Toulouse Lautrec la leggerezza scandalosa della Belle Epoque

Toulouse Lautrec la leggerezza scandalosa della Belle Epoque

MILANO – Il mondo fuggevole di Toulouse Lautrec  è l’affascinante percorso per scoprire e approfondire la conoscenza di un artista che ha rappresentato ed esaltato un mondo sommerso, fatto di spensieratezza, di divertimento, di eccessi ma che ha caratterizzato la Belle Epoque francese.

Palazzo Reale apre le porte all’autunno con una mostra bellissima, dedicata alla singolare opera di un grande del passato, un uomo che ha fatto della sua deformità una forza, con irriverente autoironia, e che ha scelto di trascorrere la sua vita e di dedicare la sua produzione artistica al mondo scandaloso delle case d’appuntamento, dei locali di svago maschile come il Moulin Rouge, celebrandone le protagoniste come se fossero dive del cinema. E non solo, Toulouse Lanutrec si può definire precursore della statunitense Pop Art nel senso concettuale del termine, proprio per il suo dedicarsi alla realizzazione dei manifesti, ideati dunque per arrivare il grande pubblico, con lo stesso impegno con cui si sarebbe applicato alla realizzazione di un olio su tela.

Toulouse-Lautrec

Dunque l’arte popolare con Toulouse Lautrec  cioè pensata per il popolo, concepita per esaltare l’offerta e per indurre le persone ad accorrere a vedere gli spettacoli osé che caratterizzano un’epoca di leggerezza, di rivoluzione dei costumi e di rottura degli schemi moralistici preesistenti.

Un mondo dove tutto è possibile è quello descritto dai lavori dell’artista, figlio di due consanguinei della nobiltà francese e proprio a causa di ciò nato con malformazioni genetiche che gli hanno provocato, alla tenera età di dieci anni, la rottura di entrambi i femori compromettendo per sempre la crescita degli arti inferiori e lasciandolo di fatto deforme e impossibilitato ad alzarsi dal letto per tutto il periodo giovanile. È lì, nel suo letto che era diventato il suo mondo, che Toulouse Lautrec si appassiona di disegno e di pittura, riproducendo a mano le immagini fotografiche che gli venivano mostrate dai suoi amici e parenti, in particolar modo amava ritrarre cavalli;

Toulouse-Lautrec

in età più adulta, dopo essere uscito dal sanatorio che era stato per anni quasi una prigione e dopo aver studiato presso i più grandi pittori dell’epoca per perfezionare lo stile, aprì un proprio atelier parigino nel quartiere malfamato di Montmartre, pieno di case di tolleranza, di caffè chantants, di cabaret. Scelta che scandalizzò i genitori nobili – il padre gli impose addirittura di non firmare i lavori con il suo nome bensì di adottare uno pseudonimo proprio a causa degli scandalosi soggetti ritratti, firma che in seguito si trasformò nella celebre sigla stilizzata HTL all’interno di un cerchio – ma che divenne di fatto la sua fortuna.

La vicinanza emotiva di Toulouse Lautrec con le prostitute, i cantanti sfruttati e le modelle che bazzicavano intorno a Montmartre, dovuta al fatto che egli stesso a causa della sua deformità si era sempre sentito un escluso, lo indussero a rendere proprio questi personaggi protagonisti delle sue opere, rappresentandoli senza giudizio morale, senza puntare il dito bensì semplicemente raccontandone la quotidianità, esaltandone la celebrità e regalando uno spaccato di vita dei suoi tempi, nella parte di mondo cittadino in cui aveva scelto di vivere.

La clownesse assise

A sua volta dissoluto, alcolizzato, celebre al punto di potersi permettere lunghi viaggi che gli fecero scoprire le opere giapponesi da cui riprese lo stile in molti suoi manifesti, si avviò molto presto verso il declino fisico che lo portò a soli trentasei anni alla morte. L’interessante mostra di Palazzo Reale, curata da Danièle Devynck (direttrice del Museo Toulouse Lautrec di Albi) e Claudia Zevi, promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Giunti Arte Mostre Musei e da Electa, con il Musée Toulouse-Lautrec di Albi e l’Institut national d’histoire de l’art (INHA) di Parigi, ripercorre tutte le tappe della vita dell’artista, raccontandone le difficoltà, lo spirito ribelle, lo stile di vita immorale e sfrenato, l’amore eccessivo per una vita che gli aveva negato la normalità ma alla quale non si sottomette, dimostrando a se stesso di poter seguire autonomamente la sua strada, nonostante tutto.

In mostra sono esposte oltre 250 opere tra cui 35 dipinti, litografie, acqueforti e la serie completa di tutti i 22 manifesti realizzati dall’artista bohemien, provenienti, oltre che dal Musée Toulouse Lautrec di Albi, anche da importanti musei e collezioni internazionali come la Tate Modern di Londra, la National Gallery of Art di Washington, il Museo Puškin di Mosca, il Museum of Fine Arts di Houston, il MASP (Museu de Arte di San Paolo), e la Bibliotheque Nationale de France di Parigi, per non citare che i principali prestatori, e da diverse storiche collezioni private. Una mostra davvero molto interessante sia dal punto di vista artistico che da quello storico e che permette di fare un tuffo in un passato lontano eppure vicino, diverso eppure simile, segno di un corso e ricorso storico che da sempre ha segnato il cammino dell’umanità.

Qui trovate tutti i nostri articoli dedicati a questo magnifico artista ed alle mostre a lui dedicate.

IL MONDO FUGGEVOLE DI TOULOUSE LAUTREC

Palazzo Reale Piazza del Duomo 12, Milano

dal 17/10/2017 al 18/02/2018

ORARI: lunedì dalle 14.30 alle 19.30

martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 19.30
giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30

CONTATTI: Infoline e prevendite Tel.: 02-54915

Sito web: http://www.toulouselautrecmilano.it/

Toulouse-Lautrec Milano

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[img src=http://www.mywhere.it/wp-content/flagallery/toulouse-lautrec-milano/thumbs/thumbs_08-ambassadeurs-aristide-bruant.jpg]00Toulouse-Lautrec – Ambassadeurs Aristide Bruant
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Marta Lock

Marta Lock

Sono romanziera, aforista, saggista, ho una rubrica socio-psicologica, L’Attimo Fuggente, che parla di emozioni, sentimenti relazioni, nella complicata realtà contemporanea, e che esce ogni lunedì sul mio sito web www.martalock.net, Recensisco mostre di pittura e vado alla scoperta dei piccoli luoghi e scorci interessanti di Italia di cui raccontarvi. Scrivere è la mia vita, la mia vocazione e la mia gioia più grande.
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