San Valentino d’amore e d’amare: curiosità, miti ed eventi

San Valentino d’amore e d’amare: curiosità, miti ed eventi

NAPOLI – È ufficialmente la festa dell’amore, sebbene l’amore andrebbe festeggiato tutto l’anno. Al netto di chi lo vive con ardore e di chi, invece, lo rifugge per indifferenza o nostalgia, San Valentino porta con sé una carrellata di eventi e iniziative ispirate al sentimento più alto fra tutti e, con questi, un coacervo suggestivo di miti, leggende e tradizioni capaci di instillare il seme della curiosità e dello stupore anche nel più disincantato degli uomini.

San Valentino fu Valentino da Terni, il martire cristiano la cui commemorazione venne istituita nel 496 da Papa Gelasio I. La leggenda più accreditata, sotto il profilo religioso, racconta che il Santo avesse donato una somma di denaro a una fanciulla in procinto di nozze: senza la dote, ella non avrebbe potuto sposarsi e coronare il suo sogno. Valentino da Terni assurse, così, a Protettore dell’amore e di tutti gli innamorati.
Secondo le interpretazioni più strettamente bibliofile, nell’Amleto di Shakespeare, la ragazza canta: “Domani è San Valentino e, appena sul far del giorno, io che son fanciulla busserò alla tua finestra, voglio essere la tua Valentina”.
Non è il caso dell’Amleto Shakesperiano ma col termine Valentine si indicano le lettere d’amore, i biglietti romantici scritti a mano e destinati alla persona cara. L’usanza, anglosassone, sembra risalire all’XV secondo: nella British Library di Londra sono infatti conservate le epistole che, durante la prigionia, Carlo D’Orleans inviava a sua moglie chiamandola “ma tres doulce Valentinèè”.

San Valentino Quartieri Spagnoli famoso per i cartelli dedicati all'amore
Il fioraio dei Quartieri Spagnoli famoso per i cartelli dedicati all’amore con l’insegna “Non è vietato regalare un fiore”

Vorrei cominciare al contrario, questa volta. Vorrei parlare di chi l’amore l’ha perduto, non lo trova, e perciò continua ad aspettare.
C’è chi ci insegna ad essere felici “nonostante”. E sebbene sembri un fatto triste, un poco malinconico, come una felicità rassegnata, ammaccata, debole di braccia, si tratta, in verità, di una conquista potente e accessibile a chiunque.
Per esempio. Sono felice nonostante il freddo e la pioggia, perché posso indossare quel maglione azzurro cielo che mi sta tanto bene, così il bel tempo me lo porto addosso.
Oppure. Sono felice nonostante il mio aereo sia in ritardo. Ne approfitterò per bere un caffè e imparerò il valore del tempo, che ci vuole qui e adesso, non domani e non più in là.
O ancora. Sono felice nonostante questa mancanza di te che mi ferisce, a dispetto delle carezze che oggi non puoi farmi, e dei baci, che oggi non puoi darmi. Perché ora so stare nel dolore senza spaventarmi, e perciò posso concedere al vuoto la libertà di restare vuoto, sapendomi piena lo stesso, piena comunque, felice nonostante, come fa la gente forte, come chi si assume la responsabilità della sua vita e non delega la gioia a nessun altro.

Mentre scrivo, mi viene in mente uno dei miei film preferiti. Ne Le pagine della nostra vita, Noah Calhoun, interpretato da Ryan Goasling , dice ad Allie – la bellissima Rachel McAdams: “Sì, noi siamo così. Noi litighiamo. Tu dici a me che sono un arrogante figlio di puttana, e io ti dico quanto sei una rompi coglioni. E lo sei, il novantanove percento del tempo. E non ho paura di offenderti. Tanto ti bastano due secondi di recupero per passare alla rottura di coglioni successiva […] e allora, non sarà facile, anzi sicuramente molto difficile, e dovremmo lavorarci ogni giorno. Ma io voglio farlo, perché io voglio te. Io voglio tutto di te, per sempre. Io e te, ogni giorno della nostra vita. Vuoi fare una cosa per me? Per favore. Prova ad immaginare la tua vita tra trent’anni, fra quarant’anni. Come sarà? Se la vedi con lui, va. Vai! Te ne sei andata una volta, sopravviverò anche alla seconda se è quello che realmente vuoi. Ma non scegliere la strada più facile. […] Smettila di pensare a quello che vogliono gli altri. Non pensare a quello che voglio io, o a quello che vuole lui, o a quello che vogliono i tuoi. Tu che cosa vuoi? Tu, che cosa vuoi? Tu. Che cosa vuoi? Dimmelo, che cosa vuoi”.

San Valentino
Un opera dedicata all’amore per celebrare San Valentino.

Voi cosa volete? Per San Valentino, dico. Per San Valentino e non solo: voi, cosa volete? Cosa vi aspettate dall’amore?

A questo proposito, non posso esimermi dal ricordare la Sirena Partenope che tentò, col suo canto, di ammaliare Ulisse. L’uomo, per resistere alla tentazione della voce di Partenope, chiese che i marinai della ciurma lo legassero all’albero maestro della nave. La sirena, smarrito il suo intento e perduta la possibilità di conquistare il cuore di Ulisse, si tolse la vita andando a morire sull’isolotto di Megaride, dove sorge Castel Dell’Ovo. Si racconta che il golfo di Napoli abbia la forma del profilo del corpo della sirena, che i pescatori raccolsero esanime lungo la costa. Allo stesso modo, il giovane Posillipo amava ardentemente Nisida, senza che la donna lo ricambiasse. Il dolore di questo amore non corrisposto, indusse l’uomo a suicidarsi per annegamento. Al momento della morte, tuttavia, Posillipo fu trasformato nel suggestivo promontorio che oggi conosciamo; Nisida, invece – bella e malvagia, secondo la storia – venne mutata nella piccola isola che si erge proprio di fronte a Posillipo, costretti eternamente a guardarsi, i due, senza potersi toccare, senza potersi avere.
“Vi fu una volta un giovanetto leggiadro e gentile, nel cui volto si accoppiava il gaio sorriso dell’anima innocente al malinconico riflesso di un cuore sensibile; egli era nel medesimo tempo festevole senza chiasso e serio senza durezza. Chi lo vedeva lo amava; e la gente accorreva a lui come ad amico, per allietarsi della sua compagnia. Ma il bel giovanetto fu molto infelice, molto infelice; gli entrò nell’anima un amore ardente, la cui fiamma, che saliva al cielo,non valse ad incendiare il cuore della donna che egli amava. Era costei una donna di campagna, cui era stato dato in dono la bellezza del corpo, ma a cui era stata negata quella dell’anima: ella era una di quelle donne incantatrici, fredde e sprezzose che non possono né godere, né soffrire. Paiono fatte di pietra, di una pietra levigata, dura e glaciale; vanno in pezzi ma non si ammolliscono; cadono fulminate ma non muoiono. Tale era Nisida, colei che fu invano amata dal giovanetto, poiché nulla valse a vincerla. Allora lui che si chiamava Posillipo, amando invano la bella donna che viveva di faccia a lui, per sfuggire a quella vista che era il suo tormento e la sua seduzione, decise di precipitarsi nel mare e finire così la sua misera vita. Decisero però diversamente i Fati e rimasto a mezz’acqua il bel giovanetto, vollero lui mutato in poggio che si bagna nel mare e lei in uno scoglio che gli è dirimpetto: lui poggio bellissimo dove accorrono le gioconde brigate, in lui dilettandosi, lei destinata ad albergare gli omicidi ed i ladri che gli uomini condannano alla eterna prigionia – così eterno il premio, così eterno il castigo” scrive Matilde Serao in Leggende napoletane.

San Valentino
Il vicolo nei Quartieri Spagnoli famoso per i cartelli dedicati all’amore esposti dal fioraio su tutta la via

A Napoli, c’è un vicolo dei Quartieri Spagnoli famoso per i cartelli che penzolano sulla testa dei passanti e sopra i quali sono citate le più belle canzoni d’amore, dai versi di Pino Daniele a quelli di Andrea Sannino.

Quest’anno, a Chiaia, in occasione di San Valentino, arriva Chocoliamo, la festa del cioccolato artigianale. Comincerà venerdì 8 febbraio per concludersi domenica 17, tra piazza San Pasquale, piazza Amendola e Largo Pignatelli. Alla manifestazione, ideata e curata da D2 Eventi con il patrocinio della Prima Municipalità di Napoli, di Casartigiani e dell’Associazione Pasticcieri Napoletani, prenderanno parte i migliori maestri cioccolatieri della Campania: la Pasticceria Armando Scaturchio, ad esempio, tra le più prestigiose del capoluogo partenopeo; l’Antica Fabbrica Gallucci Faibano, conoscitrice dell’arte di lavorare il cioccolato dal lontano 1890; Van Moos, famosa, tra le altre cose, per le bellissime uova di cacao decorate a mano. Cittadini e turisti potranno passeggiare tra laboratori, show cooking e giochi per bambini, con una carrellata di stand presso i quali sarà possibile assaggiare e acquistare i golosi manufatti. D’altronde, John Milton diceva: “Biochimicamente, l’amore è come mangiare grandi quantità di cioccolato”.

In seno alla rassegna “Napoli Città della Conversazione”, giovedì 14 febbraio, dalle 10.30 alle 12.30, nela Sala del Capitolo del Convento di San Domenico Maggiore, si terrà l’evento “Conversare, Dialogare, Filosofare. Tommaso, Bruno e Campanella tre domenicani a confronto: l’Amore per la conoscenza”. L’iniazitiva, curata dall’Associazione Festival della Filosofia in Magna Grecia in collaborazione con Casa Del Contemporaneo, si propone di celebrare il giorno di San Valentino partendo dagli scritti dei grandi filosofi per indagare profusamente le radici di Napoli e della sua anima antica.

Napoli Tour In-canto annuncia “Partenope è Ammore. Canti e storie per San Valentino”: un itinerario che, prendendo le mosse dal Maschio Angioino alle 16.30 del 14 febbraio, arriva a Castel dell’Ovo e passa per la Galleria Umberto, piazza del Plebiscito e via Santa Lucia, raccontando i luoghi d’amore più belli della città, gli anfratti in cui si nascondono i miti romantici che ci accompagnano da secoli e che, tra realtà e immaginazione, hanno contribuito a fare di questa terra una terra permeata dal romanticismo e dalla passione. Il format Napoli Tour In-canto è un progetto meraviglioso, nato dalla collaborazione di tre professionisti talentuosi: Mariangela Baldoni, la voce; Vincenzo al mandolino; e Lucia Franco, guida turistica autorizzata della Regione Campania che ha realizzato “le rotte artistiche”.

Le Terme Stufe di Nerone, ai Campi Flegrei, ha organizzato, per gli innamorati, due eventi speciali: Pilates di coppia, previsto per il 14 febbraio, e Hatha Yoga di coppia, fissato invece per il 16 febbraio. Si tratta di due percorsi benessere, improntati al relax e alla meditazione, aventi lo scopo di convogliare le energie positive, migliorando l’equilibrio della relazione, implementando la fiducia reciproca e la stabilità che ne deriva: https://www.termestufedinerone.it/it/san-valentino-napoli-2019.html
La Tenuta Astroni, invece, a pochi passi dall’omonimo Parco Nazionale, è una splendida villa che propone, per la sera di San Valentino, una cena romantica in un’atmosfera soffusa, con un menù di altissima qualità curato nei minimi dettagli, musica d’accompagnamento, e una serie di sorprese che allieteranno i momenti d’amore.

Comunque vi auguriamo di trascorrere un caldo e affettuoso San Valentino, ovunque voi siate. E se lo desiderate, potrete seguire i nostri consigli su dove e come trascorrerlo nelle varie città per vivere questa festa in allegria.

San Valentino a ModenaSan Valentino a TerniSan Valentino a Parigi.

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Antonia Storace

Ho dipinto di bianco una delle pareti di camera mia e, simile ad una giunonica tela, le ho affidato un pezzo della mia storia. Ora, sul suo perlaceo candore, una scritta vestita di nero contrasto danza come fosse sospesa nel vuoto: “La scrittura è stata la mia fonte della giovinezza, la mia puttana, il mio amore, la mia scommessa” (C. Bukowski).
Scrivere è il mio verbo all’infinito. Il mio infinito in un verbo: un destino che ti porti addosso, ti abita la pelle e dal quale non puoi fuggire.
Antonia Storace

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