Woodstock 50 anni dopo! Curiosità, aneddoti e stranezze sull’evento

Woodstock 50 anni dopo! Curiosità, aneddoti e stranezze sull’evento

MONDO – Il 15 agosto del 1969, iniziava una tre giorni di musica esaltata dall’esibizione di artisti del calibro di Jimi Hendrix, Janis Joplin, gli Who, Crosby Stills Nash & Young, Jefferson Airplane, Santana e Joe Cocker. Un evento sconvolgente, irriverente, anticonformista. Coinvolse tutti, uomini, donne, giovani di tutte le età, liberi di cantare, amare e, soprattutto di trasgredire.

In quell’irripetibile decennio che furono gli anni ’60, un periodo fatto di conquiste sociali e benessere economico, a fare la storia erano donne e uomini al di sotto dei 30 anni. Pare assurdo ripensarci adesso, ma era proprio così. Un esempio? Il concerto di Woodstock, il più grande raduno della storia del rock, una tre giorni di concerti, musica e trasgressione che segnò l’inizio di una rivoluzione che metteva al centro l’amore, la pace, la libertà. Una rivoluzione di musica iniziata e mai ultimata.

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La locandina del concerto di Woodstock

Nella storia dei festival musicali, Woodstock rappresenta uno spartiacque. 500 mila persone, c’è chi dice 1 milione, radunate sotto a un palco per dare forma a una limpida e istantanea della controcultura giovanile degli anni ’60. Libertà. Pace. Amore. Ideali mai più ripetuti con la stessa veemenza e concretezza. Fu un momento che ha cambiato per sempre la storia del rock, una zona franca in cui la musica ha fatto da collante per i valori di migliaia di giovani, convinti che la possibilità di cambiare il mondo fosse lì, a un passo, e dovesse materializzarsi su quel palco, nel corso di un interminabile rito propiziatorio.

L’ARTE NON SI PAGA”

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Il campo di battaglia, per loro pacifisti convinti, fu un prato di 2 chilometri e mezzo quadrati in una contea a nord di New York. I loro comandanti furono i condottieri delle sette note, che guidarono a suon di musica un esercito infinito di persone. Mancavano Led Zeppelin, Dylan, Doors, Lennon e i Beatles, e ancora oggi, a 50 anni di distanza, non sono ancora stati perdonati, perché per quello che rappresentavano avrebbero dovuto esserci. La scaletta però non era affatto male: Jimi Hendrix, gli Who, CCR, Joan Baez, Crosby, Canned Heat, Jefferson Airplane, Grateful Dead e naturalmente Janis Joplin.

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Janis Joplin a Woodstock

E poi il record. 500 mila e passa presenze come detto in precedenza, dati capaci di far impallidire qualsiasi manifestazione musicale precedente. Nota! Gran parte del pubblico presente entrò senza pagare il biglietto, perché come i decani del rock sostenevano al tempo, “l’arte non si paga”. Insomma, poche entrate economiche direte voi, macché! Tutto ciò che gli organizzatori non avevano incassato (4 giovani hippie ricchi di famiglia ripudiati dai genitori e quasi sempre fallimentari in tutti i loro progetti antecedenti a Woodstock) lo recuperarono con gli interessi negli anni successivi grazie al lancio del film documentario sull’evento e la pubblicazione di ben 5 album con le migliori esibizioni della manifestazione.

18 CURIOSITA’ SU WOODSTOCK

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Jimi Hendrix

– Molti fan criticarono aspramente i Beatles per non aver partecipato all’evento. La verità è che il gruppo era sulla via dello scioglimento e i dissapori tra i membri resero impossibile la loro presenza. 

– John Lennon si incontrò con gli organizzatori per prendere parte al concerto di Woodstock ma pose come conditio sine qua non che venisse permesso a Yoko Ono di esibirsi. La risposta di Michael Lang e compagni fu negativa e non se ne fece nulla.

– Bob Dylan non aveva grossi impedimenti, ma decise comunque di non partecipare a causa degli strascichi di un incidente in moto.

– Pochi sanno che a organizzare il concerto furono 4 under 30, vale a dire Michael Lang, John Roberts, Joel Rosenman e Artie Kornfeld

– Nel 1970, il giovane regista Michael Wadleigh realizzò il film che fece conoscere al mondo in ogni dettaglio il concerto di Woodstock.

Janis Joplin venne supportata da 3 persone per salire sul palco. Troppo forte il mix di eroina, tequila e vodka per raggiungere la sua postazione da sola. Nonostante la sua condizione psico-fisica fosse a dir poco proibitiva per esibirsi, la sua performance canora fu talmente incredibile da lasciare tutti senza fiato.

– Tra i momenti più emblematici della tre giorni di rock, pace e amore, tutti ricordano la performance di Jimi Hendrix. Due ore circa di esibizione, una critica aperta e sfacciata al governo americano, la chitarra che grazie a un anello applicato sul dito del chitarrista riproduce il suono delle bombe che intanto cadono sul Vietnam.

– Al Festival di Woodstock si registrarono due morti e due nascite. Perse la vita un ragazzo a causa di un’overdose, e un altro fu investito da un trattore mentre dormiva su un prato. Una delle due nascite avvenne in elicottero, la seconda in macchina.

Santana dichiarò che durante la sua mitica performance, era sotto LSD: “Non sono mai stato così fatto di fronte a così tanta gente. Farsi un trip di LSD di fronte a 400.000 persone, è difficile controllarsi“.

– I Grateful Dead non se la cavarono bene come Janis, e, causa evidenti abusi di droga, offrirono una delle peggiori performance della loro carriera. Non solo! Jerry Garcia e Bob Weir presero la scossa toccando le loro chitarre.

Il traffico creò dei veri e propri ingorghi per tutti e 3 i giorni del festival. Moltissime persone abbandonarono addirittura le proprie auto lasciandole per strada, trasformando il tutto in un folle parcheggio. Non ne rimasero danneggiati soltanto i fan o gli automobilisti ma anche alcune band, che non riuscirono a raggiungere per tempo il parco di Woodstock. Tra questi troviamo i Sweetwater, che avrebbero dovuto aprire il Festival.

– Inizialmente gli organizzatori si aspettavano la presenza di circa 50 mila spettatori. Lo stesso stimavano i venditori ambulanti, che accorsero numerosi a Woodstock, ma non potevano prevedere di certo quella folla abnorme. Al pomeriggio del sabato stavano già esaurendo il cibo e aumentarono i prezzi dei panini scatenando proteste tra gli spettatori. Finché un gruppo chiamato The Hog Farm Collective distribuì migliaia di tazze di cereali salvando tutti dalla fame.

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Carlos Santana

– I The Who si esibirono alle 4 del mattino perché fino a quell’ora non avevano ancora trovato l’accordo economico con gli organizzatori per suonare.

Jim Morrison non partecipò in alcun modo al concerto e si esprimette negativamente sull’iniziativa: “Woodstock mi è parso soltanto il ritrovo di un mucchio di giovani parassiti imboccati per quei tre-quattro giorni. Sembravano come vittime, i truffati da una cultura più che altro. Comunque una qualche celebrazione della cultura giovanile è sempre meglio che niente, e sono sicuro che quando è tornata in città, quella gente ha portato con sé una sorta di mito”.

– A Woodstock si tennero 3 edizioni del Festival oltre a quella del 69′. Nessuna raggiunse il successo di quella originale, ma il vero flop lo fece quella del 99′. Nonostante una sfilza di cantanti di livello altissimo, il concerto fu un flop clamoroso dal punto di vista economico.

– Tim Hardin suonò solo 2 canzoni, ma la sua esibizione durò 1 ora!

– Joe Cocker e Carlos Santana erano semi sconosciuti prima della loro esibizione, ma dopo Woodstock divennero famosissimi

A Woodstock era disponibile un bagno ogni 800 persone! L’attesa in coda poteva durare ore, anche se probabilmente la maggior parte dei fan preferì appartarsi da qualche parte per fare lì i propri bisogni

WOODSTOCK, COS’E’ RIMASTO DOPO 50 ANNI?

La storia ha iscritto Woodstock e il suo popolo nell’Olimpo del mito. Oggi, a 50 anni di distanza, ripensare a ciò che è stato, serve a reinterpretare meglio il presente, in cui i grandi raduni musicali si chiamano rave party o street festival, incapaci ormai di riflettere in un punto preciso nel tempo e nello spazio, lo spirito di una generazione.

In un mondo in cui la musica sta perdendo il potere di aggregare le masse e in cui il senso della collettività, poggia su basi sgretolate, queste facce riemergono dal passato per interrogarci, chiedono se davvero, dello spirito di Woodstock, non resterà altro che la celebrazione di un ricordo.

Woodstock 50

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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