Accadde Oggi: 45 anni Del Piero, intervista allo YouTuber Kinoshi

Accadde Oggi: 45 anni Del Piero, intervista allo YouTuber Kinoshi

TORINO – Oggi, 9 novembre 2019, il numero 10 bianconero più iconico di sempre festeggia il suo compleanno. Ripercorriamo la carriera di uno dei calciatori italiani più amati della storia con lo youtuber juventino Kinoshi, che in questa intervista, fa capire quanto il rapporto tra Alex e i tifosi bianconeri, resterà sempre unico e inimitabile.

Quel pomeriggio del 13 maggio del 2012 non fu roba per deboli di cuore. Se ne stava andando una leggenda, un simbolo, forse non il miglior giocatore della storia della Signora (uno dei primi 3 sicuramente) ma sicuramente il più rappresentativo. Alessandro Del Piero, quel pomeriggio del 12 maggio 2012,  lasciava la Juventus e faceva piangere tutto lo Stadium. Fu un momento particolare, Del Piero non era proprio convinto di lasciare e quell’addio gli fu imposto dall’alto. Il pubblico lo capì e condensò una nube di dolore che arrivò in tutta Italia. A 37 anni, dopo uno scudetto vinto, anche e grazie al suo gol decisivo contro la Lazio, nessuna polemica, nessun rancore, nessun rumore. Del Piero se n’è andato con lo stile che lo ha sempre contraddistinto. Come un altro eroe, congedato molti anni prima di lui da un’altra monarchia piemontese, che rispose “obbedisco”.

IL SIMBOLO

45 anni Del Piero

Riassumere i 45 anni di Alex raccontando il suo palmares sarebbe riduttivo: 1 Coppa del Mondo, 1 Champions League, 316 gol in carriera, 1 titolo di capocannoniere in Serie A, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Supercoppa Europa, 6 scudetti (più 2 revocati) e 1 Coppa Italia. Del Piero però, non è stato solo trofei, ma molto di più. E’ riuscito in un qualcosa che riesce solo a pochi. Diventare uno di famiglia, uno di casa per ogni amante del calcio e soprattutto per ogni juventino. Pensate a un giovane padre per esempio, che ha iniziato da ragazzo a vedere Del Piero, ha incominciato a raccontarlo a suo figlio piccolo e poi magari gli ha regalato lo stesso poster che lui aveva in camera. O pensate a un giovane, che ha iniziato col calcio proprio con Del Piero e poi, dopo 20 anni, ha finito la sua giovinezza con l’addio di Alex. La chiusura della storia tra Del Piero e la Juve, ha rappresentato la cesura della vita di molti, juventini e non, e per questo viene ancora ricordata.

L’EREDITA’ DI ALEX DEL PIERO

La Juve è casa mia. Così come lo è Torino, tutt’e due parti di un processo graduale e inesorabile che mi ha portato a sentirmi figlio di entrambe. Il legame con la Juve però è antecedente a quello con la mia città, e sconfina in quel territorio mitico dell’infanzia, di poster e sogni di gloria che cullavo, da bambino perennemente attaccato al pallone qual ero. Con questa squadra ho vinto tutto, assaporando la sensazione di tornare a Torino con la coppa più ambita in mano, e ho perso tutto, magari all’ultimo minuto, all’ultimo rigore, con in bocca l’amaro di aver lavorato, lottato, sudato per un anno intero per niente… Momenti di gioia incredibile, in cui ti senti sul tetto del mondo, ma anche momenti di scoraggiamento, di delusioni bruciate, di incredulità”. Alessandro Del Piero

La carriera di Del Piero sarebbe perfetta per essere trasfigurata in un film di successo. Ci sono davvero tutti gli ingredienti, dalla gloria giovanile – i gol “alla Del Piero”, il Pallone d’Oro sfiorato, la Champions vinta in finale a Roma con l’Ajax, l’Intercontinentale suggellata da una sua prodezza indimenticabile – alla caduta con quell’infortunio maledetto in un freddo pomeriggio di Udine, seguita da 2 anni di black out totale dove Pinturicchio, così amava chiamarlo Gianni Agnelli, non riusciva più incidere se non trasformando calci piazzati. E poi, il ritorno, gli Scudetti con Lippi, le performance da primattore in teatri d’eccezione (chiedere a Madrid e a Manchester) fino ad arrivare al Mondiale di Germania 2006, con quel Grosso-Del Piero che ancora riecheggia nella memoria. Finita qui? Neanche per idea, la carriera di Alex è un film. C’è la retrocessione forzata in B post Calciopoli. I big della Juve, non tutti ma quasi, se ne vanno ma lui no, perché “un cavaliere non lascia mai da sola la sua Signora”. Seguono anni difficili ma le storie dei campioni, non possono non avere un lieto fine. Stagione 2011-12. Andrea Agnelli attua una rifondazione e annuncia in una scialba conferenza stampa che questo sarà l’ultimo anno del Capitano bianconero alla Juve. La stagione, come ricordato in precedenza, si chiude con uno scudetto che mancava a Torino da ben 8 anni, con Del Piero ormai 37enne e protagonista part timer, ma comunque decisivo per la vittoria finale.

BUON COMPLEANNO ALEX DEL PIERO: INTERVISTA ALLO YOUTUBER KINOSHI

Per chiudere il cerchio e raccontare ogni sfaccettatura della leggenda di Alessandro Del Piero, ci siamo rivolti a uno giovane juventino doc che sta letteralmente spopolando su YouTube. Il suo canale si chiama “L’Angolo di Kinoshi” e racconta domenica dopo domenica le peripezie della Vecchia Signora.

Ciao Kinoshi, partiamo con gli auguri ad Alex. Che ne dici?

Assolutamente sì, credo sia doveroso farlo. Caro Alex, tanti cari auguri per i tuoi 45 anni e grazie nuovamente per tutte le emozioni che mi hai regalato!

Cosa ha rappresentato Del Piero per la tifoseria bianconera?
Secondo me, Alessandro Del Piero ha rappresentato “semplicemente” la Juventus e l’essere un tifoso juventino nel mondo. Il suo stile, la sua eleganza, la sua classe, sono tratti distintivi di un campione dentro e fuori dal campo che rimarranno per sempre.

Il tifoso di Del Piero lo sa, nel corso della carriera di Pinturicchio, ci sono stati momenti incredibilmente esaltanti e momenti bui, difficili da superare sia per il calciatore che per i suoi appassionati. Quali sono quelli che ricordi con maggiore dispiacere?

Per questioni anagrafiche e non solo, ricordo con grande dispiacere il 2006, quando Alex, da campione del mondo in carica, scelse di scendere in Serie B e rimanere alla Juventus. Fu un gesto tutt’altro che scontato, che non so quanti altri al suo posto lo avrebbero fatto. Qualche anno fa uscì la notizia che quell’estate, si mossero addirittura Florentino Perez, Alex Ferguson e Arsene Wenger per portarlo al rispettivamente al Real Madrid, allo United e all’Arsenal. Del Piero rifiutò perché “un cavaliere non abbandona mai la sua Signora”, soprattutto nel momento del bisogno.

Il gol decisivo su punizione all’Inter di Del Piero, stagione 2005-06

Domanda non semplice per un tifoso bianconero come te, ma quali sono i gol più belli della carriera di Alex?

A questa domanda non riesco a rispondere con un solo gol, ne ha fatti troppi e troppi importanti. Quando si pensa ad Alessandro Del Piero si pensa al gol contro la Fiorentina nel 1994, ai gol alla Del Piero (meraviglioso particolarmente quello contro il Borussia), al gol al Real nella partita perfetta, al gol di tacco nel Derby, al gol a San Siro contro l’Inter nella stagione 2005/06, alla doppietta al Bernabeu, al gol contro la Lazio nel primo anno di Conte. Insomma, i gol più belli sono tanti…forse troppi!!

E il tuo personale più bello legato a Del Piero?

Il mio ricordo più bello è quello legato al gol all’Inter su punizione nella stagione 2005/06. Oltre al gesto tecnico unito all’importanza di quella prodezza che ci portò praticamente allo Scudetto, ricordo l’esultanza che io e mio padre facemmo dopo il gol. E’ per questo che Del Piero è grande, le sue prodezze le associ subito a dei bei momenti della vita. Ci riescono in pochi, pochissimi. E poi, naturalmente, quando lo incontrai di persona a Rimini! Non fu affatto male!

I numeri 10 in Italia sono una razza in via d’estinzione, ma negli anni ’90 era tutta un’altra musica. Zola, Baggio, Mancini, Totti, Del Piero. Insomma, in che posizione si trova Alex tra i migliori “dies” della storia del calcio italiano?

Da tifoso Juventino, ovviamente, dico al primo posto! Anche è una risposta poco imparziale, va ammesso!

Del Piero è insostituibile, ha rappresentato per la Juventus un pezzo di storia moderna. Ma secondo te, tra i giocatori bianconeri, c’è un giocatore che incarni il suo spirito e il suo talento?

Per quanto riguarda lo spirito, mi sento di dire Chiellini e Buffon. Due uomini che hanno dato sempre l’anima per la Juventus, proprio come faceva Del Piero. Per quanto riguarda il talento, dico Dybala. Anche se ovviamente, la strada è ancora molto lunga! Diciamo che è più un mio desiderio ecco…

Infine, una previsione, o forse un desiderio. Dove sperate che si collochi il capitano nei prossimi anni? Ti piacerebbe vederlo in società con un ruolo dirigenziale?

Assolutamente sì, mi piacerebbe veramente molto vedere Del Piero con un ruolo dirigenziale, magari nuovamente vicino a Pavel, come accadeva in campo ogni domenica. Non so quanto sarà possibile, però sicuramente sarebbe molto bello!

Grazie Kinoshi, anche noi ci uniamo agli auguri. Buon compleanno Alex e buona vita!

L’ANGOLO DI KINOSHI INFO

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Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
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