Addio a Garry Marshall. Creò Pretty Woman e Happy Days

Creò Happy Days, diresse Pretty Woman, scoprì Robin Williams, inventò il personaggio di Mork della serie Mork & Mindy e ridefinì il genere della commedia romantica. Basterebbe già questa serie di titoli e ricordi impressi nell’immaginario popolare per tributare al meglio Garry Marshall, scomparso martedì 19 luglio all’età di 81 anni.

Su Twitter, Harry Winkler, l’interprete di Arthur Fonzarelli, il grande Fonzie, ha ringraziato il regista con un messaggio molto toccante: “Riposa in pace Gary Marshall. Grazie per la mia vita professionale. Per la tua lealtà, amicizia e generosità. Più ampio della vita, più divertente di molti, saggio e la definizione di un amico”.

Garry MarshallChe dire del personaggio di Fonzie e del suo giubbotto di pelle? Una vera leggenda, un’icona mondiale. Quella sua camminata un po’ da bullo anni 50′, quel suo chiamare le ragazze con lo schiocco delle dita. Quel suo far partire il jukebox con un pugno e soprattutto il suo pollice in alto, che significa “Bene!”, “Ok!”, “Bravo!” spesso accompagnato da un: “Ehi” che, a seconda del tono ha un significato o meno di approvazione.

Marshall raccontò che prese ispirazione dalle bande del Bronx per inventare il personaggio, avendole frequentate per tutta l’adolescenza.

Marshall è stato senza dubbio una delle menti più creative della Hollywood anni 70-80, un vero pioniere. Probabilmente senza di lui oggi non esisterebbero le tanto apprezzate sit-com, tanto per dirne una. Un vero signore del mondo dello spettacolo, che ha saputo reinventarsi costantemente riuscendo a dire la sua in 3 decadi diverse.

Garry nasce a New York, figlio di Anthony Wallace Marshall, un produttore cinematografico figlio di immigrati italiani che nacque con il cognome Masciarelli poi americanizzato in Marshall. Inizia la sua carriera come autore per molti show televisivi ed è come detto il creatore di serie TV del calibro di Happy Days, Laverne & Shirley e Mork & Mindy.

Garry MarshallNegli anni 80′ passa alla regia con immediato successo (“L’ospedale più pazzo del mondo”, “Una coppia alla deriva” e “Spiagge”). Ma è negli anni 90′ che Marshall lascia un segno profondo sul grande schermo, ridefinendo il genere della commedia romantica. Dirige Julia Roberts e Richard Gere nella fortunatissima commedia Pretty Woman. Julia Roberts è la bellissima prostituta e Richard Gere il principe azzurro milionario. Il film incassa la cifra record di 464 milioni di dollari e diventa un classico, anche grazie al celebre pezzo di Roy Orbison.

Seguono poi altre commedie fortunate come “Paura d’amare” con Al Pacino e Michelle Pfeifer, “Se scappi ti sposo”, “Principe azzurro cercasi, “Donne, regole… e tanti guai!”, “The Princess Diaries” (che segna il debutto di Anne Hethaway).

Marshall non vinse mai l’Oscar ma raggiunse un livello di popolarità e influenza incredibili.

E per concludere il nostro saluto a questo fuoriclasse della comicità non possiamo che lasciarvi con il saluto di un altro personaggio mitico ideato da Garry: l’indimenticabile Richie Cunningham alias Ron Howard (regista premio Oscar per “A Beutiful Mind”) che ha voluto esprimere così il suo cordoglio: “RIP Garry Marshall, il cui humor e umanità erano di ispirazione. Era un campione mondiale di classe e un mentore la cui creatività e leadership hanno significato tantissimo per me”.

Garry Marshall

 

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

Leave a Reply

Your email address will not be published.