Campioni d’Europa. Unipol Fortitudo Baseball

Campioni d’Europa. Unipol Fortitudo Baseball

Fabio Betto

L’anima trainante della vita è la passione. Voglio abusare di questa semplice parola perché in essa stanno racchiusi tutta una serie di concetti, non secondari, che racchiudono il senso delle nostre azioni. Studiamo per passione, cosi come viaggiamo, leggiamo, ci avviciniamo all’arte, al cinema, alla lirica e facciamo una miriade di altre cose che danno un senso alla nostra esistenza. Lo sport non è da meno. Chi lo ama, ne viene posseduto completamente, è una sorta di matrimonio senza tradimento che ci portiamo piacevolmente dietro per sempre. Ma non parlo del calcio, sarebbe troppo banale seppur anche questo sia una fede, soprattutto per noi italiani. Parlo di quegli sport che ci hanno visti arrivare a vette altissime, soprattutto in quest’ultimo anno. Mi riferisco a quegli sport di nicchia, quelli brutalmente considerati minori, ma che in realtà celano un pubblico attento e motivato, nascondono tenacia, decisione, costanza e pensiero. Tra tutti i trionfi sportivi per le quali abbiamo esultato nel 2012, dai nostri atleti alle Olimpiadi alle ParaOlimpiadi con Alex Zanardi, non potevamo tralasciare l’ennesimo fiore all’occhiello di Bologna, la Unipol Fortitudo Baseball.


Jesus Matos

Una squadra che, per la quarta volta dalla sua nascita (1953), conquista l’Europa vincendo la Coppa dei Campioni in una finale leggendaria contro il Nettuno. Uno spettacolare 4-3 da lasciare senza respiro. Il baseball “non è uno sport usa e getta” afferma Stefano Michelini, presidente dal 2010, che all’attivo ha una vita dedicata interamente a questo magnifico sport, la sua prima partita la vide nel 1971 allo stadio Gianni Falchi, da li in poi fu radio cronista ufficiale della squadra e sostenitore accanito e appassionato di questo sport, fino a oggi in cui ricopre la carica massima di presidente. Non è un gioco che puoi vedere e andartene a casa, non si deve buttare la palla dentro a nulla a differenza di altri sport come il calcio o il basket dove la porta o il canestro sono il bersaglio dei giocatori, qui, nel baseball, vige la strategia, il pensiero, la meta. Il baseball è un modus vivendi prima di essere un gioco, è un piacevole momento che ti ritagli per te e per rilassarti, è vero, infatti, che gli americani lo vivono come un modo di divertirsi chiamandolo National Pastime. Molta strategia e poco istinto sono le chiavi fondamentali per essere vincitori, “noioso” per chi non lo capisce, ma totalizzante per chi entra nel meccanismo, questo sport ingombra la vita come una bella donna, è come giocare “ai quattro cantoni” per conquistare un appuntamento e la vittoria.

Martedi 16 ottobre la nostra città, nelle persone del sindaco, Virginio Merola e dall’assessore allo sport, Luca Rizzo Nervo, consegna a Unipol Fortitudo Baseball uno dei massimi riconoscimenti che l’amministrazione comunale conferisce a chi si è distinto nei vari campi di appartenenza. Alle 13 in sala Rossa sarà presente una rappresentanza del team, composto dai alcuni giocatori, (praticamente solo italiani, l’unico straniero è Jesus Matos, il lanciatore protagonista della finale e i due oriundi, Infante e Castellitto), dall’allenatore Marco Nanni e dal presidente Michelini per una giornata memorabile, all’insegna delle eccellenze.

A volte se si getta il cuore oltre all’ostacolo ci si rende conto che gli ostacoli non ci sono più, si capisce che uno sport che prima snobbavi, ora non vedi l’ora di rivedere e rivivere. Il baseball ha solo bisogno di superare l’ostacolo. Sono sicura che andando, per la prima volta, a vedere una partita con “gli amici del baseball” (si è istituito da poco un piccolo club di amici che ti spiegano tutti i passaggi e le regole minuto per minuto) vi appassionerete e non riuscirete più a farne a meno.


Unipol Fortitudo Baseball campioni d’europa 2012

 

Martedi 16 Ottobre ore 13
Sala Rossa – Comune di Bologna
http://www.fortitudobaseball.it/index.php

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Andrea Guidetti

Andrea Guidetti

Nato col Commodore 64, Amiga e Nintendo 8-bit ho passato l’adolescenza sul divano in compagnia degli amici e della famiglia Playstation. Quando ero fuori casa facevo le mie prime chiamate con i gettoni, ma dagli anni ’90 ho conquistato quello che credevo essere una delle tecnologie più rivoluzionarie: il Motorola 8700, altro che il “risoluzionario” iPad di oggi! Dovevo combattere con mia madre quando con la linea a 56k pretendevo di andare in internet mentre lei voleva telefonare. Per fortuna oggi ho la casa cablata con wifi e fibra ottica.
Andrea Guidetti

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