Scusi lei, è favorevole o contrario?

Mentre il mondo politico, la Chiesa e la gente comune, discutono sui pro e i contro della futura legge sulle unioni civili; il regista e sceneggiatore Angelo Longoni ha deciso di affrontare il tema dell’omosessualità, portando in scena, presso la Sala Umberto di Roma, una commedia dolce-amara dal titolo L’Amore migliora la vita.

Ve lo avevamo anticipato qui: https://www.mywhere.it/lamore-migliora-la-vita-al-teatro-umberto/

La storia vede protagonisti due coppie di genitori che hanno scoperto l’omosessualità dei loro figli Edoardo e Matteo; e decidono di affrontare l’argomento incontrandosi a cena nell’ambiente borghese della casa di una delle due coppie, che vede protagonisti Ettore Bassi, Eleonora Ivone, Giorgio Borghetti e Gaia De Laurentis.

All’inizio i quattro sembrano essere molto civili e dimostrano di avere a cuore solo il bene dei propri ragazzi, ma quando si tratta di discutere delle loro tendenze sessuali e della loro decisione di voler vivere apertamente il loro amore, andando a studiare all’Accademia di Moda di Londra; la situazione degenera e il buon senso lascia il posto alle paure, alla rabbia, ai cliché e al giudizio dell’occhio sociale. L’ottusità dei genitori sfocia in una serie di litigi e degenera in situazioni paradossali e fuori dal comune, come la condivisione di una canna tra le due mamme, una zuffa tra i due padri e un rapporto sessuale tra la madre e il padre di Edoardo e Matteo.

La commedia vuole mettere in luce la fragilità morale e le frustrazioni di queste due coppie, che si sopportano da vent’anni, per comodità e abitudine.

L’amore dei due ragazzi sembra ricordare e insegnare ai loro genitori, che la vita è fatta anche di sentimenti sinceri e che questi non vanno nascosti per paura che la società non li consideri giusti.

I genitori cercano di capire cosa abbia indotto i figli a scegliere la strada dell’omosessualità, ma questa analisi si dimostra solo come un modo per attaccarsi reciprocamente, sottolineando ancora una volta, l’inadeguatezza del ruolo genitoriale che ricoprono. Infatti, nessuno di loro penserà anche solo per un momento agli aspetti positivi di questa storia, perché la ristrettezza mentale che li accomuna, li porta a non accettare che questo fatto sia capitato proprio a loro.

Questa commedia divertente e scorretta, sottolinea come tutti noi siamo soggetti a subire ogni giorno dei piccoli abusi di immoralità travestiti con la maschera della moralità.

Il regista invita a fermarsi a pensare prima di additare il colpevole, perché l’amore è un sentimento che ogni persona ha il diritto di vivere come crede, nel rispetto reciproco e in piena libertà.

Francesca Di Ruzza
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