We Will Rock You, la rivoluzione rock dei Queen in tour passa da qui

We Will Rock You, la rivoluzione rock dei Queen in tour passa da qui

ROMA – Per pochi giorni, al Brancaccio dal 27 febbraio al 3 marzo, lo spettacolo con i più grandi successi dei Queen e tra i musical più rappresentati al mondo. Ma come sarà la versione del produttore Claudio Trotta di Barley Arts? Qui ci racconta tutto, ma proprio tutto, su We Will Rock You.

Sarà per il successo planetario di Bohemian Rapsody, culminato con la vittoria di Rami Malek come Miglior Attore protagonista agli Oscar 2019 per la sua magica interpretazione del leggendario Freddy Mercury, o sarà perché stiamo parlando di un gruppo immortale, capace di creare una magia perpetua intorno alla parola musica, ma la Queen Mania è tornata ed è più forte che mai. In questo contesto di nostalgia e di ricordo di uno dei gruppi più trasversali e influenti della storia della musica, lo spettacolo teatrale We Will Rock You registra diversi sold out nel tour italiano iniziato nei primi mesi del 2019. Così il musical, dopo aver invaso i teatri di Milano e Genova, fa tappa a Roma, al Teatro Brancaccio , dal 27 febbraio al 3 marzo per continuare a registrare un successo pazzesco.

Se siete appassionati dei Queen non potete assolutamente perdervelo. We Will Rock You, musical scritto e ideato dai Queen e da Ben Elton, con la regia di Lawrence Olivier Award Tim Luscombe, non è una semplice replica dello spettacolo proposto qualche anno fa, ma si tratta invece della nuovissima produzione concepita appositamente per il nostro Paese dal produttore Claudio Trotta per Barley Arts.

Pur mantenendo la storia, i personaggi e le musiche originali che verranno eseguite dal vivo, questo è un nuovo allestimento, attento a sottolineare l’aspetto politico, attuale e visionario alla base del musical e completamente rinnovato sotto ogni aspetto: dalla Regia, affidata al candidato Lawrence Olivier Award Tim Luscombe, alla Scenografia concepita da Colin Mayes, fino alle Coreografie curate da Gail Richardson. La Direzione Artistica è affidata a Valentina Ferrari, già confermata nel ruolo di Killer Queen, mentre Riccardo Di Paola è alla Direzione Musicale e Cristina Trotta il Produttore Esecutivo. E per l’occasione anche il cast sarà totalmente rinnovato.

WE WILL ROCK YOU, I NUMERI

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Oltre 8 milioni di spettatori, 2700 performance e 12 anni consecutivi di rappresentazioni a Londra: sono questi i numeri di We Will Rock You, il musical che mette in scena 24 tra i maggiori successi dei Queen e riflette le performance live della storica band. Lo spettacolo è stato prodotto da Ben Elton in collaborazione con Roger Taylor e Brian May. Lo show ha debuttato al Dominion Theatre di Londra il 12 maggio 2002 e il successo fu così eclatante da entrare nella Top 10 degli show più longevi nella storia del West End. Il musical ha debuttato in Italia a dicembre del 2009, riscuotendo anche nel nostro Paese un grande successo di pubblico. A decretare una tale accoglienza la scelta, condivisa dai Queen stessi, di mantenere le canzoni in inglese (tranne due) e di tradurre e riadattare solo i dialoghi.

WE WILL ROCK YOU, LA VERSIONE DI CLAUDIO TROTTA

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Claudio Trotta

Alla presentazione capitolina dell’attesissimo spettacolo, in scena al Brancaccio dal 27 febbraio, ho incontrato il produttore Claudio Trotta, che ha raccontato le peculiarità del suo progetto artistico. Asserisce, sin da subito, che privilegerà l’attualizzazione e la contemporaneità della vicenda, e premette: “Sarà uno spettacolo unico nel suo genere, ci troviamo in un futuro distopico, in cui il rock viene bandito e i suoi seguaci costretti a nascondersi, una società vittima della globalizzazione più totale e alla mercé di una multinazionale che controlla non solo la musica ma la vita dei singoli individui”.

Da questa premessa sono partite le altre domande:

Rispetto alla vecchia versione, bellissima, quali modifiche hai dovuto o voluto apportare? Hai cercato di attualizzare il tutto?

Quello che abbiamo fatto è partire da testi straordinari, quelli delle canzoni dei Queen e attualizzarli. Abbiamo modernizzato il musical ideato dai Ben Elton e dai Queen, con i quali ho un rapporto fantastico, ma abbiamo mantenuto quell’identità rock che lo pervade. Siamo in un’epoca un po’ strana, un’epoca dove siamo comandati dalla rete e dai telefonini e dove nel business musicale imperversano multinazionali come Amazon, Google, Facebook, Microsoft e Spotify. Mi dispiace dirlo, ma questa è un’epoca fake. Prima, al tempo del Rock, quello vero, tutto questo non c’era, c’era solo la realtà. Con We Will Rock You, vogliamo raccontare che una volta era il rock a comandare col suo alone di libertà, perché il rock è la cosa più vera che esista. E per farlo, non potevamo non utilizzare le canzoni di un gruppo musicale, capace di fungere da colonna sonora della vita di miliardi di persone e di innumerevoli generazioni. Nelle tappe che abbiamo proposto finora, e io non me ne perdo neanche una, ho visto bambini di 4 anni ballare e cantare, ho visto bambini di 8 anni cantare a memoria le canzoni di Freddy Mercury e ho visto signori di terza età, buttarsi a 2 m dal palco per respirare tutto questo. I Queen sono proprio questo. La gente è stufa delle falsità, delle bugia, delle banalità e della volgarità e ha bisogno di realtà. Che cosa c’è di più reale della cultura rock? Poco…

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Com’è il tuo rapporto con gli attori, i cantanti e gli scenografi?

Come detto in precedenza non mi sono perso una tappa delle precedenti, fatta eccezione per quella di Montecatini. Sono molto esigente, a tratti maniacale, devo riconoscerlo. Guardo lo spettacolo dalla platea per sentire le emozioni e le sensazioni del pubblico ma durante l’intervallo, faccio un po’ come i presidenti di calcio: entro nei camerini e mi arrabbio se c’è qualcosa che non va, oppure faccio i complimenti quando i ragazzi se lo meritano. Lo stesso a fine spettacolo, se qualcosa non mi è piaciuto lo faccio notare, ma sono il primo incoraggiare tutti e a lodare. Devo dire però che con questi interpreti sono abituato veramente bene, la passione, il sacrificio e la dedizione che ci mettono sono davvero straordinari. E d’altronde come potrebbe non essere così? Noi, come i Queen, puntiamo alla straordinarietà, quella bella, perché se è bella diventa suono, se non è bella, diventa rumore.

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Il tour di We Will Rock You arriva a distanza di pochi mesi dal successo planetario del film Bohemian Rapsody. Lo avete fatto apposta per cavalcare l’onda?

Sapevo che sarebbe arrivata questa domanda! È logico pensare che il successo di We Will Rock You sia legato a quello di Bohemian Rapsody, pellicola meravigliosa. Io però non la penso così, credo che il nostro musical stia facendo registrare questi numeri grazie al lavoro straordinario che ci mettiamo dentro. Sono contentissimo però del successo del film e dell’Oscar a Rami Malek. Bohemian Rapsody ha reso onore alla musica dei Queen, che negli ultimi anni era stata fatta a pezzi da media e addetti ai lavori.

In che senso?

È stata banalizzata, sminuita, definita commerciale, considerata addirittura volgare, da questi santoni della musica. Santoni che non si rendono o non vogliono rendersi conto, della complessità della musica di questi artisti fantastici, musica difficile e di altissimo livello, che ha avuto il merito di conquistare tutti e non soltanto gli pseudointellettuali. Quindi, un bravo a chi ha avuto il coraggio di intraprendere il progetto cinematografico, ora non resta che a noi mostrare ancora una volta cosa fossero i Queen.

E del film che ne pensi?

E’ meraviglioso. I venticinque minuti iniziali e quelli finali sono memorabili. A Wembley nel 1985 si sono letteralmente portati via tutto il pubblico. Eccezionale, hanno fatto ‘neri’ tutti gli altri”.

Abbiamo poi visto anche il trailer, dopodiché è stato naturale decidere di non farsi scappare l’occasione di rivivere la rivoluzione rock dei Queendal vivo! Anche voi, precipitatevi che anche a Roma si rischia il tutto esaurito, e sarebbe davvero un peccato perderlo.

WE WILL ROCK YOU INFO

we will rock you

Scenografia Colin Mayes
Coreografie Gail Richardson
Direzione Artistica Valentina Ferrari
Direzione Musicale Riccardo Di Paola
Produttore Esecutivo Cristina Trotta

Regia di Tim Luscombe

Produzione di Claudio Trotta per Barley Arts

Dal 27 febbraio al 3 marzo al Teatro Brancaccio

ORARI SPETTACOLO

mercoledì 27 febbraio ore 20:45, giovedì 28 febbraio ore 20:45, venerdì 1 marzo ore 20:45
sabato 2 marzo ore 17:00 e 20:45 , domenica 3 marzo ore 17:00

PREZZI BIGLIETTI

Poltronissima Gold 65 €, Poltronissima 55 €, Poltrona A 39 €, Galleria A 39 €, Galleria B 29 €

Date e location che toccherà il Tour

Milano (dal 31 gennaio al 3 febbraio; dal 7 al 10 febbraio; dal 14 al 17 febbraio, Teatro Ciak), Genova (dal 21 al 23 febbraio, Politeama Genovese), Roma (dal 27 febbraio al 3 marzo, Teatro Brancaccio), Napoli (il 5 marzo, Teatro Augusteo), Catanzaro (il 9 marzo, Teatro Politeama), Reggio Calabria (l’11 marzo, Teatro Cilea), Catania, (il 13 marzo, Teatro Metropolitan), Bari (il 16 e il 17 marzo, Teatro Team), Firenze (dal 22 al 24 marzo, Teatro Verdi), Padova (29 marzo, Gran Teatro Geox), Torino (il 5 e il 6 aprile, Teatro Colosseo), Gorizia (il 9 aprile, Teatro Verdi) e Parma (11 aprile, Teatro Regio).

We Will Rock You, il Musical

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Fabiola Cinque

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

4 Responses to "We Will Rock You, la rivoluzione rock dei Queen in tour passa da qui"

  1. Stefano Maria Pantano
    Stefano Maria Pantano   28 febbraio 2019 at 18:16

    Ho avuto modo di vedere questo particolare musical la sera della prima al Teatro Brancaccio. C’era un’atmosfera magica, elettrica, in grado di far venire giù la balconata. Nonostante le scenografie non impressionanti e le rimasticature di scenari distopici orwelliani e kubrickiani, con suggestioni visive provenienti dall’universo pop e televisivo contemporaneo anche non recentissimo (impossibile non pensare al Mr. Big interpretato da Joe Pesci nel film “Moonwalker” di Michael Jackson, nel vedere il cattivo Kashoggi, o alla Rita Repulsa dei Power Rangers, dopo la prima apparizione di Killer Queen), lo spettacolo sviluppa la trama semplice facendone un trionfo di musica, coreografie ed energia principalmente grazie alla bravura degli interpreti. Un cast di attori-cantanti e ballerini di grandissimo livello e una musica suonata interamente dal vivo fanno di questo We Will Rock You – Il Musical, uno spettacolo veramente imperdibile per tutti coloro che hanno amato i Queen e per quelli che non potranno non cominciare ad amarli se ancora non li conoscono.

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  2. Fabiola Cinque
    Fabiola Cinque   4 marzo 2019 at 12:46

    Purtroppo mi trovo d’accordo con te Steve. Lo spettacolo, le scene, i costumi meritavano ricerca e accortezza. Uno studio accurato di un designer avrebbe reso meno grigio il tutto che, come dice anche Stefano P., “con suggestioni visive provenienti dall’universo pop e televisivo contemporaneo anche non recentissime” come ad esempio Star Trek… parodia di sé stessa.

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  3. Steve Moss
    Steve Moss   5 marzo 2019 at 19:23

    Io da inglese e appassionato di Musical ho trovato che le scenografie ed i costumi erano troppo poveri (non solo di idee). Forse è uno spettacolo fatto in economia, peccato. Peccato gli artisti meritavano di più.

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  4. Luna   5 marzo 2019 at 19:49

    Non avrei usato toni entusiastici. Io ho letto il vostro articolo e sono andata. Ad essere sincera, a parte i bravissimi musicisti, lo spettacolo e la storia erano deboli, e a tratti decisamente noioso.

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