Conoscete la formula del Cashmere? Daniele Fiesoli ce la illustra

Conoscete la formula del Cashmere? Daniele Fiesoli ce la illustra

FIRENZE – Al Pitti Uomo 97 Daniele Fiesoli ha festeggiato il suo ventesimo anniversario presentando una speciale riedizione dello storico progetto #upcycledcashmere, portabandiera della sostenibilità. Io l’ho incontrato, per conoscere la sua storia, le sue collezioni e i suoi progetti futuri.

La parola chiave della 97′ edizione di Pitti Uomo è chiaramente da ritrovare nel termine sostenibilità. Che sia una moda, un’operazione di marketing o una necessità non lo so, quello che so è che alcuni protagonisti del mondo del fashion, la sostenibilità l’hanno sempre presa seriamente, anche quando non era mainstream o di tendenza. Uno di questi protagonisti è sicuramente Daniele Fiesoli, uno che da 20 anni opera nel knitwear sempre nel segno della sostenibilità.
La storia della sua maison si intreccia in modo indissolubile con la riscoperta e valorizzazione dell’artigianalità locale e con uno stretto legame col territorio.


 

Cashmere Daniele Fiesoli
La formula del Cashmere sulle maglie griffate Daniele Fiesoli

Al Pitti Uomo 97 Daniele Fiesoli ha festeggiato il suo ventesimo anniversario mettendo in scena, all’interno del Cortile del Teatrino in Fortezza da Basso un evento per presentare una speciale riedizione dello storico progetto #upcycledcashmere.

Cashmere UpCycled è una collezione green, dedicata all’autunno inverno 2020/21, che riscopre e si fonda sulla visione innovativa dell’omonimo imprenditore, che da tempo, in maniera antesignana, ha deciso di valorizzare le fibre riciclate, cashmere in primis.

I materiali recuperati sapientemente mediante un processo di conversione creativo e migliorativo rappresentano i cardini della produzione ecosostenibile di Daniele Fiesoli Italia, 100%  #absolutelymadeinitaly.

PITTI UOMO 97: INTERVISTA A DANIELE FIESOLI. SOSTENIBILITA’ SPONTANEA AL SERVIZIO DEL MADE IN ITALY

Cashmere Daniele Fiesoli
Oltre alla formula del Cashmere c’è anche (in piccolo rosso in basso) rappresentata la molecola del Cashmere.

Appena avuta la possibilità di toccare i capi Fiesoli ho pensato tra me e me: “Uomini, quanto vi invidio! Questi prodotti in cashmere sono talmente morbidi e vellutati che quasi non ve li meritate”. Per fortuna, incontrando Daniele Fiesoli in persona, ho scoperto che la maison ha fatto partire da qualche mese un progetto per abbracciare anche la sfera femminile. Ma andiamo per punti, di questo parlerò tra poco.

Daniele, da toscano doc, quanto è importante presentare i tuoi progetti di maglieria qui a Firenze?

Questo territorio lo sento dentro, ci sono cresciuto e lo amo. Il mio legame con questa terra si lega profondamente alla mia più grande passione, una passione che ho trasformato in lavoro, vale a dire la maglieria. Io sono nato nella maglieria, sono cresciuto nella maglieria e trovo che questo settore sia uno dei più creativi che ci sono nel mondo della moda. E’ un settore che amo definire eccitante, perché permette di sperimentare e di dare spazio alla fantasia senza limiti. Alla mia età, nonostante sia in questo campo da millenni (ride n.d.r.) riesco ancora ad entusiasmarmi per questo lavoro.

Daniele Fiesoli MyWhere

Oggi va tanto di moda il connubio moda sostenibilità, ma tu questo aspetto lo curi da sempre. Cosa ti senti di dire al riguardo?

Mi viene da ridere quando si parla di questo argomento perché sembra che nessuno abbia mai prodotto capi senza salvaguardare l’ambiente. Non parlo degli altri, ma io questo l’ho sempre fatto. Oggi qui celebriamo i nostri 20 anni, un traguardo importante, ma vogliamo dare anche valore a una parte della nostra storia che non abbiamo mai raccontato. Anni fa, quando decisi di dedicarmi per primo alla tecnica dell’Upcycled Cashmere per la maglieria pensai non solo al rispetto dell’ambiente e alla possibilità di dare una seconda e più nobile vita alle fibre di qualità per le nostre collezioni, ma anche ad evitare che le delocalizzazioni produttive impoverissero il tessuto sociale in ambito manifatturiero. Oggi possiamo dire di aver vinto questa sfida, in un momento in cui il green è al centro del dibattito non solo nel mondo fashion”.

Il recupero e la valorizzazione dei materiali. Voi in questo siete maestri. Ce ne parli?

La nostra collezione uomo 2020-21 è caratterizzata fortemente da questo aspetto. I materiali recuperati sapientemente mediante un processo di conversione creativo e migliorativo rappresentano i cardini della produzione ecosostenibile, 100%  #absolutelymadeinitaly.

Com’è iniziato questo progetto e perché? Da cosa sei partito? 

Beh il tutto è legato al mio territorio, e sono partito da Prato dove tutto il mercato del tessile prende vita. Qui, dai primi del ‘900 a Prato tornavano tutte le balle delle maglie e verso gli anni ’40-50 dal riutilizzo delle maglie, è stato inventato il cardato di Prato cioè le lane rigenerate. Il ragionamento alla base era quello di non buttare via nulla ma riutilizzare. Si aveva a disposizione una grande quantità di materiale che, ovviamente era decisamente economico. Da questo processo si doveva partire da quello di selezionare le maglie, cioè il lavoro del cenciaiolo. Questi artigiani sono in grado di riconoscere al tatto la lana, il cashmere, all’acrilico alla seta ecc. e quindi in grado, grazie alla loro esperienza tattile, di suddividere in più materiali.

E il colore da dove nasce?

Le balle di cashmere arrivano già divise per colore e ovviamente arrivano di tutti i colori. Per questo sostengo che è l’unico processo realmente sostenibile!  Perché non viene fatta nessuna tintura ma lavoriamo sui colori preesistenti. Viene infatti preso il filo d’origine con il suo colore d’origine che mi permette, inoltre, di creare con la mia creatività un nuovo mix o una nuova palette di colori selezionando delle garzature. Infatti noi dividiamo le balle per colore, ma, a volte, decidiamo di mescolare i colori per ottenere altre gamme di colori più attuali e inedite.

Il nostro progetto è iniziato innanzitutto per le esigenze di un cashmere più competitivo ed economico. E la missione era quella di cercare di avere un filato non semplicemente riciclato. Ma usando un materiale ed un prodotto che erano già sul mercato, (cioè le maglie che arrivano da tutto il mondo) attraverso la sfilacciatura delle maglie, poi la cardatura e poi la filatura, ecco il mio processo di Upcycled Cashmere. In questa installazione ho voluto rappresentare tutto il processo dalle balle originarie delle maglie alla “ricreazione” e rigenerazione del filato.

Daniele Fiesoli mywhere

Ti definisci spesso uno sperimentatore. Anni fa soprattutto, un progetto come questo poteva sembrare folle…

Ti riassumo la mia filosofia con un claim: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” (dalla celebre frase del famoso chimico e filosofo del ‘700 Antoine-Laurent Lavoisier). Pochi lo capiscono, ma funziona. Il nostro è un percorso verso l’etica e le pratiche di rispetto per l’ambiente che nasce diversi anni fa, quando io in persona, in controtendenza con il contesto generale che spingeva verso la delocalizzazione produttiva a scapito della qualità del fatto in Italia, iniziai a sperimentare una tecnica legata alle fibre rigenerate inventata nell’importante distretto tessile di Prato, senza penalizzare la qualità del prodotto finito.

Ne sono orgoglioso, da un lato abbiamo preservato la peculiarità del Made in Italy in fatto di stile, qualità e ricerca, dall’altro, abbiamo contribuito a valorizzare il lavoro manifatturiero in ambito locale.

Guardando questi colori caldi, dal fragola al nocciola, dall’arancio al panna, e toccando i tuoi capi ho provato molta invidia verso gli uomini che potranno contare su una collezione così. Ma un po’ di attenzione anche alle donne?!

Tranquilla Fabiola, ci stiamo arrivando. Lo scorso anno abbiamo lanciato “Collezione Numero 1”. Sulle donne c’è molto più lavoro da fare e il nostro progetto arriverà al culmine nei prossimi mesi quando potremmo lanciare la collezione in palcoscenici importanti. Tempo al tempo, e ci apriremo all’universo femminile a tutto tondo!

 Collezione Numero 1 info

 Main Collection

Daniele Fiesoli e Fabiola Cinque
Io con Daniele Fiesoli dopo l’intervista ed una morbidissima matassa di Upcycled Cashmere rosso fiammante
Fabiola Cinque

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