Grande festa della Repubblica romena

Grande festa della Repubblica romena

Erano tanti i romeni di Bologna che il primo dicembre hanno festeggiato a San Lazzaro la Festa della Repubblica Romena. Alle 15 nei prandi spazi del Salon Vip, associazione ricreativa romena al 71 di via della Tecnica, guidato da Marcu Cornel Sorin e dalla moglie Simona, oltre un centinaio di romeni con le famiglie, hanno preso d’assalto il centro. Dopo l’inno nazionale è iniziata la festa con danze nei costumi tradizionali, con musiche e i sapori romeni e durata fino oltre la mezzanotte.

Per il reporter è stata l’occasione per conoscere da vicino i nostri concittadini romeni.

Padre Ion Rimboi, sposato, due figli di 23 e 26 anni, studenti universitari, dal 1993 è parroco della chiesa ortodossa romena di San Nicola in via Calari a Bologna. “La mia parrocchia -dice – accoglie quasi 4mila romeni. A Bologna siamo già oltre 9mila e quasi tutti sotto i quarant’anni. A Bologna ogni anno nascono più di 100 bambini. Stiamo ringiovanendo la città. Lavorano nell’edilizia, sono badanti, artigiani, metalmeccanici. La fede aiuta per avere conforto, speranza e anche per trovare un aiuto”.

Padre Marinel Muresan, parroco della chiesa Greco-Cattolica romena di Bologna, di via del Cestello, è sposato e ha 4 figli piccoli. “Frequentano la nostra chiesa e le attività della parrocchia oltre 600 persone. Non solo, con ‘Betania’ la nostra associazione di volontariato romena aiutiamo chi è in difficoltà perché senza casa, licenziato o che non riesce ad arrivare alla fine del mese”.

Padre Marinel aggiunge anche una nota geografica sulla sua terra: “Il nome “Romania” – spiega – deriva dall’aggettivo latino Romanus, romano. Confiniamo a nord-est con l’Ucraina e la Repubblica di Moldavia, a ovest con l’Ungheria e la Serbia e a sud con la Bulgaria e abbiamo anche 244 km di litorale sul Mar Nero.

Elena Rodica Albu Marchesini è animatrice del gruppo folcloristico culturale ‘Dor Romanesc’ che significa ‘ricordo del passato’. Il gruppo ha la sede nella parrocchia di via del Cestello e si impegna perché la cultura romena, la sua musica, i sui costumi non vengano dimenticati. “Come voi italiani quando siete all’estero – dice Elena – anche noi sentiamo molto la nostalgia delle nostre radici”.

A proposito di italiani, secondo stime attuali, in Romania vivono circa 20.000 italiani che hanno creato piccole è medie imprese ed esercizi commerciali. Ma la presenza italiana in Romania è molto più antica, risale alla fine dell’Ottocento e inizio Novecento, quando disoccupati veneti e friulani migrarono in Romania per lavorare nelle miniere, nei cantieri delle ferrovie e nell’edilizia.

Tra di loro anche commercianti e artigiani come i fratelli Irimescu, titolari di un negozio di prodotti tipici nella Bolognina e che gestiscono anche un piccolo cantiere di edilizia. O come i fratelli George e Nicusur Lopa pasticceri a Ferrara che si stanno ricavando uno spazio nella patria della pasticceria tradizionale.

 

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Mario Rebeschini

Mario Rebeschini

La finestra dell’agenzia pubblicitaria dove lavoravo come art director era sulla via Rizzoli a Bologna. Alla fine degli anni ’70 succedeva tutto sotto la mia finestra. Scontricon la polizia, scioperi, manifestazioni politiche e sindacali. Mi stavo perdendo la storia del mondo per vincere la campagnapubblicitaria di una saponetta neutra. Una mattina, dopo aver vinto la campagna della saponetta e festeggiato con champagne, mi licenzio in tronco.Lanfranco Colombo direttore della Galleria “il Diaframma” di Milano nella presentazione di una mia mostra scrive: Rebeschini sceglie il fotogiornalismo di strada, quello, in cui un fotografo deve decidere da che parte stare. Ma, nel suo giro attorno all’uomo, diventa consapevole che formule e rigidità sono la morte di tutto. Si muove allora anche alla scoperta del mondo del lavoro, della politica, del turismo, del quotidiano e del ritratto…”
Mario Rebeschini

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