Varsavia, sempre in prima linea

Varsavia, sempre in prima linea


Varsavia. Città bombardata, dominata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, città che vide deportazioni ed esecuzioni della popolazione ebraica (rinchiusi nel ghetto), in cui il terrore antisemita portò un numero impronunciabile di vittime. Varsavia, capitale della nazione polacca duramente provata dalla gestione del blocco russo, oggi rivive un nuovo splendore urbano e culturale. Le grandi vie, ricordano i boulevard francesi, l’immensità del verde che contorna tutto il perimetro la fa respirare a pieni polmoni, i mercatini al centro delle piazze e gli innumerevoli ristorantini che sono nati da pochi anni la fanno emergere in tutto il suo splendore. Sembrano lontani i tempi in cui all’ingresso dei negozi di alimentari facevano fila ore e ore, migliaia di massaie o bambine per comprare un cesto di patate o un rotolo di carta igienica. Sono passati i tempi della fame e della miseria, i tempi della paura e del regime, i tempi della costrizione e degli abiti rammendati, ora una calda luce dorata avvolge la capitale, illuminando i suoi palazzi, accarezzando i quartieri e rallegrando gli animi.
Ricostruita completamente, il nuovo corpo di Varsavia, indossa abiti alla moda, imita le tendenze europee dei grandi stilisti, si veste di marchi internazionali, si incipria di Dior e Chanel e al collo mette perle di Tenerife a discapito della popolare Ambra. La nuova regina dell’Est ha posato la corona di spine e ha sciolto i capelli. Una nuova libertà è nell’aria. Innovazione, voglia di crescita e temperamento tenace sono le carte vincenti che l’hanno portata a essere, negli ultimi anni, una delle mete preferite del turismo internazionale. È infatti vero che, quest’anno, i tanto attesi Europei di calcio sono stati ospitati negli stadi Polacchi oltre che in quelli Ucraini. Il nuovo stadio Nazionale di Varsavia, inaugurato il 29 gennaio 2012, quello di Italia – Germania, per intenderci, è stato progettato dallo studio tedesco GMP (von Gerkan, Marg and Partners) e ha accolto 58.000 visitatori al suo interno che poi sono rimasti in città a godere delle bellezze di Warsaw. Lo scorso Week-End (22-24 Settembre) la capitale ha ospitato uno dei più importanti eventi gastronomici della nazione, Wine&Food Noble Night, organizzato in toto dalla Noble Banque e patrocinato da San Pellegrino. L’evento ha visto gareggiare le dodici realtà gastronomiche polacche più in vista dell’ultimo anno, (in giuria c’era anche la chef Aurora Mazzucchelli) tra i ristoranti da giudicare si sono sfidati: Reastauracja Amarylis, Biala Ges Tradicja Polska, Reastauracja Concept 13, Flaming Restaurant, Goko Reastauracja Japonska, Reastauracja India Curry, Reastauracja Kaprys Tomasz Lapinski, Reastauracja La Bibliotheque, Reastauracja l’Arc Varsovie, Reastauracja Locanda, Reastauracja Mercato e  il Reastauracja Rozbrat 20. (Ha vinto il Reastauracja Mercato). Sempre in quei giorni (21 settembre) e fino al 30 settembre, la città, offre un ricco programma di iniziative culturali, articolate in diversi eventi.

Dal 21 Settembre con la 55esima edizione del Warszawska Jesień (Warsaw Autumn Autunno di Varsavia), uno dei festival di musica classica contemporanea più famosi al mondo. Il tema di quest’anno è la sperimentazione vocale e le nuove tecnologie. Dal 23 al 29 settembre, la musica mondiale è a Varsavia con il festival Skrzyżowanie Kultur (Cross Culture Festival) slogan “Ispirazioni d’Oriente”, che mette insieme artisti provenienti da 11 paesi del mondo, tra i quali Armenia, Corea e Siria, che si esibiranno sul palcoscenico allestito in Plac Defilad, e davanti al Palazzo della Cultura e della Scienza.

Ci sarà, inoltre, proprio in questi giorni, il Warsaw Gallery Weekend, che dal 28-30 settembre coinvolgerà 17 gallerie della città che apriranno le porte per dare spazio ad uno degli eventi più interessanti nell’ambito dell’arte contemporanea. Varsavia si apre all’arte, ai nuovi media, all’innovazione e lo fa in grande stile. Il suo nuovo abito le calza a pennello. Lungo le sponde della Vistola e nel centro cittadino, arte, musica e profumo di cucina allontanano il ricordo di un tempo ormai lontano.

Dissi, già per Bilbao, che dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere e mi sembra che, anche per Varsavia, questo Gandhiano pensiero cada benissimo.

Simona Gavioli

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