Accadde oggi: gli 84 anni di Woody Allen tra curiosità, citazioni e cinismo sfrenato

NEW YORK – Oggi, 1 dicembre 2019, il regista più ironico e cinico di sempre festeggia il suo compleanno. Ma occhio! Non ricordateglielo! “Non trovo niente di divertente nell’invecchiare. E questa non è un’occasione per brindare, semmai per deprimermi. Spero di passare quel giorno dormendo. O di infilare la testa sotto il cuscino, aspettando che finisca in fretta”.

Come altri periodi della storia del cinema anche quello che va dagli anni ‘70 agli inizi del XXI secolo ha avuto il suo commentatore ironico, caustico, grottesco, comico e satirico. Woody Allen, oggi 84enne, è riuscito a cogliere, meglio di altri, le vere componenti di un disagio esistenziale e sociale, negli ultimi anni anche morale, osservato con gli occhi distaccati del fustigatore di costumi (specialmente newyorkesi), del moralista aggressivo divertito e divertente ma anche autoironico.

Un traguardo mica male quello degli 84 anni per Woody, ma occhio a ricordarglielo, perché come dice sempre il maestro, nell’invecchiare non c’è niente di divertente: “Questa non è un’occasione per brindare, semmai per deprimermi. Spero di passare quel giorno dormendo. O di infilare la testa sotto il cuscino, aspettando che finisca in fretta”.

“Se un mio film riesce a far sentire infelice una persona in più, allora sento di aver fatto il mio lavoro”.

woody allen

Approda alla regia nel 1969 con “Prendi i soldi e scappa”, girando, da allora, praticamente e programmaticamente un film all’anno.

Vanta 66 sceneggiature originali, 56 regie, 6 volte autore della colonna sonora e soprattutto 4 premi Oscar (“Io e Annie”, miglior regia e miglior sceneggiatura 1977 , “Anna e le sue figlie”, miglior sceneggiatura 1986 e “Midnight in Paris” miglior sceneggiatura 2011)  e Leone alla carriera nel 1995.

Nonostante sia un regista principalmente comico, Woody  ha saputo stupire anche nel genere drammatico con film perfetti come “Crimini e Misfatti”(1989) e “Match Point” (2005), che giocano abilmente sul tema del caso e del destino.

Woody Allen è stato capace durante tutta la sua carriera cinematografica, di tratteggiare perfettamente una classe sociale, quella borghese agiata, in tutte le sue sfaccettature e difetti, tingendo il tutto di comicità, fantasia, surrealismo, e umorismo e, allo stesso tempo, ha sparso a piene mani una quantità notevole di osservazioni pungenti sul costume americano, sulle diverse generazioni e sulle ideologie dominanti.

CURIOSITA’ SU WOODY ALLEN

Psicoanalisi, balbettio, nevrosi di vario genere, farmaci, ipocondria, paura della morte e soprattutto ironia dissacrante: sono questi gli ingredienti fondamentali e originali che hanno reso Woody Allen una vera e propria leggenda del cinema. Ecco alcune curiosità su di lui.

Il regalo Woody a Penelope Cruz

Penelope Cruz ha dichiarato più volte che l’esperienza sul set di Vicky Cristina Barcelona è stata una delle più intense e gratificanti della sua carriera. Con Allen, la Cruz ha istaurato un rapporto molto profondo tanto che il regista a fine riprese, decise di farle un regalo un po’ bizzarro: “”Mi ha regalato l’unico paio di occhiali di riserva che aveva” – ha detto l’attrice spagnola – “Ma non posso indossarli. Ci ho provato e a momenti facevo un incidente con la macchina. Sono un pezzo da museo“.

I disastri amorosi di Woody Allen

Nel corso della sua vita, il regista newyorkese si è sposato ben 3 volte. La prima con Harlene Susan Rosen, la seconda con Louise Lasser e la terza con Soon-Yi Previn. Tra le sue relazioni più significative però, non si possono dimenticare quelle con le attrici Diane Keaton e Mia Farrow, tutte e due non prive di eventi burrascosi. Con la Farrow in particolare, i problemi non mancarono, soprattutto nella parte finale del rapporto, conclusosi con un clamore mediatico senza precedenti. La motivazione? Beh, Woody tradì la Farrow con la figlia adottiva dell’attrice, Soon-Yi Previn.

Frank Sinatra voleva “spezzare le gambe” di Woody Allen

woody allen

Tra gli ex illustri di Mia Farrow, compare anche Frank Sinatra e stando a quanto dichiarato dall’attrice, il cantante, una volta scoperto della relazione tra Allen e Soon-Yi, si sarebbe offerto di “far spezzare le gambe” del regista. Chissà come l’avrebbe gestita Woody…

Biancaneve e Woody Allen

Qual è il film che fece capire ad Allen che da grande avrebbe fatto il regista? La risposta è Biancaneve e i 7 nani, cortometraggio Disney che il piccolo Woody guardò insieme alla madre all’età di 3 anni.

Psicanalisi

Celebre per la sua immagine nevrotica, Allen ha passato più di trent’anni in psicoanalisi. Frequenta per la prima volta uno specialista nel 1959 poiché inizia a sentirsi malinconico senza capirne il motivo. Da allora la terapia diventa un appuntamento fisso ed irrinunciabile, in media una volta a settimana, tranne brevi periodi di pausa. In momenti più intensi, invece, Allen arriva a frequentare lo studio di psicologi addirittura tre volte a settimana.

Il genere musicale preferito

Allen è un grandissimo fan e conoscitore della musica jazz, che spesso è una presenza prominente nelle colonne sonore delle sue opere, soprattutto quella classica americana degli anni trenta e anni quaranta.

I film preferiti

Diane Keaton e Woody Allen in coda al cinema nel film “Io e Annie”

Allen ha più volte dichiarato che il suo film preferito è Quarto Potere di Orson Welles. A livello personale, il regista considera Match Point e La rosa purpurea del Cairo le sue pellicole migliori della carriera.

136 premi in carriera

24 nomination e 5 Premi Oscar per il regista newyorkese. Nel corso della sua carriera ha anche conquistato per 9 volte il BAFTA Awards e per 2 volte il Golden Globe. In totale, sono 136 i premi cinematografici ottenuti, più di Buster Keaton, Harold Lloyd e Charlie Chaplin messi insieme.

ECCO LE CITAZIONI CHE PIU’ CI HANNO FATTO DIVERTIRE DI WOODY ALLEN

Qui di seguito alcune delle sue frasi più famose (Woody Allen inizia non a caso la sua carriera come cabarettista).

Film

“Mi rifiuto sempre di guardare i miei film dopo la loro uscita nelle sale: rivedendo la pellicola finita penserei sicuramente che il film non sia sufficientemente buono e che avrei potuto fare molto meglio”.

Rimpianti

“Il mio unico rimpianto nella vita è quello di non essere stato un altro”

La vita

“Ritengo che la vita sia divisa in 2 categorie; l’orribile e il miserrimo”

Il Denaro

“Il denaro è meglio della povertà, non fosse altro che per motivi finanziari”

I Repubblicani

“In generale un’affermazione della destra è sempre una cattiva notizia, è sempre una faccenda pericolosa. Perché la destra dà risposte molto semplici, dirette a problemi enormi. Ci sono i senzatetto? Che se ne vadano. C’è un aumento di criminali? Ripristiniamo la pena di morte. Soluzioni che naturalmente non tentano di capire il perché dei fenomeni a cui vengono applicate. Al momento possono sembrare efficaci, ma fra venti anni sarà peggio e ne faranno le spese le generazioni del futuro che di nuovo si troveranno di fronte problemi gravissimi”.

La Dolce Vita

“E’ un film che ha sconvolto la nostra concezione della realtà: il mondo non sarebbe com’è se non fosse esistito Federico Fellini”.

Stand-Up Comedy

“Sono a casa, seduto davanti alla Tv, quando il telefono suona e una voce dall’altra parte dice: «Mr Allen, gradirebbe essere l’uomo vodka di quest’anno?»
E io rispondo: «No, Woody Allen è un artista e non fa pubblicità, non è un ruffiano, non beve vodka e se lo facesse non berrebbe la vostra!» E lui: «Peccato, paghiamo cinque milioni di dollari.»
E io dico: «Attenda in linea, prego, le passo il signor Allen». (dall’album Stand-up comedy)”.

Sul suo doppiatore italiano Oreste Lionello

“Mi ha reso un attore molto migliore di quanto non fossi veramente”.

La Bibbia

“Una volta un prete mi tirò una Bibbia sul cuore. Per fortuna avevo una pallottola d’oro che mi aveva regalato mia madre che mi salvò la vita”.

Comico o tragico?

“I momenti comici sono banali rispetto al senso di tragedia che permea l’essere umano. Sono piccole oasi in un mare di tragedia che porta inesorabilmente verso l’invecchiamento, la fine dell’umanità, il disfacimento del pianeta e dell’universo”.

 

Tanti auguri Woody!

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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