A schermo spento

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ITALIA – Siamo capaci di trascorrere un giorno senza internet? La quarantena, viaggio tra quattro mura attraverso arte casalinga e passioni riscoperte

Immaginando di poter vagare tra le abitazioni, socchiuder gli occhi a una serratura, esplorare tra le persiane, aggrapparsi a una ringhiera sporgendosi ad osservare l’italiano medio e famiglia in pieno giorno di quarantena, che cosa si potrebbe ammirare?

Lo scenario comune da nord a sud di una convivenza forzata, di nervi saltati e pazienza esaurita di una nazione costretta a concedersi uno stop dalla routine. Il momento ideale per esaminare la vera natura dell’italiano in libertà cadrebbe senz’altro di venerdì sera, esente da lavoro, lezioni, conferenze, esami, riunioni, tutto rigorosamente online. Dopo aver trascorso una settimana tra i pollici del computer e quelli del tablet l’italiano libero si cimenta nelle più svariate attività, questa volta attraverso i suoi, di pollici.

Foto mywhere senza internet

Ed ecco sparire dagli scaffali dei supermercati ogni traccia di lievito destinato al forno prima e alla pancia dopo, per non parlare della generale rivoluzione domestica avviata ribaltando le mura di casa lasciando al proprio posto soltanto il balcone che qualche impavido ambizioso di una abbronzatura da Baywatch avrá anche coraggiosamente tentato di disancorare. La caccia alla spesa è stata rimpiazzata da quella al bricolage, assalendo punti vendita fai-da-te e sfoderando autocertificazioni dichiaranti “tinteggiatura pareti”, l’uomo italiano si regala l’occasione di sfoggiare la sua virilità tra cassette degli attrezzi e qualche trapano elettrico.

In un momento veicolato da internet e tecnologia come unici mezzi per restare al passo con lavoro, studio e personali occupazioni ognuno di noi, a schermo spento, ha potuto riscoprire intrattenimenti che ci impiegano in prima persona.

Foto mywhere senza internet

Se durante la quotidianità i passatempi prediletti erano Netflix ed Instagram, in tempo di quarantena la sorte sta toccando all’arte, in tutte le sue forme. Intesa nella sua soggettività l’arte è in ogni dove, sperimentarla, viverla, scoprirla tra le mura domestiche è possibile. La riscoperta di passioni artistiche accantonate a favore della tecnologia rappresenta il reale filo conduttore caratterizzante il lockdown a casa. Necessari un foglio bianco e fervida fantasia sono tante le persone che stanno dando anima e colore a frammenti di realtà attraverso opere d’arte e disegni casalinghi.

I vetri delle nostre finestre stanno regalando agli artisti domestici una primavera da Botticelli rinascimentale, libera da inquinamento e carica di fiori, animali ed emozioni, rappresentarla non è mai stato più attraente di così. C’è chi fa arte e chi la osserva, passiamo da scorgere innumerevoli immagini online al renderci conto che sono millenni che contempliamo la stessa opera di Caravaggio o Donatello, scoprendone ogni volta un dettaglio in più, osservandola ogni volta come fosse la prima. Arte in casa è spolverare sorrisi di carta lucida in album di fotografie conservanti viaggi ed avventure.

Arte è rivolger lo sguardo ai quadri animanti le pareti domestiche, immobili da anni ma oltrepassati inosservati ogni giorno hanno una storia da raccontare, un particolare da notare, un colore da captare soltanto avvicinandosi a sfiorar la tela con la punta del naso. Concepire l’arte domestica come un inizio e non come una parentesi isolata, questo è l’augurio e l’appello che mi sento di lanciare agli artisti home-made. Portarsi dentro le passioni riscoperte, esternarle, condividerle, aprir loro le porte di casa, libere di vagare nelle strade tra gli occhi della gente accanto a noi, una volta vinta questa grande battaglia.

E se non vi ho convinto io, spero l’abbia fatto Steve con il suo monito: Switch off tecnologia. Ecco la soluzione migliore per riposarsi

Testo di Sara Garlaschelli

 

Autore MyWhere

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