Wedding Art Jewels: i vincitori della seconda edizione

Wedding Art Jewels: i vincitori della seconda edizione

MILANO – Ecco dove potremo vedere i gioielli vincitori di Wedding Art Jewels, concorso internazionale sul Gioiello Contemporaneo che ha portato in mostra ben 47 creativi, fra artisti-orafi e designer, nell’ambito di Nozze d’Incanto a Palazzo Bovara in Corso Venezia a Milano.

Gioielli unici e ricercati, emblema della storia di una coppia, risultato di idee geniali e mani sapienti.In queste due giornate, ricche di emozioni e all’insegna del matrimonio, abbiamo conosciuto i vincitori del concorso Wedding Art Jewels, (qui i vincitori della prima edizione del concorso), evento ideato e organizzato dalla Galleria Rossini di Milano con la direzione artistica di Marina Chiocchetta.

Il vincitore assoluto è stato Andrea Zanierato, con gli anelli in ottone nautico “DAeDO” che hanno colpito i giurati per il loro implicito valore simbolico, ovvero la funzione del dado in meccanica: unire, stringere, tenere insieme. Un “DAeDO” che serra e unisce. Andrea nella prima edizione del concorso aveva guadagnato il secondo posto con le sue “Energie Telluriche”. Maestro orafo apprezzato per i suoi gioielli dai metalli “poveri” e conosciuto per le sue chiusure invisibili.

Michele Berton vince il secondo posto con il suo “Onda su Onda” fedi nuziali di oro e diamanti, dedicati al movimento, alle forze contrapposte che trovano equilibrio e armonia creando una nuova realtà in continuo divenire. Onde che si fondono e si incontrano sempre unite in un gioco perpetuo.

Si aggiudica la medaglia di bronzo Michela Boschetto, architetto e designer, appassionata alle tecniche di oreficeria e cartapesta. Per Michela il gioiello è un piacere personale in continua trasformazione sia dal punto di vista materico che sensoriale. Vince la terza posizione grazie alla sua collana “Sistema Solare“, in argento, smeraldo e cartapesta dalla particolare leggerezza. Gli elementi in carta rappresentano le orbite dei pianeti, l’oro il Sole e lo smeraldo Venere, pianeta che per eccellenza governa i rapporti affettivi, l’attrazione, l’amore.

Il gioiello scelto, invece, per la copertina del catalogo e per la comunicazione dell’evento è stato “Il velo della sposa” di Marinella Inzirillo, un diadema in argento, zaffiri e diamanti ispirato al ritratto di Leonardo Da Vinci “La Belle Ferronnière”. Un gioiello elegante e raffinato che diventa un vero e proprio velo prezioso che magnifica il volto della sposa.

Oltre alla sezione dedicata ai designer e artisti-orafi, quella rivolta agli artisti sperimentali che hanno impiegato materiali non tradizionali come la vincitrice Michela Boschetto e, quella riservata agli studenti di Harim Accademia Euromediterranea e agli studenti cambogiani de Il Nodo Onlus.

Tra gli studenti Harim Accademia Euromediterranea hanno spiccato per impegno e ricerca i lavori delle tre vincitrici: Cristina Cardullo, Chiara Fazio e Valentina Fisicaro.
Le tre giovani designer hanno vinto, a pari merito, uno stage alla Galleria Rossini. Un’occasione importante per migliorare le tecniche orafe apprese in Accademia.

Cristina Cardullo vince con l’anello Kintsugi, una fede a prova di rottura che simboleggia l’amore che resiste alle avversità e all’usura del tempo che passa. Fedi “Armonia” sono invece le creazioni premiate di Chiara Fazio. Simbolo della dualità esistente in ogni elemento di cui è composto l’universo, due entità complementari e opposte al contempo. Di “Incastri”, invece, si parla negli anelli nuziali di Valentina Fisicaro, dall’originale motivo ispirato alla zip. Una chiusura che evoca il forte legame d’amore di chi desidera unirsi per sempre.

Nella giornata del 4 febbraio, inoltre, le designer Haruko Ito e Clizia Ornato hanno ricevuto la menzione speciale dal critico d’arte Gillo Dorfles, come sempre disponibile e curioso, ha valutato i gioielli dal punto di vista artistico ed estetico. Ma i premi non finiscono qui, la Galleria Rossini, infatti, ha premiato una giovane coppia di sposi con le fedi disegnate da Angelo Garini e realizzate da Marco Rossini, orafo e gallerista dell’omonimo spazio milanese. Un regalo speciale e indimenticabile per i futuri sposi.

Se vi siete persi l’occasione di vedere la mostra a Palazzo Bovara vi ricordiamo che Wedding Art Jewels proseguirà alla Galleria Rossini in viale Monte Nero 58 a Milano dal 30 marzo al 4 maggio, visitabile anche durante il Fuori Salone. Un lungo periodo d’esposizione per permettere agli sposi di scegliere il gioiello giusto per le loro nozze.

Ulteriori informazioni sulla Galleria Rossini le trovate sul loro sito

 

jewels

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Sonia Catena

Viaggiatrice accanita e affamata di moda, arte e design, mi sposto costantemente sulla penisola italiana dal 2004, anno in cui dopo la maturità decisi di trasferirmi a Rimini e poi a Bologna per  l’Università. Con una laurea in moda e una specialistica in arte contemporanea amo creare delle interconnessioni fra queste discipline per organizzare eventi culturali a Milano. La tesi in semiotica mi ha insegnato a guardare il mondo con un’altra prospettiva e da lì è nato il mio progetto Ridefinire il Gioiello.  Affianco all’attività di curatela quella di addetta stampa, comunicazione e docenza (LABA di Rimini, “Fashion Writing”  IED – Firenze). La mia parola d’ordine? Scoprire sempre qualcosa di nuovo, ridefinire un sistema e rivoluzionarlo. Ho un’insaziabile bisogno di libertà d’espressione e di uscire dai tracciati tradizionali per organizzare costantemente nuovi eventi e progetti. Amo viaggiare di paese in paese e spaziare con la mente, chi mi conosce ha quasi paura quando dico “mi è venuta un’idea!”. Chiusa in ufficio o fare un lavoro di routine mi rende una mina vagante, mi sento una libera professionista sino al midollo, una ricchezza che mi permette di avere continuamente stimoli e idee. Il treno è la mia seconda casa, la prima non lo so ancora se a Milano, Bologna, Rimini, Firenze o Roma. La frase che mi rappresenta? “Le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare piani” dal film Mine Vaganti di Ferzan Özpetek.
Sonia Catena

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