I sogni di Molaro per Altaroma

I sogni di Molaro per Altaroma

ROMA – Gianni Molaro incanta l’edizione Altaroma 2017 con i suoi sogni. Desideri che prendono vita tra eleganti fenicotteri rosa, piante di agave dal volto femminile e profumo di orchidee e ortensie. Ecco il giardino incantato dello stilista napoletano, maestro dell’Art Couture.

Ancora una volta lo stilista Gianni Molaro non ha smentito la sua fama di artista eclettico e le tante attese sulla sua perfomance. Questa volta non sono le passerelle di Altaroma, ma la location dell’esibizione è il suo atelier romano di Via del Babuino che per un giorno si è trasformato in un giardino incantato dove, tra vegetali ed animali si muovono abiti ispirati al rispetto e all’amore per la natura.

Grandi foglie sfumate dal blu al giallo, lavorate a contrasto, sovrapposte tra loro, avvolgono i corpi, costruendone le linee ed i volumi, delineandone forme e strutture. Molaro trasforma, inclina, intreccia le foglie di questa magica pianta, creando, attraverso il loro movimento naturale, un nuovo dinamismo stilistico.

E’ innegabile che la rappresentazione di questo giardino incantato per Molaro sia un’espressione della sua vita artistica e non. Lascia all’agave la possibilità di poter comunicare al mondo il momento che lo stilista napoletano sta vivendo. Un periodo in cui non si sente di dare un punto fermo su quello che sta realizzando.

“Fare un punto sulla tua vita non esiste mai a mio avviso. Ognuno di noi scrive una pagina, crea una pennellata sul proprio quadro. Non si arriva mai ad una fine se non quando finisce la tua vita”. Commenta Molaro.

Questa eternità è simboleggiata dai tessuti in cui sono fatti i suoi vestiti. Seta, tulle, mikado e iuta. “Le rifiniture a sacco degli abiti simboleggiano la sofferenza della vita, che in questo caso è rappresentata dall’agave. L’attorcigliamento a spina della pianta ricorda l’animo interiore degli esseri umani e di come esso sia volubile nel contesto esterno in cui si trova”. Afferma lo stilista.

I tagli degli abiti sono geometrici, le lunghezze stravaganti, lunghe sul davanti e corte dietro. Gli abiti prendono forma da sapienti intrecci che giocano con l’uso dei tessuti assemblati tra loro. Hanno lavorazioni a spina, foglie sovrapposte in rilievo o lavorate ad intaglio. L’effetto è quello di grandi piante di agave che divengono corpi mutevoli di donne irreali.

L’abito sirena di paillettes cangianti rosa e verde, dalla lunga coda godé, è solcato da nervature, ha un capo spalla ricavato dagli incastri delle foglie d’agave di colore oro. Rappresenta il passaggio per un mondo onirico dove l’abito diviene simbolo in una simbiosi indissolubile tra il mondo femminile a quello vegetale.

Quindi un rispetto non solo per l’ambiente, ma anche per la vita. “Il mio presente lo sto vivendo – afferma Gianni Molaro. “Creo abiti artistici. Abiti che fanno sognare. Abiti che vanno anche al di là dell’arte, ma che devono e possono essere indossati nei propri momenti di quotidianità. Bisogna saper guardarsi attorno e sentirsi a proprio agio e realizzati”. Ognuno deve cercare se stesso: per come si sente, per come si è e per come si vuole apparire agli altri”.

La quotidianità è alla base dello stile di Gianni Molaro. I suoi abiti sono l’espressione del nostro tempo. Abiti indossati da persone normali, abiti che portano avanti anche un grande valore del nostro tempo e del cambiamento che segna il contesto del matrimonio. In primis fra tutti le unioni civili.  “Io vivo questi momenti giorno per giorno con la quotidianità e cerco sempre di guardarmi intorno. Le unioni civili, il matrimonio per me non cambia nulla, perchè il sogno fa parte di tutti gli esseri umani sia uomo uomo, sia donna donna che uomo e donna. Tutto quello che accomuna gli essere umani sono l’amore e il sogno. Per me il sogno va realizzato su tutto e su tutti.  Le unioni civile si possono vestire con un classico abito da sposa, bello, romantico o come, per due ragazzi in smoking o in jeans strappati.

Qual’è il futuro di Gianni Molaro?  “Sogno il pret à porter, ma anche abiti che possono mettere tutti. D’altronde il mio futuro lo devo ancora scrivere, ma lo posso sognare”.

E noi sogniamo con lui, con i suoi eccessi, con la sua Art Couture. Sogniamo con le atmosfere del suo giardino incantato; dove il vero protagonista è l’amore per quello che l’artista napoletano fa nella sua quotidianità.

Qui gli altri articoli che MyWhere ha dedicato a Gianni Molaro.

 

Photo Copyright Marco Serri 2017 per MyWhere
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Annamaria Gargani

Annamaria Gargani

“Non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente curioso”. Questa frase dello scienziato Albert Einstein racchiude tutta la mia personalità. La curiosità nei confronti della vita mi ha spinto a scegliere il giornalismo e la comunicazione come modo di raccontare ciò che i miei occhi vedono e le mia mente assimila come spugna. Napoletana di nascita, vivo la vita giorno per giorno, cercando sempre nuovi stimoli sia da me stessa e sia dalle persone che incontro sul mio cammino. D’altronde la vita è un cammino siamo tutti un po’pellegrini.
Annamaria Gargani

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