Valentina Mallamaci: “Vi racconto la rivoluzione delle Serie TV!”

Valentina Mallamaci: “Vi racconto la rivoluzione delle Serie TV!”

ROMA – Per molto tempo i tv show sono stati il fanalino di coda dell’intrattenimento, considerati di secondo piano rispetto al cinema, ma negli ultimi tempi non è più così. Cosa è cambiato? A spiegarcelo è Valentina Mallamaci, che nel suo saggio Tv di serie, Viola Editrice, analizza lo straordinario mondo di un medium che sta cambiando le regole dell’intrattenimento.

Agli inizi del XX secolo l’esordio del cinema fu talmente impattante da cambiare completamente il nostro modo di vedere le cose. Era l’arte del futuro, e per diversi decenni, fin quando la televisione non entrò definitivamente nelle case, i film sono stati lo specchio della società, non solo perché imponevano personaggi e attori, ma anche perché influenzavano e suggerivano stili di vita, modelli di comportamento, lezioni di morale ed etica.

Oggi, a più di 100 anni di distanza dall’arrivo della Settima Arte, un nuovo medium, perché ormai possiamo definirlo tale a tutti gli effetti, sta superando il cinema negli aspetti elencati poc’anzi con una forza inarrestabile. Di cosa stiamo parlando? Delle Serie Tv ovviamente, protagoniste in questi ultimi anni, di un’autentica rivoluzione, sia sul piano dei contenuti, sia per ciò che riguarda il modello di fruizione delle stesse.

L’argomento è sempre più caldo e noi abbiamo deciso di parlarne con una giovane autrice che di Serie Tv ne sa veramente tanto. Il suo nome è Valentina Mallamaci e in questi giorni, è nelle migliori librerie con il suo saggio “Tv di serie-Analisi delle pratiche e dei temi che hanno cambiato un medium” (VIOLA EDITRICE).

Valentina Mallamaci, giornalista e critico cinematografico, è laureata in Comunicazione Multimediale e di Massa e diplomata al Master di Critica Giornalistica presso l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico. Collabora con la rivista Il Mucchio Selvaggio e con la rivista di critica on line CultFrame Arti Visive.

TV DI SERIE – ANALISI DELLE PRATICHE E DEI TEMI CHE HANNO CAMBIATO UN MEDIUM

Valentina Mallamaci
Immagini da Palazzo delle Esposizioni per la presentazione del saggio di Valentina Mallamaci

Il testo è un saggio dedicato alle mutevoli dinamiche che stanno caratterizzando la trasformazione, ancora in atto, di un medium che fin dalla sua invenzione abbiamo percepito come parte integrante della nostra quotidianità: la televisione.

L’autrice analizza il modo in cui il racconto lungo della serialità sia diventato il luogo in cui questa metamorfosi trova la sua più alta espressione: in esso si combinano i migliori elementi della grammatica cinematografica e della letteratura per dare forma a una narrazione di qualità, per temi e resa estetica, che si fa riflesso delle istanze politiche e sociali contemporanee più rilevanti.

In parallelo con il mutamento del pubblico, che cerca nella fruizione televisiva un’esperienza molto più significativa del semplice intrattenimento, anche le narrazioni seriali si fanno più complesse, cercando di sondare nelle paure e nei desideri che alimentano il nostro vivere quotidiano: la produzione di show è aumentata in modo vertiginoso (tanto da far parlare di peak television), gli standard qualitativi sono cresciuti come mai prima, il concetto di “pubblico” è stato ridefinito (da telespettatore a consumatore) e la televisione è diventata sempre più liquida, travalicando qualsiasi nuova forma di schermo.

Il saggio è un’occasione per analizzare dal punto di vista tematico alcuni dei racconti televisivi che più hanno avuto successo di critica e pubblico negli ultimi anni (True Detective, The Young Pope, House of Cards, Better Call Saul, The Handmaid’s Tale, The Crown, Black Mirror, Westworld, Stranger Things e Twin Peaks) e si rivolge a fan, addetti ai lavori e a tutti coloro che contribuiscono a rendere l’esperienza di fruizione televisiva estremamente stimolante.

INTERVISTA A VALENTINA MALLAMACI

Valentina Mallamaci
A sinistra Eleonora Saracino di CultFrame, a destra l’autrice Valentina Mallamaci

Qualche giorno fa siamo stati alla presentazione del saggio di Valentina, svoltasi a Roma presso il Bookshop di Palazzo delle Esposizioni. Più che una conferenza, si è trattato di un incontro, dove Valentina Mallamaci ha raccontato davvero tutto sul suo saggio e su un mondo che non sembra poter arrestare la sua incredibile ascesa.

Tra i presenti una nostra vecchia conoscenza, che per l’occasione ha svolto il ruolo di moderatrice dell’incontro. Il suo nome è Eleonora Saracino, scrittrice e giornalista cinematografica che qualche anno fa abbiamo avuto il piacere di intervistare (cliccate qui per saperne di più, soprattutto se siete fan di American Horror Story). Che dire? Siamo rimasti particolarmente colpiti dalla competenza e dalla passione di Valentina e abbiamo deciso di intervistarla, affrontando insieme a lei moltissimi temi legati allo straordinario mondo delle serie tv.

Valentina Mallamaci
Valentina Mallamaci

Ecco a voi la nostra chiacchierata.

Ciao Valentina, partiamo subito con le domande. Che obiettivo ti sei prefissata scrivendo questo libro? Cosa hai voluto raccontare al pubblico?

Prima ancora che una studiosa di serialità televisiva, sono una consumatrice e un’appassionata, quindi la mia prima necessità è stata quella di cercare un punto di incontro tra questi due mondi. Analizzando dieci serie recenti e di grande successo, ho voluto sottolineare la complessità narrativa di questi testi, il modo in cui si sviluppano i personaggi, ma soprattutto l’importanza e la complessità dei temi che si trovano al centro di questi racconti. Oltre alla trama orizzontale che ci accompagna dal primo all’ultimo episodio di ogni serie c’è molto altro, e credo sia giusto, proprio in un momento come questo, in cui l’offerta è sconfinata, fermarsi ad analizzare e approfondire un fenomeno sociale di così grande rilievo.

Valentina Mallamaci
Alcune tra le Serie Tv più importanti di sempre

Come sono cambiati i linguaggi, i protagonisti, i target delle Serie TV dagli anni 90′ ad oggi?

Un primo e importante cambiamento è avvenuto a partire dagli anni Ottanta, in una fase che, nell’ambito dei television studies viene definita Second Golden Age: da questo momento si comincia, effettivamente, a sperimentare, e alcune serie, come Hill Street Blues, si distinguono per l’originalità dei loro modelli narrativi e per le peculiari tecniche di promozione e distribuzione. Poi, negli anni Novanta, arriva sul piccolo schermo una serie che rompe tutti gli schemi, Twin Peaks, creando un’eco mediatica senza precedenti. La televisione scopre le proprie potenzialità, diventa, sempre più, quality television, e permette agli autori di creare un linguaggio del tutto nuovo, che attinge (finalmente!) dalla grammatica cinematografica, raccontando personaggi ricchi di sfumature, che ci somigliano e che vivono le nostre stesse difficoltà. Mentre cambiano le storie, i personaggi e il modo di raccontarli, anche il pubblico cambia: chi guarda le serie tv acquisisce competenze, pretende un prodotto di alto livello, non si accontenta più di un’esperienza di fruizione soltanto ludica. La serialità, a differenza del cinema, ha il tempo di raccontare e, mai come oggi, sembra che questa opportunità venga sfruttata al meglio.

valentina mallamaci
Il cast di Twin Peaks, serie tv iconica di David Lynch

Secondo te quali sono i motivi che hanno portato le Serie TV ad avere questo successo? Stanno quasi sostituendo il cinema sotto molti aspetti?

Serialità televisiva e cinema sono due ambiti differenti, ed è giusto che sia così, ma è interessante osservare come l’una stia influenzando l’altro, e viceversa. Da discendente e prodotto minore, la serialità si è guadagnata, negli anni, il giusto riconoscimento che merita, trasformandosi in un luogo capace di valorizzare l’autorialità, dalla scrittura alla regia. Non è un caso che molti importanti nomi del cinema come Lynch, Sorrentino e David Fincher, per citarne alcuni, si siano cimentati con la serialità. Hanno successo perché sperimentano, valorizzando le competenze, perché si prendono il tempo che manca al cinema per approfondire le storie e i personaggi e perché, va detto, oggi dispongono di mezzi e investimenti prima inimmaginabili.

Valentina Mallamaci
Paolo Sorrentino e Jude Law durante le riprese di “The Young Pope”

Ci dai un tuo parere su Netflix?

Credo che Netflix, esattamente come Amazon, Sky o Hulu, sia una grande opportunità, e il suo successo lo dimostra. Pensare che possa ostacolare il cinema è un errore da non commettere. Pensiamo al recente successo di un film come Sulla mia pelle, selezionato come film d’apertura della sezione “Orizzonti” alla Mostra del Cinema di Venezia, disponibile contemporaneamente su Netflix (che lo distribuisce, insieme a Lucky Red) e in sala: la risposta del pubblico che ha scelto di vedere il film al cinema è stata alta, sorprendente considerando il numero di copie distribuite. Lo ha sottolineato il direttore della Mostra Alberto Barbera: se Netflix riscuote un tale successo, è perché sta investendo su un cinema di qualità e questo sta dando i suoi frutti.

Per chi ama davvero il cinema, la visione in sala è imprescindibile, e continuerà sempre ad essere così. A patto che l’offerta e le opportunità siano le stesse degli altri player sul mercato: è proprio su questo punto che bisognerebbe ragionare e trovare soluzioni condivise.

Valentina Mallamaci
Il marchio di Netflix, impresa operante nella distribuzione via internet di film, serie televisive e altri contenuti d’intrattenimento che sta letteralmente cambiando il concetto di televisione e cinema

True Detective, The Young Pope, House of Cards, Better Call Saul, The Handmaid’s Tale, The Crown, Black Mirror, Westworld, Stranger Things e Twin Peaks. Nel tuo libro analizzi tutte le qualità e i motivi del successo di queste serie. Qual è la tua preferita e perché?

Ognuna di queste serie merita di essere vista e affronta temi di grande interesse, ma ce ne sono due che ritengo essere anche molto importanti: The Handmaid’s Tale (e consiglio anche la lettura del romanzo di Margaret Atwood) per la sua drammatica attualità, e Twin Peaks perché oltrepassa i confini del piccolo e del grande schermo per diventare opera d’arte.

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The Handmaid’s Tale, secondo Valentina Mallamaci, una serie tv da non perdere

Una Serie Tv che ti ha colpito recentemente e consigli al pubblico di MyWhere?

In tantissimi l’hanno vista, ma per chi non lo avesse ancora fatto consiglio la serie di animazione BoJack Horseman disponibile su Netflix. Non fatevi ingannare dall’idea che sia un cartoon per adulti, tutt’altro: dietro la satira sui meccanismi hollywoodiani e sulla fugacità della fama ci sono personaggi (BoJack in primis) che meritano attenzione tanto quanto quelli in carne ed ossa, temi estremamente complessi, che richiedono più di una visione in stile binge-watching per essere compresi a fondo, e una scrittura che non ha nulla da invidiare ad altri titoli contemporanei di grande successo.

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Bojack Horsemen, serie Netflix

INFO

Valentina Mallamaci

“Tv di serie-Analisi delle pratiche e dei temi che hanno cambiato un medium”.

+393398869306

info@violaeditrice.it

ufficiostampa@violaeditrice.it

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Paolo Riggio

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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