Aiuto! Le stampanti sentono la paura!

Aiuto! Le stampanti sentono la paura!

ROMA – In questo articolo, vi racconto le differenze tra stampanti 3d, laser e standard, attraverso una serie di mie esperienze traumatiche!

I tempi si sa, sono cambiati. La tecnologia è sempre più avanzata e prima o poi finiremo tutti in un episodio surreale di Black Mirror, ma questa volta sarà vero. Ma fino a che i robot non diventeranno più intelligenti di noi questa tecnologia possiamo godercela. Una delle mie invenzioni preferite di questi ultimi anni sono le stampanti 3D. Non riesco a stufarmi di quella che sembra una vera e propria magia, creare un oggetto dal nulla, dal computer. Sono facili da usare ( se se ne prende una adatta a tutti e non professionale) e divertenti. A dir la verità io ho sempre avuto un problema con le stampanti. Quelle standard intendo. Le stampanti sentono la paura. Quando sanno che devi stampare un documento in tutta fretta è lì che si inceppano e decidono di non funzionare più o di stamparti la tesina della terza media che era rimasta da qualche parte in un file del computer. Poi finisce sempre l’inchiostro. E questa è una cosa che mi fa davvero arrabbiare, perché se finisce l’inchiostro fucsia poi non posso stampare un documento in bianco e nero. Cosa c’entra il fucsia con la mia dichiarazione dei redditi? Niente. Ma la stampante se ne frega e non stampa lo stesso.

Pensavo di aver fatto pace con le stampanti quando me ne hanno regalata una laser. Più silenziosa, niente inchiostro. Futuristica! Poi però ho scoperto che si doveva pulire. Sennò si inceppa pure quella. Quoque tu… Io da bravo laureato in lettere non avevo la benché minima idea di come si pulisse una stampante. Avrei preso in mano strofinaccio e sapone per i piatti se il mio amico ingegnere elettronico non mi avesse fermato in tempo: “Fammi capire, tu non sai che le stampanti vanno pulite? Fai una cosa, ordina un pulitore di stampanti laser su Tonerpartner, vatti a fare un giro e ci penso io”. Ho ringraziato il mio amico ingegnere, ho mollato lo straccio e lo Svelto al limone e me ne sono andato, pensando se sia il caso o no di comprare una stampante 3D. Ma andranno pulite anche quelle?

STAMPANTI LASER E 3D: QUALI SONO LE DIFFERENZE?

Stampanti 3d

stampanti

Con stampa 3D si intende la realizzazione di oggetti tridimensionali mediante produzione attiva, partendo da un modello 3D digitale. Il modello digitale viene prodotto con software dedicati e successivamente elaborato per essere poi realizzato con diverse tecnologie, tra cui anche quella che costruisce prototipi strato dopo strato, attraverso una stampante 3D.

Le stampanti 3D:

  • sono generalmente più veloci, più affidabili e più semplici da usare rispetto ad altre tecnologie per la produzione sottrattiva.
  • offrono la possibilità di stampare e assemblare parti composte da diversi materiali con diverse proprietà fisiche e meccaniche in un singolo processo di costruzione. Le tecnologie di stampa 3D avanzate creano modelli che emulano molto da vicino l’aspetto e le funzionalità dei prototipi.

Una stampante tridimensionale lavora prendendo un file 3D da un computer e utilizzandolo per fare una serie di porzioni in sezione trasversale. Ciascuna porzione è poi stampata l’una in cima all’altra per creare l’oggetto 3D.

Stampa Laser

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La stampa laser è una tecnica di stampa che deriva direttamente dalla xerografia e permette una notevole velocità di stampa.

  1. caricamento statico del tamburo attraverso il PCR (rullo primario caricabatteria). Il flusso continuo di corrente elettrica proveniente dal PCR genera uno stato di carica negativa sulla superficie fotosensibile del tamburo.
  2. esposizione: Il raggio laser legge l’immagine da riprodurre e scansiona la superficie del tamburo togliendo la carica negativa nelle aree dove il toner non dovrà collocarsi, nella successiva fase di sviluppo. Sulla superficie del tamburo a questo punto risulta esserci un’immagine “nascosta” che non è altro che la riproduzione in negativo dell’immagine da stampare.
  3. sviluppo: la fase di sviluppo avviene attraverso l’immagazzinamento, da parte del tamburo magnetico, della polvere del toner sull’immagine nascosta. La polvere del toner, proveniente dal proprio serbatoio (le cui aperture sono adiacenti al tamburo) viene attratta sul tamburo stesso e si attacca alle aree rimaste sensibili alla carica negativa, cioè all’immagine nascosta. Nel procedimento interviene anche una lama dosatrice (racla) che regola la quantità di polvere toner nella zona del rullo magnetico. Il suo compito è quello di livellare l’acquisizione del toner togliendo il superfluo.
  4. trasferimento: il passaggio successivo è lo spostamento del toner sul foglio di carta. Durante il suo scorrimento il foglio viene caricato positivamente dal rullo di spostamento, per far sì che il toner sul tamburo, con carica negativa, si trasferisca sul foglio di carta creando l’immagine da stampare.
  5. fusione: le particelle di toner che sono già presenti sul foglio di carta non sono ancora attaccate perfettamente ad esso, hanno bisogno della fase di fusione. Il foglio di carta deve passare attraverso una zona della stampante detta “forno di cottura”, composto dal rullo fusore e dal pressore. Il rullo pressore comprime il foglio sul rullo fusore, che con il calore emesso salda il toner alla carta.
  6. pulizia: nella cartuccia, mentre avviene la rotazione, non tutto il toner collocato sul tamburo si trasferisce sul foglio di carta, perciò c’è necessità di un meccanismo di pulizia per consentire alla macchina di ripetere il procedimento di stampa. La lama di pulizia ha il compito di pulire il tamburo dal toner rimasto, non più riutilizzabile, trasportandolo in un serbatoio specifico. Esiste un’altra lama detta di recupero, che ha la mansione di impedire al toner rimasto di cadere davanti al tamburo, impedendogli quindi di uscire dalla cartuccia.
  7. cancellazione: dopo che la lama di pulizia ha tolto il residuo di toner, la macchina cancella le impronte di carica negativa ancora presenti sul rullo magnetico.

Comunque se volete seguire i nostri consigli per orientarvi tra i diversi prodotti dell’universo hi-tech più adatti alle varie esigenze, partendo anche dai più economici, leggete qui dove vi diamo qualche anticipazione per un 2019 super tecnologico.

 

 

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Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

11 Responses to "Aiuto! Le stampanti sentono la paura!"

  1. Chiara Calicetti   1 Maggio 2019 at 12:03

    Paolo come mi rivedo in te! Anche io laureata in lettere non sono assolutamente tecnologica e non avevo la minima idea di come si pulisse una stampante! Ma la stampante 3D invece mi affascina da morire!

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    • Fabiola Cinque
      Fabiola Cinque   1 Maggio 2019 at 20:07

      Sì è davvero affascinante vedere quello che può realizzare una stampante 3D! Ho assistito alla creazione di oggetti di design e la tecnologia è semplicemente fantastica

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  2. Simona Pollini   1 Maggio 2019 at 12:06

    Non posso crederci! Ma come fai a parlare sempre così ironicamente della tecnologia? A me demoralizza solo non capirci nulla…

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  3. Lucio Notabile   1 Maggio 2019 at 12:14

    Mi ero troppo divertito a leggere quest’altro articolo “Ecco come ho fatto a far vedere tutto Star Wars alla mia ragazza!“
    ed ora non posso crederci che sei riuscito a parlare anche di stampanti 3D… fenomeno!

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  4. Daniela Satti   1 Maggio 2019 at 20:11

    Io per un periodo ho creato bijou con la stampante 3D. Era emozionante quello che riuscivo a creare! E li vendevo anche bene!

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  5. Steve Moss
    Steve Moss   1 Maggio 2019 at 23:26

    io invece impazzisco per la tecnologia e mi aggiorno sempre su tutto, grazie Paolo di quest’articolo dai comunque informazioni molto utili!

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  6. Flavio Redhair
    Flavio Redhair   1 Maggio 2019 at 23:29

    Io mi ritengo abbastanza esperto, sono un curioso e “smanetto” su ogni mezzo ma confesso che, “di come si pulisse una stampante” non ne sapevo nulla fino a oggi…

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  7. Lamberto Cantoni
    lamberto   2 Maggio 2019 at 08:04

    Io sogno una 3d capace di stamparmi la mia fidanzata ideale di silicone morbido. Che rivoluzione! Fine dei ricatti e delle rotture di coglioni con donne vere, a culo tutte le stronzate tipo seduzioni, corteggiamento, dissimulazioni, civetterie, shopping traumatici, carte di credito rifiutate. Sono indeciso sul chip sonoro: solo suoni onomatopeici e interiezioni oppure anche enunciazione filosofiche…un bel rompicapo

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  8. Antonio Bramclet
    Antonio   2 Maggio 2019 at 08:18

    Molto interessanti le parti dedicate alla pulizia. Mi ero abituato a considerare la stampante una macchina stupida da trascurare (finché funziona). Non è vero. È tecnologia di tutto il rispetto. Ho sempre acquistato HP. Mi chiedo se non sia venuto il momento di cambiare.

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  9. Antonia Storace
    Antonia Storace   2 Maggio 2019 at 11:31

    Questo articolo devo farlo leggere anche al mio papà, che di tecnologia avanzata se ne intende. A me viene in mente la mia vecchia polverosa stampante, in camera, a cui non ho mai sostituito le cartucce 😅 È tempo di aggiornarsi ☺

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  10. Stefano Maria Pantano
    Stefano Maria Pantano   3 Maggio 2019 at 17:10

    Quando appresi dell’arrivo di una stampante capace di creare oggetti dal niente rimasi realmente sorpreso e ancora oggi continuo a chiedermi come sia possibile. La capacità di dare forma tangibile a un’idea, a un modello perfetto a cui possiamo dare sostrato ontologico come moderni demiurghi che hanno rubato il fuoco agli dei. Ancora più affascinante la presenza di lame dosatrici e di pulizia che lavorano al processo di creazione che resta pur sempre umano nel macchinico e quindi ha bisogno di selezionare, dosare, scartare, pulire, come il rasoio di Ockham faceva per arrivare alla soluzione dei problemi, in barba a tutto quello che pretende di essere astruso, complesso e cervellotico, quando in realtà le cose più vere e importanti della vita dell’uomo sono semplici.

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