25 anni senza Massimo Troisi, Maurizio Costanzo lo racconta in esclusiva per MyWhere

25 anni senza Massimo Troisi, Maurizio Costanzo lo racconta in esclusiva per MyWhere

“Io devo tutto a quel mondo, al mio paese, San Giorgio a Cremano, 5 km da Napoli. Laggiù ho imparato cos’era la disoccupazione, ma anche a non rassegnarmi. Ho imparato a parlare, a fare “o teatro” e non mi pare di essere cambiato molto da allora”. Massimo Troisi

ACCADDE OGGI – 25 anni fa moriva a soli 41 anni, un attore e regista geniale capace di unire tradizione e avanguardia. A raccontarcelo, in un’intervista esclusiva, è Maurizio Costanzo, amico di Troisi e di Lello Arena, e Direttore Artistico del Premio Troisi a San Giorgio a Cremano dal 2010 al 2014.

Massimo Troisi ci manca e tanto, ci manca da quel 4 giugno 1994, quando morì all’età di 41 anni a causa di un grave problema cardiaco. Era appena tornato a casa della sorella Annamaria e dopo aver mangiato, si andò a stendere sul letto perché si sentiva stanco. Non si risvegliò più. Aveva appena finito di girare Il Postino, il suo capolavoro, testamento cinematografico di una carriera fantastica. Quel film, gli valse una candidatura all’Oscar e lo fece conoscere al pubblico americano. Ma la sua carriera, oltre a quel meraviglioso film, dice tanto, tanto altro. Troisi vinse anche una Coppa Volpi a Venezia come miglior attore nel film di Ettore Scola ‘Che ora è‘. Troisi era incisivo anche dietro la macchina da presa: diresse, tra i tanti film, ‘Non ci resta che piangere‘ insieme a Roberto Benigni, ‘Ricomincio da tre’ e ‘Scusate il ritardo’.

COSA HA RAPPRESENTATO MASSIMO TROISI PER TUTTI NOI

Massimo Troisi
Massimo Troisi, Lello Arena, Enzo Decaro

Troisi appartiene pienamente al mondo giovanile che voleva cambiare la società in quegli anni e la sua comicità, le sue storie, le sue battute erano uno specchio che rifletteva molto bene la cultura alternativa degli anni ‘70. Ma il suo stile era completamente spiazzante e restituiva le aspirazioni di quella generazione, una generazione urbana che utilizzava anche dure modalità di protesta, dal punto di vista di un ragazzo di provincia e del Sud con un garbo e una leggerezza che arrivavano a tutti.

I ragazzi di quegli anni erano sfacciati e lui era timido e impacciato; erano appariscenti e “maleducati” mentre lui era sempre semplice e cortese. Alle molte, forse troppe, certezze di quella stagione di protesta, Troisi aggiungeva il beneficio del dubbio, pur non rinunciando a perseguire quei grandi e nuovi contenuti culturali.

Tutto questo ha lasciato il segno, lo ha reso unico e ha consentito a Troisi e ai suoi compagni della Smorfia di affrontare i temi della religione, della famiglia, dei rapporti di coppia, delle tensioni intergenerazionali, dell’autorità e del potere, delle differenze tra Nord e Sud, senza tralasciare l’impatto del femminismo, facendo arrivare a tutti la sua irresistibile comicità.

Il suo film Ricomincio da tre rimase nella programmazione di un cinema romano per più di un anno e le risate del pubblico erano così forti da coprire le battute che si susseguivano a raffica. In teatro e in televisione l’intero pubblico nazional popolare lo amava e aspettava trepidante le puntate delle trasmissioni che avevano la Smorfia come protagonista. Anche le interviste che rilasciava con sapiente tempistica erano una sintesi raffinata di improvvisazione e sceneggiatura.

MASSIMO TROISI, INTERVISTA A MAURIZIO COSTANZO

Massimo Troisi
Maurizio Costanzo

Insomma, Massimo è un personaggio che manca e non potrebbe essere altrimenti. Mi piacerebbe ricordarlo raccontando la sua storia, con le parole di chi lo ha conosciuto meglio, di chi ha avuto a che fare con il Massimo Troisi pubblico, ma anche con quello privato. Tra questi c’è sicuramente Maurizio Costanzo, che ha voluto rilasciare una bella intervista a MyWhere in occasione del 25′ anniversario della scomparsa del grande comico e attore.

Direttore, che ricordo ha di Massimo Troisi ? Che rapporto aveva con lui?

Mi ha sempre colpito il velo di profonda e invincibile malinconia che Massimo si portava appresso. Una malinconia elegante. Io e lui non eravamo amici strettissimi, Troisi non amava frequentare i salotti televisivi, era una persona timida e spesso schiva. Quando ci incontravamo però, parlavamo molto, insomma c’era stima e simpatia.

Ci racconta un aneddoto su Massimo?

L’ultima volta che l’ho visto fu un incontro molto forte. Lo andai a trovare a casa e non stava bene. Mi disse che era molto stanco, che si trascinava dal letto alla poltrona e dalla poltrona al letto, scherzando naturalmente, ma con quella malinconia di cui ti parlavo prima. Era come se sapesse cosa gli sarebbe successo, girò Il Postino in fretta e furia trascurando le questioni legate ai problemi di cuore che lo affliggevano, e come al solito affrontava ogni cosa con grande ironia ed eleganza.

Il Massimo Troisi che vedevamo sullo schermo era simile a quello privato?

Un po’ si, aveva le stesse incertezze, la stessa timidezza del personaggio che vedevamo al cinema e in tv. Mi sono sempre chiesto come sarebbe stato uscire un pomeriggio con il trio della Smorfia. Ero molto amico di Lello Arena, altro comico straordinario. Ecco, vederli tutti e tre assieme nel privato sarebbe stato divertente.

Ci racconta la sua esperienza da Direttore Artistico del Premio Massimo Troisi a San Giorno a Cremano? Per quanti anni ha ricoperto questo ruolo?

Massimo proveniva dall’hinterland napoletano. Era legatissimo a San Giorgio a Cremano e gli abitanti erano legatissimi a lui. Ne ebbi la prova definitiva quando fui invitato a organizzare e condurre il Festival intitolato alla sua memoria. In quei giorni, tutti mi parlavano di Massimo, mi facevano vedere il bar che frequentava, la scuola e la sua prima casa. Ciò che mi colpì di più di quell’esperienza, fu proprio l’amore della gente di San Giorgio a Cremano. Il legame con Massimo era fortissimo, era come se ogni abitante lo ringraziasse per quello che aveva dato alla città.

Uno degli aspetti più incredibili legati a Massimo Troisi risiede sicuramente nel fatto che, ancora oggi, a distanza di 25 anni dalla morte improvvisa, rimanga un personaggio profondamente amato da tutti, anche da coloro che non l’hanno vissuto direttamente. Non trova? Secondo lei come mai?

Sono d’accordo, tutti ancora oggi sanno chi è Massimo Troisi. È un personaggio indelebile che è rimasto e rimarrà per sempre. Ciò che ha fatto la differenza con gli altri due componenti della Smorfia (Lello Arena e Enzo Decaro) è stato Il Postino, un film meraviglioso e unico. E poi la sua semplicità, la sua timidezza, quel suo essere sornione ed elegante allo stesso tempo. Insomma, un personaggio così non si può non amarlo.

In conclusione, le chiedo: cosa resterà della comicità di Massimo Troisi?

La sua era una comicità elegante e irresistibile, una comicità destinata a non invecchiare mai.

Grazie Direttore, un saluto da tutta la redazione e da tutti i lettori di MyWhere!

Grazie a voi e buon lavoro!

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

27 Responses to "25 anni senza Massimo Troisi, Maurizio Costanzo lo racconta in esclusiva per MyWhere"

  1. Pierl   4 Giugno 2019 at 12:31

    io sto aspettando che si presenti a Rai 1 da un momento all’altro e ci dica che ci ha fatto uno scherzo a tutti quanti…

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  2. Ubaldo   4 Giugno 2019 at 12:32

    Che classe! Un genio

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  3. Roberto Becchi   4 Giugno 2019 at 12:33

    È stato una grande perdita per il cinema italiano e non solo.

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  4. Ilario   4 Giugno 2019 at 12:35

    Bello il ricordo di Costanzo!! Ho passato un bel momento leggendo questo articolo!

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  5. Piero   4 Giugno 2019 at 12:36

    Un grande napoletano e una persona eccezionale! Grazie Massimo!

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  6. Quentin   4 Giugno 2019 at 12:37

    Persona mite, dal cuore d’oro., Oltre ad essere stato , uno dei più grandi attori, che ci siano stati ,nei nostri tempi.!!!

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  7. Giulia   4 Giugno 2019 at 12:37

    CI MANCHIIIIIII!!!!!!!!

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  8. Valdo   4 Giugno 2019 at 12:38

    Ogni napoletano sa esattamente dove era e cosa faceva quel maledetto 4 giugno del 1994.massimo,quando seppi che eri andato a vivere altrove non volevo credere

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  9. Dario Esposito   4 Giugno 2019 at 12:39

    Una persona genuina, non costruita, che riusciva a comunicare valori e significati altissimi in maniera semplicissima con esempi alla portata di tutti……bisognava il napoletano però….

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  10. Fausto   4 Giugno 2019 at 12:41

    personalmente non mi ha mai fatto ridere, pero era simpatico

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  11. Tommaso   4 Giugno 2019 at 12:43

    TROISI X ME E’ STATO COME TROVARE UN NUOVO TOTO’:INTRAMONTABILI TUTTI E DUE_

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  12. Geremia   4 Giugno 2019 at 12:43

    25 anni fa è scomparso un Grande, eppure lui vive in chi coglie la magia della sua comicità universale

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  13. Andy77   4 Giugno 2019 at 12:44

    Grande Massimo Troisi . I tuoi film fanno morire da ridere . Il postino è un film commovente .

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  14. Enzo   4 Giugno 2019 at 12:45

    Una Persona Bella, Semplice e Pulita …manchi tanto Massimo… ♥

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  15. Lionello10   4 Giugno 2019 at 12:46

    Questi erano comici. Senza parolacce, sesso, senza cattiveria. Semplice e preparato ma soprattutto un attore vero

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  16. Fabiana   4 Giugno 2019 at 12:47

    Mi sarebbe piaciuto un focus sulle sue storie d’amore. Comunque ottimo articolo !

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  17. diarregiowenball   4 Giugno 2019 at 12:48

    Grande Massimo, aveva una comicità inaudita e sublime, mai parolacce, mai parole fuori posto, resterà eterno nel club dei grandi comici!!

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  18. Fausto   4 Giugno 2019 at 12:49

    Bellissimo il ricordo di Costanzo, anche se non sono molto d’accordo sul fatto che la differenza tra i 3 della Smorfia l’abbia fatta il pOSTINO.,. Troisi era di un’altra categoria!

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  19. Giacomo   4 Giugno 2019 at 12:50

    teatro immenso!!!!

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  20. Paolo Riggio
    Paolo Riggio   4 Giugno 2019 at 12:53

    Massimo il grande non possiamo vivere senza Troisi

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  21. Fabiola Cinque
    Fabiola Cinque   4 Giugno 2019 at 15:17

    L’intervista di Paolo inizia con ““Io devo tutto a quel mondo, al mio paese, San Giorgio a Cremano, 5 km da Napoli” ed io replico che ““Io devo molto a Troisi, così come molto a Napoli”. Ricominciare da tre è la perfetta medicina per non buttarsi giù, e annullare quello che si è fatto di buono nella vita. Non ricominciare mai da zero, ma salvare le esperienze passate è uno dei migliori toccasana che ci ha lasciato Troisi.

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  22. Cinzia Fabiani   4 Giugno 2019 at 15:27

    Il Postino è uno dei film più toccanti che abbia mai visto. La POESIA è ovunque, non solo per Pablo Neruda, interpretato magistralmente da Philippe Noiret, ma nei paesaggi, nella bellezza della giovane Cucinotta, fino alla colonna sonora composta da Luis Enríquez Bacalov… Ecco perché il film vinse il premio Oscar nel 1994. Grazie Paolo di avercelo ricordato

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  23. Melissa Turchi
    Melissa Turchi   4 Giugno 2019 at 15:52

    Una mancanza significativa nel panorama artistico. Condivido in pieno l’affermazione del Direttore Costanzo che la sua “comicità è destinata a non invecchiare mai”!

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  24. Antonia Storace   5 Giugno 2019 at 13:04

    Massimo Troisi è rimasto nel cuore di tutti perché era vero. Questa è la motivazione regina. Era vero. Come uomo e come professionista. Trasudava verità, autenticità, incorruttibilità dell’anima, a dispetto di una fama gigante che avrebbe dato alla testa a chiunque e che avrebbe potuto cambiarlo. Massimo è rimasto sempre fedele a se stesso, allineato col suo cuore, e questo le persone lo capiscono, lo capivano, lo ricordano ancora oggi. Aveva un talento naturale, purissimo, senza sforzo. Era un artista, non un mestierante. Manca tanto, ma in fondo c’è sempre. Non se ne è mai veramente andato.

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  25. Stefano Maria Pantano
    Stefano Maria Pantano   5 Giugno 2019 at 19:06

    Paolo sta diventando bravissimo, lo posso dire sinceramente, per quello che può valere. Condivido in pieno quello che dice sul personaggio Troisi e sul valore contestuale che ha occupato e occupa rispetto a certi temi sociali. Artisticamente tanto l’attore quanto l’uomo rappresentano una sintesi di intelligenza e ironia malinconica che ti trapassano senza che tu te ne accorga. Era qualcosa di cui non si è più visto nulla di simile. Per il resto il teatro come la filosofia scorrono nelle vene di Napoli, che in 3 giorni si è liberata da sola dal nazismo. Avere poi il contributo di Maurizio Costanzo è quanto di meglio si possa desiderare, perché è un grande giornalista e una mente finissima che ha costruito una buona fetta della televisione italiana, grazie anche a una capacità di intuire le dinamiche della comunicazione con anni di anticipo.

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  26. Antonio Bramclet
    Antonio   7 Giugno 2019 at 11:35

    Lo so che rischio di apparire un po’ ritardato ma confesso che spesso Troisi mi faceva ridere perché in realtà non capivo quello che diceva o voleva dire. Non me la sento di sostenere che apparire insensato, depresso, sfigato automaticamente significhi essere un grande attore comico/ironico. Il paragone con Totò mi pare eccessivo. Ammetto però che per i patiti della risata triste, Troisi possa essere un mito. Io quando rido voglio sentirmi felice e cattivo. Cosa volete che vi dica: l’ironia alla Troisi mi deprime.

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  27. Fausto   11 Giugno 2019 at 15:38

    Unico e irripetibile. Il ricordo di Costanzo fa davvero piacere!

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