perché il regno di Anna, che è spesso ignorato dalla grande Storia, è il regno che stabilisce la supremazia navale britannica. Sara Churchill, interpretata da Rachel Weisz, è una delle donne più intriganti e potenti del XVIII secolo, è un’antenata di Winston Churchill e da lei il nipote ha ereditato le straordinarie doti politiche”.

LE CANDIDATURE DE LA FAVORITA

Il film in costume, dodici volte nominato ai BAFTA, è già vincitore di rilevanti premi – tra cui la Coppa Volpi, il Golden Globe e il Critics’ Choice Awards alla protagonista Olivia Colman – è ambientato in Inghilterra all’inizio del XVIII secolo e vanta un cast stellare: al fianco della Colman (Assassinio sull’Orient Express), anche i Premi Oscar® Emma Stone (La La Land, Birdman) e Rachel Weisz (The Constant Gardener – La Cospirazione, La Mummia), inoltre Nicholas Hoult (X-Men – Apocalisse, Mad Max: Fury Road) e Joe Alwyn (Bill Lynn – Un giorno da eroe).

Antonio Capranica – La Favorita, presentazione ufficiale

Paolo Riggio

7 Responses to "Recensione La Favorita, la sottile ironia di un dramma crudele e Reale"

  1. Antonia Storace   23 Gennaio 2019 at 19:36

    Dopo aver letto l’articolo, mi è venuta una gran voglia di vederlo. Lo farò sicuramente 🙂

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    • Fabiola Cinque
      Fabiola Cinque   24 Gennaio 2019 at 14:08

      Va assolutamente visto. Commovente, straziante, ironico, sarcastico, sottile. Il mondo di noi donne, di potere o no non conta. Neanche i secoli hanno peso. Yorgos Lanthimos ha fotografato perfettamente i nostri sentimenti, calandoli in una realtà leggendaria dalla storia coinvolgente e “fantastica” per certi versi. Sicuramente la maestria scenografica e della costumista rendono poi la cornice perfetta, ma il regista, a mio avviso, è un genio.

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  2. Gaia   24 Gennaio 2019 at 12:22

    Non vedo l’ora di vederlo! Emma Stone e la migliore al mondo in questo momento.

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    • Fabiola Cinque
      Fabiola Cinque   24 Gennaio 2019 at 14:04

      In realtà qui, chi è imbattibile, è Olivia Colman nei panni della Regina Anna. L’unica delle tre non supportata dalla bellezza ma dal carisma ed espressività unica.

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  3. Piero   24 Gennaio 2019 at 15:05

    Agli Oscar penso che non vincerà premi importanti, da ormai decenni vincono solo storie legate all’omosessualità o ai drammi razziali. Nulla in contrario ma spesso sono state preferite queste tematiche alla qualità pura.

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    • Fabiola Cinque
      Fabiola Cinque   25 Gennaio 2019 at 13:26

      Purtroppo hai proprio ragione Piero! Però almeno abbiamo il vanto che invece, tutti quelli che vengono segnalati e premiati al nostro festival a Venezia, poi raccolgono parei anche oltre oceano. Vedremo se sarà lo stesso per Lady Gaga che (non so se hai letto la mia recensione del film) davvero merita, e non con “migliore canzone” (decisamente riduttivo e forse offensivo!)

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  4. Roberto Becchi   24 Gennaio 2019 at 15:07

    Non ho mai capito bene questo regista, ma vista questa recensione proverò a vedere il film!

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