Zona Bolle, qui il bucato si fa leggendo e col sorriso!

Zona Bolle, qui il bucato si fa leggendo e col sorriso!

MODENA – Un piccolo e delizioso angolo lettura in una lavanderia! È questa l’idea brillante di Marcella Bignardi che nella nostra intervista ci racconta tutti i dettagli della sua intuizione.

Nell’Italia di oggi per avviare nuove iniziative e per mettersi in proprio con un progetto concreto e allo stesso tempo stimolante serve una buona dose di coraggio unita magari a un’idea originale e diversa. Oggi vorrei parlarvi di Zona Bolle, un progetto sui generis che sono sicura susciterà in voi molta curiosità. A Modena, in Via Sigonio, potete trovare la lavanderia più particolare d’Italia dove il bucato si fa leggendo un libro o scrivendo un racconto o magari lasciando una dedica alla calorosa ed entusiasta proprietaria Marcella Bignardi.

La sua intuizione mi ha colpito molto. Marcella, con Zona Bolle, è riuscita non solo a intraprendere un percorso che la rende entusiasta e motivata giorno per giorno ma ha anche ottenuto un seguito da parte dei cittadini davvero considerevole. Come ci è riuscita? Trasformando una semplice lavanderia in un luogo di incontro, di relax, di piacevolezze, un luogo dov’è possibile leggere e scambiare libri, respirare un’atmosfera stile anni ’50, un luogo dove un compito noioso per quasi tutti noi, diventa l’occasione per rilassarsi e godersi un po’ la vita.

Durante una delle mie soste a Modena, ho avuto la possibilità di farmi una chiacchierata con Marcella, la quale mi ha raccontato davvero tutto sulla lavanderia Zona Bolle.

ZONA BOLLE
Marcella Bignardi ideatrice di ZONA BOLLE

Allora Marcella, partiamo dal principio. Come nasce questa idea così originale?

Qualche tempo fa mi trovavo in una situazione in cui il cambiamento nella mia vita era un qualcosa di necessario. Avevo bisogno di mettermi in proprio, con un progetto tutto mio, un progetto che raccontasse anche qualcosa di me. E così ho deciso di rilevare una lavanderia e di trasformarla in qualcosa di più. Volevo che questo luogo fosse un punto di ritrovo, e che potesse diventare anche un angolo lettura per i clienti che in attesa della fine del lavaggio, avrebbero potuto sfogliare dei fantastici libri, scrivere e sentirsi a casa.

Sono una grande appassionata di libri, a casa ne ho a milioni e amo anche la scrittura; spesso con le mie figlie comunico tramite bigliettini, dediche e post it. Insomma, portare questa mia grande passione nel mio ambiente di lavoro mi è sembrato quasi naturale.

Hai avuto qualche difficoltà per far partire il tutto?

Non sai quante! È stato come prendere un treno in corsa senza sapere la destinazione. Ma io sono molto impulsiva e ostinata, volevo fortemente creare tutto questo. Ho preso una lavanderia in fallimento e ho fatto di tutto per migliorarla, addolcirla e farla funzionare. E non l’ho pagata mica poco! Ho dovuto chiedere qualche prestito e molte persone in famiglia non appoggiavano il mio progetto. Per quanto riguarda l’allestimento non ho avuto nessun problema, le idee legate ai libri, ai bigliettini e al design sono state la parte più facile e divertente. Diverso il discorso per la qualità dei prodotti di lavaggio. Ci ho messo molto a trovare la qualità giusta, la parte tecnica è fondamentale e per questo devo ringraziare l’azienda Rampi.

Conoscendo bene la storia della famiglia Bignardi e dell’agenzia dove collaboravi prima di immergerti in quest’avventura, la DOC Design, immagino che la grafica dal marchio a tutto l’allestimento e il design della lavanderia sia stata opera della tua creatività e del DNA famigliare, giusto?

Si è stata una mia idea. Mi sono fatta aiutare da alcuni amici designer. Nella mia lavanderia l’atmosfera è molto importante così come lo sono i colori e i profumi. Le pareti verdi pistacchio, il profumo delicato che accoglie i clienti, l’odore dei libri da sfogliare, il pavimento a scacchi in pieno stile anni 50′. Voglio che chiunque venga qui si senta bene e si rilassi e credo risieda in questo il successo di Zona Bolle.

ZONA BOLLE

Mi piace moltissimo la zona Leggo/Scrivo. Ce ne parli un po’?

Viviamo in un’epoca in cui l’unico modo di comunicare e apprendere si consuma tramite i Social Network. Ci siamo dimenticati come si scrive un bigliettino o come si legge un libro. Ho voluto quindi mettere a disposizione dei miei clienti carta e penna, comodi foglietti bianchi da riempire con una dedica, un messaggio, un saluto. E naturalmente i libri, libri di ogni genere, per tutti. Il cliente può fare quello che vuole. Portarsi a casa il libro, mettere un segno sulla pagina dove è arrivato.

E sai cosa è successo? I clienti mi hanno riempito di post it e di bigliettini tutta la lavanderia e tornano con piacere, per lavare i panni certo, ma anche per finire quel meraviglioso libro in cui erano incappati.

Ricordo ancora la prima dedica. Erano 2 ragazzi, mi lasciarono un bigliettino con scritto: “Piacevole sorpresa! “Zona Bolle”, dolce salvezza in una domenica di pioggia”.

Insomma la gente ha preso davvero la tua iniziativa.

Si, assolutamente, non mi aspettavo così tanto calore e rispetto. La gente entra a volte solo per prendersi un libro e mi lascia un bigliettino assicurandomi che me lo riporterà e puntualmente questo succede. Sara per il buon odore della carta che si incontra col bucato, ma i clienti sono davvero carinissimi!

Grazie Marcella, vedo che i clienti passano, ti salutano, ti chiamano. Hai stabilito un rapporto diretto con i modenesi del quartiere, e non solo. Immagino che venga altra gente anche solo per godersi il relax durante il lavaggio. E’ importante quello che sei riuscita a creare con coraggio ed energia positiva. Potrà essere di stimolo per molti di noi. Come hai detto è stato un tuo motivo per rimetterti in gioco, ma eri serena ed impegnata lavorando con soddisfazione nell’azienda di tuo fratello Fabio, e, nonostante tutto, hai messo tutto a repentaglio, rimboccato le maniche e ripartita da zero con una nuova attività, complimenti!

Credo che l’esperienza che mi hai raccontato possa infondere fiducia in molti di noi e confermarci che creatività e volontà vanno sempre di pari passo!

Vi ricordo che potete seguire Zona Bolle sulla pagina Facebook cliccando qui

 

Zona Bolle

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Fabiola Cinque

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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