Rossi vs Marquez: sfida totale!

La vera e propria faida che si è scatenata tra i 2 ha ricordato tanti grandi duelli rusticani del passato. Come andrà a finire il MotoGp 2015?

Sono passati un po’ di giorni dal “colpetto” con cui Valentino Rossi ha fatto cadere  Marc Marquez durante la gara di Sepang, un colpetto non bene assestato se si pensa che ha causato all’italiano una penalità di 3 punti sulla patente da pilota e conseguente partenza dall’ultimo posto nell’ultima gara del mondiale a Valencia. In pratica Rossi, dopo essere stato tutto l’anno in testa al mondiale, non è più favorito per la vittoria del titolo iridato. I giornali spagnoli parlano di gravissima scorrettezza, i giornali italiani di reazione a ripetute provocazioni del collega spagnolo, i giornali stranieri indipendenti parlano di incidente controverso (Daily Telegraph, Spiegel).

Molte cose non ci piacciono di questa storia e sentiamo il bisogno di indicarne alcune.                 La prima è che sia proprio stato Marquez a provocare Valentino fino a farlo “impazzire” dal punto di vista sportivo. Quel Marquez che indossa in tutte le gare la tuta n. 93 che sta a significare 46 (n. di Rossi) + 46 +1 e che così si esprimeva solo 2 anni fa “Dicono che sono l’erede di Rossi? Incredibile, ho ancora il suo poster in camera! Però andiamoci piano: Valentino è Valentino, il più grande di sempre – e aggiungeva – colleziono le moto in miniatura delle sue imprese. Vado in edicola ogni 2 settimane a comprarle”. Insomma un vero fan

La seconda sono le dichiarazioni a fine gara di pochi mesi fa successive a un altro finale di gara “controverso” tra i due. È il 30 aprile, e siamo Jerez in Spagna, e i due campioni si sono appena presi a sportellate con epilogo a favore, in quel caso, di Rossi che vince il Gran Premio. Rossi: “È un peccato quello che è successo, era un momento duro della corsa e in quel cambio di direzione ci siamo toccati, avremmo lottato fino alla fine. I giornalisti ne vogliono parlare a tutti i costi, i piloti non si lamentano, ma voi insistete. Pazienza”. Marquez “Non è cambiato niente con Valentino, siamo qui per gareggiare e queste cose accadono, ho avuto sfortuna, magari un’altra volta avrà sfortuna qualcun’altro. Ho imparato la lezione, spero di far meglio… abbiamo capito cosa è successo…”.

Vi piacciono queste dichiarazioni? a me no! Mentre in Italia il gesto di Rossi ha diviso l’opinione pubblica perché c’è chi lo considera una caduta di stile e c’è chi si è schierato completamente col campione di Tavullia. In Spagna invece vige l’unanimità, tutti col pollice verso per il comportamento di Rossi e il suo gesto è paragonato alla famosa testata di Zidane a Materazzi ai mondiali 2006.

Anche se si potrebbero fare ulteriori esempi di episodi come questo perché sentimenti come rabbia e frustrazione, calcolo e temerarietà hanno da sempre accompagnato le imprese dei campioni, finendo spesso per tradirli: come non dimenticare il morso di Mike Tyson a Evander Holyfield sul ring a Las Vegas, o il morso di Suarez a Chiellini nel mondiale brasiliano 2014, o per entrare più nello specifico nel mondo dei motori, dove queste collisioni sono avvenute altre volte come nei casi dei duelli “autoscontro” tra Ayrton Senna e Alain Prost o tra Michael Schumacher e Jacques Villeneuve.

Insomma, una vera e propria faida quella tra Rossi e Marquez, una faida che però sta facendo innalzare gli ascolti della MotoGP in tutto il mondo ed ora tutti vogliono vedere come va a finire; Rossi (a quota 312, mentre Lorenzo è a 305) è caduto nella trappola strategia della tensione, forse costruita ad arte. Tra 2 settimane partirà dal fondo della griglia, a Valencia, contro tutto e tutti.

Una vera e propria missione impossibile, come andrà a finire?

Vi piace tutto questo? A noi no! e sapete anche perché? Non ci piace perché il motociclismo è forse il più pericoloso degli sport, o uno dei più pericolosi, e i due, che sono probabilmente con Agostini e Doohan, i più grandi piloti della storia, questi duelli a sportellate a colpetti ben assestati sono anche capaci di farli in sicurezza. Ma se queste scorrettezze diventassero abitudine cosa diventerebbe questo sport e quanti si farebbero male meno bravi di questi due assi delle due ruote?

Rossi vs Marquez: sfida totale

Rossi - still highly motivated to race and give the youngsters the business

Rossi – still highly motivated to race and give the youngsters the business

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Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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