Una vita bizzarra

Una vita bizzarra

Una tavola apparecchiata con tovaglia rosa. Al centro una rosa appena tagliata. Come un gesto scaramantico, come se le dita restassero incrociate per tutta la serata. E anche una sciarpa rosa indossata su un tubino nero. Elisabetta Villaggio esorcizza così, e con un bel sorriso, l’ansia che l’attanaglia prima della presentazione del suo libro “Una vita bizzarra”.

Elisabetta Villaggio 4

Rosa è il nome della protagonista del romanzo e, leggendolo, mi sono chiesta più volte se Elisabetta avesse raccontato la sua vita in quegli anni o se fosse pura invenzione. Elisabetta VillaggioSedute al Caffé della Pace di Roma, la prima domanda che le ho fatto è stata: “Ma anche tu manifestavi?” “Ovvio, ma le nostre manifestazioni erano diverse” mi spiega. “Quello che ho descritto, il capitolo in cui Rosa con l’amica Benedetta e il fratello Lorenzo stanno manifestando, ecco, è successo realmente. Il primo bacio, invece, è pura fantasia”.
Il libro racconta la vita di una ragazza di montagna, Rosa Furlan, trasferitasi a Roma con la famiglia negli anni sessanta. Una famiglia difficile, che Rosa avrebbe volentieri cambiato con quella dell’amica Benedetta, l’amica ricca, carismatica, col nasino all’insù e i capelli meravigliosi, col padre colto, un famoso psichiatra, e una madre bellissima ed elegantissima, irraggiungibile agli occhi della piccola Rosa. Lei, nata a Pieve di Cadore da una coppia che probabilmente non si era mai amata, vedeva suo padre con disprezzo e la madre con pietà. Con suo fratello Davide non aveva alcun tipo di rapporto, non si parlavano quasi, sicuramente avrebbe preferito aver Lorenzo come fratello maggiore, fichissimo, pieno di amici, divertente e anche bravo a scuola. Ma lui era il fratello di Benedetta. E non poteva essere altrimenti in quella meravigliosa famiglia.

Elisabetta Villaggio 1

I vari capitoli del libro raccontano la vita di Rosa, dalle medie alle prime esperienze amorose, gli incontri, la politica, i viaggi. In ogni pagina si percepiscono le emozioni di Rosa, quelle di un’intera vita che si mescolano alle vicissitudini della sua famiglia e di quelle della sua amica del cuore, si intersecano alla storia, agli accadimenti politici dell’epoca. Filo conduttore dell’intero racconto è l’amicizia, difficile in certi momenti, stupefacente in altri, persa e riconquistata. 

Elisabetta Villaggio 3

La Villaggio racconta momenti realmente accaduti, mascherando i protagonisti: “solo coloro che mi hanno confidato alcuni pensieri o vissuto certi momenti sanno che sto parlando di loro”.
E alla presentazione sono molti gli amici presenti, quelli stessi della fotografia di copertina che, dopo tanti anni, rivivono attraverso le parole di Elisabetta una vita intera. Ricordi condivisi, lacrime asciugate, sorrisi, abbracci… i racconti si susseguono anche durante l’evento, i protagonisti sono di nuovo gli amici (o le madri) che intervengono dal pubblico “mi ricordo quando mio figlio è tornato a casa con tutte quelle borse di Tolfa che avrebbe poi voluto vendere…”

Elisabetta Villaggio 2

Giovani che diventano adulti e sfogliando quelle pagine tornano ragazzi, vicino a madri con gli occhi lucidi che vorrebbero che i propri figli non fossero mai cresciuti. O forse qualcuno è stato meglio che sia cresciuto. O forse qualcuno non è mai cresciuto. Perché ci sono ricordi che ti fanno ritornare indietro, a quella spensieratezza che probabilmente non lo era fino in fondo. Le battaglie di una vita alla ricerca della perfezione che spesso ricerchiamo nel “giardino del vicino” e che a volte ci lascia l’amaro in bocca accompagnando ognuno di noi nella sua personale vita bizzarra.

Una Vita Bizzarra di Elisabetta Villaggio
Prefazione di Paolo Villaggio
Città del Sole Edizioni s.a.s
In copertina: fotografia di Guido Simonetti

Roberta Filippi

Bresciana di origine, bolognese di adozione e svizzera nell’organizzare la mia vita. Pretendo che tutto sia sempre scadenzato e gestito con la tempistica più rigorosa possibile. L’ordine per me è una mania, ad esclusione della mia scrivania che non è nulla a confronto di un campo da guerra. Ho la fortuna di lavorare come avrei sempre sognato: in modo indipendente, con collaboratori intelligenti e facendo ciò che più mi piace, scrivere e organizzare. Intenzionata a voler sempre arricchire le mie conoscenze e sempre pronta a scoprire nuove cose, combatto le mie giornate tra Mac, agende, planning, farina e padelle. Perché per essere veramente realizzata devo poter trovare il tempo per cucinare un risotto o sfornare del pane caldo da gustare per cena, rigorosamente con un buon bicchiere di vino.
Roberta Filippi

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2 Responses to "Una vita bizzarra"

  1. Paola   29 Ottobre 2013 at 18:21

    Ho letto il libro, mi sono lasciata catturare dalle emozioni.
    Mi è piaciuto come è stato scritto l’articolo e il giorno dopo sono andata a comprarlo.
    Sono orgogliosa di aver anche io una vita bizzarra!!

    Rispondi
    • Roberta   29 Ottobre 2013 at 18:33

      Mi fa piacere, Paola, sapere che le mie parole ti abbiano spinto a leggere il libro. Ognuno di noi ha una vita bizzarra, senza eccessi come Rosa si spera…
      buona serata, Roberta

      Rispondi

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